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Gioco d'azzardo (160008)

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Luca, 19

 

Gentile Dottore,
Sono Anna, madre di Luca, ragazzo di 19 anni e da un anno dipendente dal poker online.
Tutto è iniziato un anno fa quando ha cominciato col farsi qualche ricarica su un sito di poker, premetto che il ragazzo studia e lo manteniamo noi, quindi con quei pochi soldi che gli si dava ci siamo accorti che aveva cominciato a giocarseli a poker.
A Dicembre 2011 scopriamo che ha prelevato dalla carta di credito di mio marito 3.500 euro per giocarseli a poker. Prima lo sgridiamo severamente, anche perchè non navighiamo nell'oro e non esiste che mio figlio mi "rubi" il codice della carta di credito e poi successivamente cerchiamo di fargli capire che è una malattia, che non fa altro che perdere dei soldi e che vogliamo aiutarlo.
Lui si mette a piangere e dice che abbiamo ragione, che non giocherà mai più, che gli dispiace e ci giura che quella sarebbe stata l'ultima volta.
Premetto che a Novembre 2011, un mese prima, gli era stata comprata una macchina nuova perchè aveva appena preso la patente e ne aveva bisogno per muoversi e andare agli allenamenti ad 1 ora da casa.
Non ero d'accordo di prendergli la macchina, poichè Luca non studia, va male a scuola, ha quasi tutte le materie sotto...ma mio marito gliel'ha presa lo stesso.
Nel frattempo, non fidandoci, decidiamo di gettare la carta di credito e farne una nuova.
A Marzo 2012 mia figlia più grande si accorge che le sono stati prelevati 200 euro dalla sua postepay e che quei soldi erano stati spesi per giocare su un sito online di poker.
Ci arrabbiamo molto di nuovo, gli si toglie le chiavi della macchina (purtroppo solo per poche ore a causa di mio marito che purtroppo non mi appoggia, prima lo sgrida e poi due ore dopo se il figlio gli fa due sorrisi lui si abbonisce e gliele ridà) ...Luca dice che non avrebbe mai più giocato come la volta precedente ecc...ma nulla cambia... Gli abbiamo trovato degli scontrini in macchina di ricariche fatte sempre sul sito di poker online!
Finchè ad Aprile 2012 dice di aver vinto 800 ? (nulla a confronto di tutti i soldi spesi, ma quando glielo si fa notare, per lui quelli sono soldi suoi che Lui ha vinto)...non pensa di darceli, visto tutti quelli che ci ha fatto perdere.
Esce di casa e torna con un ipad.
Ci arrabbiamo e poi pensiamo che piuttosto che se li fosse giocati a poker era meglio che si fosse comprato l'ipad.
Ma oggi è successo il peggio:
- gli abbiamo trovato nel baule della macchina una scatola di fish per giocare a poker;
- ed scomparso l'ipad! Non so se le due cose siano collegate, ma lui dice che l'ipad gli è caduto mentre scaricava il baule della macchina il weekend scorso (era andato al mare con degli amici) e che è andato in frantumi, in mille pezzi...e ha deciso di buttarlo!! Premetto che l'ipad stava dentro una custodia abbastanza spessa ed è impossibile che sia andato in mille pezzi come dice lui, infatti non gli crediamo.
In più l'ipad era ancora in garanzia e come era già successo a mia figlia quando le cadde il telefono iphone, pagando 300 euro il centro apple invece che riparartelo te lo sostituivano con uno totalmente nuovo, e Luca lo sapeva benissimo.
Morale, non crediamo che gli sia caduto, ma che lo abbia venduto e si sia giocato i soldi a poker.
Oppure se lo è direttamente giocato a poker!
Noi non sappiamo più cosa fare, siamo disperati, lui è un bugiardo e non ci dice la verità!
Credo che abbia bisogno di essere aiutato perchè la situazione sta sempre più peggiorando e lui non se ne rende conto...cosa si può fare in questi casi? Dove posso andare? A chi posso chiedere aiuto?
Grazie in anticipo


