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Dipendenza relazionale (162306)

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on . Postato in Dipendenze e Abusi | Letto 533 volte

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Donatella , 40

 

Gentile Dottore,
buongiorno, tenterò di esporre la mia esperienza nel modo più chiaro possibile essendo comunque consapevole che è un mio modo di interpretare la cosa e che anche se sono arrivata ad un certo punto del mio percorso avro' comunque dei filtri che magari mi fanno vedere la cosa in maniera distorta.
Sono una donna di 40 anni, separata con 2 splendidi figli, Federica 10 anni e Michele 7. La mia storia inizia con "il grande amore" vissuto a 16 anni mai più dimenticato, mitizzato,amato e custodito con amore dentro al mio cuore per tutti questi anni. Il tipico primo amore se pur non perfetto, romantico pieno di amore e condivisione, prime esperienze, primo in tutto ...a 18 anni lui parte e dopo un periodo di lettere e telefonate ci "perdiamo".Io mi rassegno ma in cuor mio mi "congelo" e mai piu ne mi apro ne mi permetto di aprirmi con nessun altro.
Il tempo passa, io conosco un altro uomo e a 25 anni mi sposo...scappo dalla mia famiglia in sostanza...dopo 5 anni di fidanzamento, dopo altri 5 nasce Federica dopo altri 3 Michele.
Prima dei bambini lavoravo come impiegata sono diplomata ragioniera. Gli anni passano i litigi aumentano, le incomprensioni crescono io mi sento sola e demoralizzata...i problemi più grossi iniziano quando Federica va all'asilo e viene fuori che ha un ritardo nell'apprendimento e più tardi verra' diagnosticata la dislessia. Qualche anno dopo mi diranno che pure Michele ha gli stessi problemi che come la bambina ha bisogno della logopedia e che è meglio che faccia un anno di asilo in più.
Sono stati anni duri, anni di sensi di colpa che tutt'ora senso e di solitudine.
I miei vivono in un'altra citta' mi hanno sempre detto che ho sposato l'uomo sbagliato e si sono sempre defilati con la scusa che è lui che mi ha fatto il vuoto intorno, può essere, ma un bravo genitore abbandona un figlio??? no
I miei suoceri sono malati, lei è in depressione cronica e lui è alcolizzato.
Io ho subito un abuso a 10 anni da un amico di famiglia e mia sorella pure, da quel che ricordo mi ha messo la mano nelle mutandine varie volte ma non saprei se ho rimosso altro, la cosa è andata avanti finchè non lo abbiamo detto ai miei ma loro hanno creduto solo a mia sorella e a me hanno detto che lo dicevo per gelosia!!!
Dopo 15 anni di matrimonio e sacrificio mio per tenere una famiglia unita per il bene dei bambini e essendo di fatto sola con un marito che lavora di notte... ricompare come per magia il mio primo amore. SONO IMPAURITA INCREDULA E FELICISSIMA ALLO STESSO TEMPO.
Lui è laureato in psicologia ed è terapeuta ma non pratica chiuso in un altra prfessione per volere di suo padre. Dice che mi ama, che mi vuole aiutare e in un certo senso lo fa mi fa capire e vedere mi fa apprendere cose utili e su di me e il mio mondo mi psicoanalizza e spreme ben bene...con senno di poi mi sento manipolata.
Lui è sposato ha una bambina e sua moglie viene a conoscenza della seconda gravidanza proprio quando noi iniziamo la nostra relazione clandestina, lui mi prega di restare che il nostro è un grande amore e risolveremo tutto. Mi spinge a separarmi, dice che non è onesto ne dignitoso portare avanti una relazione che non c'è. Io lo faccio presa da sensi di colpa e continui conflitti ma supero la mia insicurezza e paure e dopo un anno prendo la mia strada. Le cose si complicano, lui perde di interesse e inizia a dire che di casa non se ne va che le bambine sono piccole e che se lo amo devo restare e capire i suoi conflitti e bisogni. Io tengo duro cerco di dimostrare tutto il mio amore. Ma lui inizia ad avere sbalzi di umore sempre più frequenti scatti d'ira e mi sabota con meccanismi che prima mi fanno aprire e poi mi ferisce facendomi allontanare per dirmi che sono io che non vado.
Sono asfissiante, appiccicosa e bisognosa, insicura, una donna fragile. Può essere la responsabilità dei miei sbagli e delle mie scelte è mia non lo nego ma una donna e il suo istinto difficilmente sbagliano. Ad un certo punto non resta più niente tranne lui che dice che è in relazione amorosa con me e con lei è in relazione solo, ci nascondiamo, e solo di nascosto. Non me lo merito.
Il mio rispetto per me e la mia dignità mi fa dire basta. Lui mi prega dice che la nostra unione è speciale e unica che sono altre le cose che contano che lui ha fatto il possibile per aiutarmi ma sono troppo pretenziosa. Da tutto questo ho imparato che sono un 5 sessuale lui è un 2 sessuale, che ho avuto una famiglia problematica, che sono una donna che ama troppo e che soffro di dipendenza relazionale. Ah lui è stato catatonico per 6 mesi e ha tentato il suicidio sempre se è vero.
Torno con mio marito cercando di recuperare una famiglia per i bambini...cercando di mettere tacere pure il mio di conflitto per il mito della famiglia perchè a sentire lui sono mancina e non ne ho bisogno.
Tirando le somme ora vorrei gentilmente chiedere: cosa posso fare ora per aiutarmi e capirmi e fare la cosa giusta per me? che poi sarà un bene pure per i miei figli. Mio marito non lo amo o scambio un amore più calmo e di routine per altro? Come posso difendermi da chi mi manipola? Spero di essere stata chiara e concisa anche se è così difficile riassumere e dire certe cose.
GRAZIE.

