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Madre con disturbo narcisistico di personalità (150824594076)

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on . Postato in Dipendenze e Abusi | Letto 1239 volte

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dipendenza affettiva, madre, le risposte dellespertoemcla, 32

domanda

 

 

Dopo diversi anni di quella che riconosco essere una dipedenza affettiva mi sono trovata a leggere del disturbo narcisistico di personalità e riconosco appieno mia madre.

E' tutto molto complesso ma nel breve lei ha avuto una infanzia (a suo dire tremenda) poi è scappata di casa si è sposata con mio padre sono nata io e poi appena dopo un anno il loro matrimonio è finito.

Di li io sono vissuta con mia nonna (la sua madre adottiva che lei odiava e che le ha tolto l'infanzia)... Lei ha avuto diverse relazioni anche con uomini con prolemi di tossicodipendenza che puntualmente io frequentavo...

Quasi non fossi una bambina da proteggere ma un amica da confidenze. ma non è questo il punto.Ci siamo scambiate i ruoili quando mia nonna è morta e mia madre è venuta a vivere con noi (me e mio nonno) siamo diventate prima una coppia (della serie io e te contro il mondo) e quando sono cresciuta abbastanza sono diventata sua madre.

Lei che cercava sostegno emotivo in me..io che facevo da psicologa cestino dell'immondizia e anche bancomat.

Ho fatto di tutto per farmi vedere,per essere una brava figlia ma ogni volta che ero io ad aver bisogno di lei mi rifiutava ( diceva cose del tipo "tu non hai problemi" " in confronto a quello che ho vissuto io questo è niente" riferendosi al fatto che soffrivo per la separazione anzi a volte mi accusava di voler fare la vittima per incolparla).

Sta di fatto che per anni ho sopportato continue discussioni e litigi,fondamentalmente sono stata sempre libera ma ora mi rendo conto che lo ero su cose che a lei non interessavano mentre per altre mi condizionava a suon di sensi di colpa.

5 anni fa mi sono innamorata di un uomo e ho deciso di trasferirmi (200 km da casa mia). Dopo due anni rimango incinta e da li mia madre si è fatta sempre più invasiva (veniva a casa nostra pretendeva di dormire con me..oppure faceva battute tipo "che peccato che nn ti sei innamorata del tuo amico che ancora stravede per te.." e intanto continue discussioni per tutto.

Quando dovevo partorire avevo chiesto espressamente che volevo stare a casa con il mio compagno in tranquillità e avrei chiamato tutti quando era il momento..ma niente lei a suon di urla e sensi di colpa è riuscita ad imporsi e a venire a casa mia x 15 giorni. In cui nn ha fatto altro che rubare la scena.

A 5 giorni dal parto addirittura le era venuto un dolore atroce al nervo sciatico e dovevo portarla in giro a fare le punture..mentre si lamentava del fatto che da quando ero venuta a vivere col mio compagno ero cambiata..che a casa nn facevo niente e invece ora ero piena di pippe e di regole..insomma aveva da ridire su tutto..e poi disse una frase minacciosa,.. il mio compagno la sentì e la caccio di casa.

Ho partorito senza di lei..l' ho chiamata e detto di venire in ospedale..mi ha detto no che vengo a fare se nn vedo la bambina 8 che nel frattempo era in tin) e poi mi ha urlato contro per un post su fb in cui ringraziavo il mio compagno perchè avevo urtato la sua sensibilità.

Dopo diche le è stato detto che o faceva un percorso e si rasserenava e cercava di lasciarci vivere tranquilli e sereni oppure nn avrebbe visto più la bambina.Il mio compagno è irremovibile.

Sono cominciati mesi di insulti e offese e minacce (proprio ne momento in cui ero più fragile e dovevo pensare alla mia neonata e lei tentava di farmi crollare psicologicamente) ricatti del tipo che si sarebbe suicidata poi avrebbe fatto finire me in galera per istigazione al suicidio..tentativi di manipolazione,gashlithing perchè voleva farmi credere che lei nn aveva mai detto e fatto nulla,cercava e cerca ancora di confondermi,di manipolare i miei ricordi,e ora dopo mesi di svaluatzioni e offese ( bastarda povera di cervello non vali nulla ne come donna ne come figlia, tanto la vita ti si ritorcerà contro, sei patetica,eccetera..).

Ora mi dice che gli manco e gli manca sentirmi e che mi ama tanto.. fasi tipiche dei narcisisti.. ora il mio dubbio è..faccio bene a non farle avere contatti con mia figlia? cosa può darle? io h opaura che faccia cme mia nonna faceva con me che tentava di mettermi contro mia madre,ho paura che la manipoli..che la usi come cestino dell'immondizia per avere il suo rifornimento,perchè lei nn ama nessuno,fa finta di essere compassionevole agli occhi degli altri ma in fondo nn le interessa nulla.

Quando le dicevo cosa mi faceva soffrire faceva un esclamazione tipo eh mm come a dire quello che mi stai dicendo nn mi importa,la tua sofferenza per me è linfa,sei uan debole fai schifo. E poi proietta su di me i suoi pensieri e azioni.

