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Vita fantasma (147888 )

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on . Postato in Dipendenze e Abusi | Letto 370 volte

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Krizia , 22

 

Gentile Dottore,
essere sintetici non è facile. Brevemente io: a 15 anni ho sofferto di disturbi alimentari, ho perso 10 kg in un paio di mesi, ora ne ho ripresi il doppio e ancora oggi la maggior parte della mia giornata la passo pensando al cibo e abbuffandomi. Vivo sola da qualche anno, me ne sono andata di casa sperando di prendere in mano la mia vita e di realizzare tutti quei sogni che avevo quando andavo a scuola e la mia vita era per lo studio, per la carriera e la realizzazione personale.
Tutti (pochi conoscenti - sono sempre stata una persona diffidente e solitaria) credevano in me. Inutile dire che li ho delusi smettendo di studiare e cominciando a lavorare.
La mia vita non è una vita. Non ho amicizie, non esco mai se non con mia madre, ho un pessimo rapporto con il mio corpo. Come ho detto la mia vita compresa quella sociale dipende dal cibo. Se la bilancia segna 2-3 kg in meno allora mi sento leggermente meglio e magari esco (da due anni sempre sola) a fare un giro, se la bilancia segna 2-3 kg in più allora mi chiudo in casa e mi abbuffo sino a quando non decido che è ora di smettere di mangiare.
Così ricominciano i digiuni seguiti dalle abbuffate. Oltre al cibo non ho niente.
Lavoro 9-10 ore al giorno in un ufficio dove nessuno mi conosce veramente. (Ammetto di avere mentito spesso sul mio stile di vita, fingendo di avere una vita sociale che invece non ho). Sono perennemente alla ricerca del senso della mia vita.
Non mi piaccio e non piaccio a nessuno. Anche se piacessi a qualcuno, non gli crederei.
Mi prendo delle cotte che durano anche anni per persone che non mi calcolano e quando queste mi chiedono di più io rifiuto, scappo.
Perchè vivo? Non potrò mai fare il lavoro dei miei sogni perchè non potrei frequentare l'università, non ho amici, sono la pecora nera della famiglia. Non sono in grado di stringere amicizie o relazioni perchè non mi piaccio e di conseguenza allontano chiunque.
Mi sono tagliata spesso le braccia, vedere il sangue e sentire il dolore è l'unico modo per sentirmi viva. Per un attimo sento di esserci. Ma poco dopo tutto torna ad essere piatto. Ogni giorno faccio le stesse cose, l'unica cosa che cambia è il peso, dato che mi abbuffo e digiuno in continuazione.
Quando leggo di ragazzi della mia età che muoiono, penso che vorrei donare loro la mia vita, di sicuro la vivrebbero meglio, trascorrendo giornate felici con amici e un futuro davanti.
Vorrei davvero dare la mia vita a qualcuno che la sappia vivere. Io non ci riesco. Se guardo davanti a me, vedo il nulla, se non giornate tutte uguali senza amicizie, senza affetti, senza divertimento, senza passioni, senza uno scopo.
Sono stanca. Molto stanca. Un giorno resterò a letto e me ne fregherò del resto del mondo. Non ho niente da perdere. Non ho niente. Punto.
Mi potete suggerire un motivo per cui valga la pena svegliarsi la mattina?

Cara Krizia,
la sua lettera è veramente desolante, la sua tristezza e la solitudine che la pervade, ha veramente il sapore del vuoto e dell'angoscia. Un bel pacco da portarsi dietro! In tutto questo, lei ci chiede un buon motivo per vivere, bhe, ce n'è uno solo: Krizia! Lei è l'unico buon motivo.
Qualunque cosa le sia capitata, qualunque cosa lei abbia fatto o non fatto, lei ha tutto diritto di esistere e di vivere nel senso più pieno del termine, ha diritto ad imparare dai propri errori.
Ma vivere comporta osare, comporta esserci, prendersi per mano, è assai più impegnativo che nascondersi in casa, dentro un cibo che la soffoca e la impegna, che le rode il tempo e le consuma l'energia.
Lei è chiaramente spaventata, molto spaventata e la paura induce a scappare.
Del resto, anche se parla come una sessantenne che ormai ha vissuto una vita di dissapori, in realtà lei ha solo 22 anni!
E a 22 anni è naturale avere paura. Paura di tutto, del futuro, di sé stessi, degli altri, delle possibilità, delle possibilità mancate, ecc.
Lei parla di delusione, è convinta di aver deluso tutti. Ma cosa vogliono gli altri, ammesso che lei riesca a leggere il pensiero, non è importante. La vita è sua e solo lei può condurla dove meglio crede.
Non esiste un protocollo da seguire, il fatto di essere intelligenti non comporta che ci si debba per forza laureare, se questo non rientra nei desideri, il fatto di essere belli non obbliga a fare la top model e così via.
Ognuno di noi ha molte possibilità, noi scegliamo di andare verso alcune di queste e rinunciamo alle altre.
La vita è sua e ha diritto di fare quello che crede meglio.
Penso che lei deve decidersi a vivere e partire da un punto, qualunque sia, vedrà che mattone dopo mattone arriverà esattamente dove deve arrivare.
Non è facile e lei ha anche bisogno d'aiuto, l'aiuto di un professionista che l'accompagni in questa strada dove ci si può sentire senza doversi tagliarsi, dove si può tollerare senza riempirsi di cibo, dove si può vivere anche con leggerezza.
Ha tante scelte da fare, ma rinunciare non la farà e non la fa stare meglio, questo lo ha già sperimentato.
Io non so cosa le sia successo, cosa l'abbia portata a questo, di sicuro so che, se lei decide di vederla, c'è una via d'uscita!

 

(Risponde la Dott.ssa Costantini Sabrina)

Pubblicato in data 07/10/2012

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