Cara donatella,
lei si deve fidare di sé e di ciò che sente! Lì sta la sua verità, la verità del suo sentire, l'unico che può guidarla alla decisione.
Penso che sia una donna sofferente, che abbia accettato tante cose, che abbia ingoiato molti rospi, dispiaceri ed umiliazioni. Tutto quello che ci ha raccontato, induce a pensare che non si fida di sé, che fornisce troppo potere all'altro, che subisce, permettendo agli altri di svalutarla e manipolarla.
Penso che lei abbia ben capito che questo primo amore, sia poco onesto ed il suo non si manifesta propriamente come amore, ma come atto di egoismo, di narcisismo, di abuso psicologico (consapevole o no). Di fatto la sento molto sola, con due uomini ma sola!
Con quest'amore giovanile, non ci sono altre possibilità, vista la sua non chiarezza e il suo mancato impegno ad instaurare una relazione stabile, ammesso che ne sia capace.
Riguardo a suo marito, lei ci dice che dopo la delusione del primo amore, non ha più aperto a nessuno, non ha più donato fiducia. Questa è la sua grande responsabilità. Sicuramente lei si è resa sola, ma in un certo senso suo marito ha colluso con lei, questo significa che in qualche modo stava bene anche a lui!
Cosa fare ora? Dipende da quello che sente con suo marito, se ha voglia di mettersi in gioco e se lui vuol mettersi in gioco con lei. Di sicuro lei deve lavorare con sé stessa, per bastare a sé, per valorizzarsi, per non dipendere dagli altri, qualunque decisione prenda. Il suo sentire viene prima di ciò che dicono gli altri e non può essere cancellato o messo a tacere. Lei deve fidarsi di sé, prima che degli altri, deve anche imparare a farsi compagnia, a stare con sé nella solitudine. Finchè fugge dal vuoto e dalla solitudine, sarà sempre soggetta a dipendere da qualcuno, pur di non perderlo si adatterà e tradirà sé stessa.
Vedo che ha anche tanto bisogno di parlare, di confrontarsi, di raccontarsi, forse si è messa a tacere per troppo tempo, forse ha bisogno di raccontare a sé, di ritrovare un filo, interrotto con quella prima delusione, con quella prima perdita, che ha lasciato il segno! E forse il segno c'era già prima, anche la sua famiglia non mi sembra molto accogliente ed emotiva e forse questo primo ragazzo ha ricalcato un solco già tracciato. Non a caso, ci dice che con suo marito è scappata dalla famiglia! Bhe è ora tempo di ritornarci in famiglia. Ma non nei termini concreti ma tornare alla sua famiglia interna, a sé come figlia, come padre, come madre, come moglie, come amante, come donna! Ora è tempo di andare avanti! Non si scoraggi e troverà sé stessa! Qualcuno da amore e non da abbandonare!

 

(Risponde il Dott.ssa Costantini Sabrina)

Pubblicato in data 18/03/2013

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