Cara Anna,
capisco le sue angustie, ne ha tutte le ragioni. E' una situazione difficile e importante, deve essere subito presa di petto. Luca è giovane e questo è un aspetto positivo, ma non si può più far passare il tempo. Il ragazzo è totalmente dipendente dal gioco, come tale ruba, mente, non può fare a meno di giocare e questo ha accresciuto la sua insicurezza in sé, il peggioramento del rendimento scolastico e delle relazioni,che in questi anni dovrebbero invece alimentarsi e crescere.
In questo tipo di problemi è necessario un intervento integrato da parte di più professionisti, ma anche da parte dei familiari in causa.
Prima di tutto quindi, è necessario che lei e suo marito siate uniti per far fronte alla cosa e che le vostre parole e condotte siano assolutamente coerenti. Dovete essere fermi e ferrei.
Franchi nel dirgli che capite bene che la situazione non va, che lui gioca, spende e mente ed è una malattia. Dovete far capire a Luca che siete preoccupati che lui sta male, ma che siete anche arrabbiati per le cose che fa.
Sì, Anna, la vostra rabbia dov'è?
Mi pare che lo avete messo al centro, ma al centro ci siete voi che siete i genitori. Forse lui ha avuto anche troppo, troppo facilmente, come l'auto, senza averla guadagnata in alcun modo, neanche con il buon rendimento scolastico. Fategli sentire che siete arrabbiati e che ritirate tutti i privilegi datigli, perché non li merita e non li apprezza.
E' essenziale che lui si faccia curare e in questo non c'è scelta, lui non ha scelta, deve venire con voi da uno specialista. Dovete essere uniti e mantenere ciò che dite. Togliendo tutte le possibili fonti di denaro. Non potete fidarvi di lui e dovete esplicitarlo. Lui deve riconquistarsi la vostra stima e fiducia.
Dovete pensare di avere un figlio tossicodipendente, è un po' la stessa dinamica. So che in questo caso non si vedono i danni organici, ma ci sono e ancora di più quelli emotivi e psicologici, per non pensare al dissanguamento economico continuo e progressivo. Se lasciate andare, sarà sempre peggio fino all'irreparabile.
Purtroppo è un disturbo in crescente aumento nel momento attuale, grazie anche alla facile disponibilità di certi mezzi. L'età di Luca poi, lo predispone in modo particolare e forse qualche altra fragilità personale gli ha fatto trovare nel poker, una facile fuga dalle tappe evolutive inevitabili.
Quindi, voi dovete capire la situazione, non colpevolizzarlo, ma nello stesso tempo pensare che è malato e ha bisogno di cure, una di queste è l'astinenza dal gioco e di regole un po' più ferme da parte vostra. Fatelo sudare, se deve andare agli allenamenti, usa altri mezzi, quelli pubblici, o cambia tipo di sport. L'auto per ora gli viene sequestrata, così come la perdita di altri privilegi. Dovete anche pretendere un maggiore impegno nelle sue cose.
Certo non sarà facile e l'astinenza dal poker porterà un quadro psico-fisico difficile da gestire: ansia, agitazione, insonnia, nervosismo, irritabilità, ritiro sociale, sonnolenza, noia, depressione, ecc.
Per la gestione di questo quadro e per la risoluzione del problema, sarà quindi necessario un lavoro psicoterapico ed eventualmente l'introduzione di farmaci, nel caso i sintomi di astinenza e quelli sottostanti al gioco possano essere troppo intollerabili. Per cui il primo passo consiste nel trovare uno psicoterapeuta esperto in queste dinamiche, fare la consulenza e prendere le dovute decisioni in merito.
Comprendo che non sia affatto facile, che tutto quello che le ho detto può spaventare, ma se siete uniti, vedrete che lo sforzo darà i suoi risultati. Ci vuole tempo, pazienza, investimento ma è importante crederci. E' un investimento che varrà la pena fare. All'inizio sarà dura per tutti, ma alla fine sarà un beneficio per tutti.
Un grande in bocca al lupo!

 

(Risponde la Dott.ssa Costantini Sabrina)

Pubblicato in data 28/06/2012

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