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Impulso di rubare (140318)

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on . Postato in Dipendenze e Abusi | Letto 461 volte

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Ilaria 29

Salve, da piccola e anche da adolescente rubavo spesso, principalmente nelle case di amici e parenti, e si trattava di giocattoli o trucchi o anche articoli più importanti, come bomboniere d'argento e simili. Durante la prima giovinezza, rubavo spesso, anche nei negozi di estetica e di profumeria. Per un periodo ho smesso, poi a 24 anni ho iniziato a lavorare nel magazzino di un'enoteca, e lì era un continuo rubare cioccolato, salse, piccoli salumi finchè l'ho fatta grossa rubando una costosa bottiglia di vino francese. Con una scenata pietosa sono stata giustamente sbattuta fuori, giocandomi, tra l'altro, un'ottima possibilità di fare carriera in un settore nel quale mi trovavo perfettamente a mio agio, e nel quale mi distinguevo ed ero molto apprezzata. Ancora vivo con angoscia quei momenti, e da allora, avendo imparato la lezione, non l'ho più fatto, anche se avverto tuttora l'impulso. Quello che mi chiedo è: come si spiega, a grandi linee, quest'impulso? da cosa viene originato? ho bisogno di terapia?

Gentile Ilaria, la sua è una lunga storia di "furti", perchè dice essere cominciata quando lei era una bambina ed  è continuata fino ad esserle sfuggita di mano, tanto da arrivare a perdere il lavoro. Da ciò che leggo mi sembra di capire che negli ultimi 5 anni lei non abbia più rubato, sebbene la tentazione di farlo le sia rimasta. Generlamente il furto si interpreta come il bisogno di riempire un vuoto, qualcosa che è mancato e che continua a mancare e l'atto del rubare serve per riequilibrare quella mancanza: per recuperare un torto subito: qualcosa che è stato "rubato a noi!". In altri casi potrebbe rientrare in un impulso compulsivo in cui la persona si sente mentalemnte  "obbligata" a compiere un atto per evitare che accada qualcosa di peggiore. Rispetto alla sua domanda di cura, mi sento di dirle che se il pensiero del rubare l'assilla e se ritiene di avere comportamenti "limitanti" che lei vive come riduttivi rispetto alla sua vita (cioè non va in certi posti perchè la tentazione sarebbe altissima) allora forse una consulenza psicoterapeutica l'aiuterebbe proprio a capirne l'origine di questo impulso e potrebbe imparare a sostituire all'azione il pensiero, così da non sentirsi più in balia di un'istinto. Auguri.

(Risponde la Dott.ssa Voi Giovanna)

Pubblicato in data 04/12/09
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