Non voglio lo faccia un giorno anche con lei. Non credo che sia una mia suggestione,non voglio che mia figlia sia una nuova me.. questa cosa mi terrorizza.

E in più nn si è mai scusata per tutto quello che mi ha detto o meglio nn sinceramente..anzi ha detto varie volte che me lo meritavo; quindi le sue lusighe sono finalizzate solo a riprender eil controllo su di me facendo leva sul fatto che io ho sempre sentito una grossa responsabilità nei confronti di mia madre..la vedevo fragile e sola..e mi fa davvero pena a pensare che questo disturbo le abbia mangiato l'anima perchè io nn capisco come si possa dire ad una figlia,anche se nn soddisfa le tue aspettative, "se sapevo di partorire un animale avrei abortito".

Non prende mai mezza responsabilità per quello che dice e fa..è sempre colpa di qualcosa o di qualcun altro.anzi è la mia..se fossi stata il suo specchio ubbidiente tutto questo nn sarebbe successo.. e io nn metto mia figlia in mezzo a questo..ma non riesco a decidere se faccio bene,perchè dall'altra parte è pur sempre sua nonna. cosa ne dite?

 


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risposta

 

 

Salve emcla,

leggendo la sua richiesta d'aiuto emergono alcuni aspetti salienti su cui poter porre le basi per un'analisi di realtà che tenti di valutare gli aspetti di rischio e gli aspetti di resilienza di cui Lei e la sua famiglia potete disporre.

Osservando la sua capacità di descrivere la vicenda e la relazione con sua madre emerge che in qualche modo è riuscita a prendere una certa consapevolezza dei meccanismi simbiotici che sembrano essere alla base degli atteggiamenti e dei comportamenti di sua madre.

Lei afferma che ritrova in questa persona la descrizione del disturbo narcisistico di personalità; prendendo per corretto questo dato, si può ipotizzare che tali tratti di personalità si siano costruiti come strategia compensatoria ad una depressione di base, causata probabilmente "dall'infanzia tremenda".

Questa origine non può essere utilizzata per giustificare nulla, può essere una buona base di partenza da cui sua madre può partire per appianare i suoi conflitti interiori.

Inoltre, in questa storia c'è anche un grande assente, suo padre.

Vediamo le risorse, una per tutte è suo figlio, che l'ha fatta diventare madre a sua volta e con questo le ha probabilmente donato la forza di combattere questa situazione, non per punire, bensì per trovare la pace nella sua relazione con lui. Altra risorsa importantissima è il suo compagno, padre di suo figlio, che essendo meno coinvolto emotivamente è riuscito ad avere la lucidità necessaria per compiere un atto di protezione nei confronti della sua famiglia che in quel momento si stava formando.

Sono tutte reazioni sane, ma è possibile compiere un passo in più. Proprio sul suo dubbio e sulle sue paure rispetto al futuro di suo figlio ed a ciò che potrà vivere in relazione alla nonna materna, è possibile che si perpetui un ciclo, un copione, che si tramanda di generazione in generazione.

E' legittimo essere spaventati difronte a questo, ma averlo individuato le dà un vantaggio. E' possibile interrompere tale ciclo. La modalità con cui farlo comporta lavoro, sofferenza e tenacia.

Si tratta di una madre (Lei) che parla ad un'altra madre (la sua), 2 posizioni paritarie, contemporaneamente appartenenti a gerarchie diverse ma ad oggi con lo stesso ruolo effettivo, non più fittizio.

Forse solo ora come non mai prima può avere la determinazione per affrontare la problematicità di questa relazione. Forse ora ha anche un motivo in più per affrontare la questione.

Troncare in modo brusco, coatto, la relazione, potrebbe risultare deleterio per Lei, in quanto in qualche parte di sé rimarrebbe la traccia sepolta della responsabilità di negare a suo figlio la presenza di una nonna materna ed anche al contrario di negare ad una nonna suo nipote.

Dunque nelle parole, la soluzione ottimale sarebbe quella di cercare di porre un confine che riesca a limitare le intrusioni esterne alla sua famiglia di appartenenza e che allo stesso tempo, quando si vuole, quando voi nuovo nucleo familiare volete, diventa possibile valicare.

La soluzione radicale di vietare qualsiasi contatto tra nonna e nipote è un atto di rigidità che solo sposta il problema ma non lo risolve.

Contatto si, ma con regole chiare.

Nei fatti, al contrario delle parole, è qualcosa di veramente molto intenso e difficile, sia da accettare che possa accadere, sia nella realizzazione.

Dunque l'aiuto di uno psicologo psicoterapeuta che si occupi di relazioni familiari potrebbe agevolare, facilitare, contenere e restituire questo duro e difficile lavoro che Lei e il suo nucleo familiare siete chiamati a svolgere nel momento in cui decidete di voler interrompere il copione familiare trans-generazionale.

Cordialmente

 

Pubblicato in data 23/11/2017

 

A cura del Dottor Vito Leone

 


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Tags: consulenza online gratuita madre personalità disturbo dipendenza affettiva

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