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Alimentazione (015845)

on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 60 volte

Lorenzo, 17 anni

Salve professore, sono un ragazzo che da circa un anno ha un pessimo rapporto con l'alimentazione. Sono alto 1.73 cm e lo scorso febbraio pesavo circa 75 kg. Da allora ho cominciato a mangiare sempre meno, per mio volere, soprattutto durante la stagione estiva quando facevo un lavoro abbastanza pesante. Oggi peso 57 kg e ho capito che sono dimagrito eccessivamente e il mio fisico non è il massimo. Sono stato anche da un dietologo per un controllo della mia dieta e mi ha consigliato di introdurre più proteine, comunque ho ripreso a mangiare quasi regolarmente ma sempre rimanendo attento a ciò che mangio ad ogni pasto, scartando i cibi grassi e privilegiando alimenti proteici.
A ccade che, per esempio la domenica, quando vado con la mia famiglia a mangiare da mia nonna, a fine pasto ci siano dei dolci o altre golosità e diverse volte mi è capitato di abbuffarmi fino a star male. Questa domenica sono stato capace di finire un'intero cabaret di circa 25 pasticcini e ho dovuto trascorrere la giornata nel letto dal dolore allo stomaco. Questo capita quando ci sono a tavola cibi che mi piacciono veramente tanto e io non riesco proprio a contenermi come faccio con gli altri alimenti,inoltre durante tutta la giornata ho in testa l' ossessionante pensiero del cibo. Calcolo quello che ho mangiato e quello che dovrò mangiare al pasto successivo e non ci sono altri pensieri che riescano a farmi distrarre da questo, una vera ossessione insomma...faccio fatica a trascorrere serenamente una giornata. non so come affrontare il problema e con chi parlarne visto che mi vergogno di farlo con i miei genitori. per questi motivi le chiedo aiuto...grazie mille

Caro Lorenzo, solitamente i disturbi nei comportamenti alimentari nascondono un altro tipo di disturbo, più prettamente psicologico. E' piuttosto frequente che compaiano in persone giovani, come te, e che il cibo diventi, come dici tu, un'ossessione vera e propria. Ma questo tipo di ossessione sembra essere un modo per non soffermarsi a pensare a ciò che realmente turba la propria vita. Generalmente si tratta di insicurezze, paure, difficoltà nell'effettuare passi verso la crescita, o anche problematiche a livello di rapporti familiari o relazionali in genere. Allora non è il cibo che condiziona la propria esistenza, ma la propria problematica interiore che condiziona il rapporto con il cibo. Non è tanto il dietologo che possa risolvere la situazione, quanto piuttosto lo psicologo o psicoterapeuta, che indaga le vie dell'interiorità, dei conflitti, delle emozioni e via dicendo. Il consiglio sarebbe di rivolgerti di persona ad uno psicoterapeuta e intraprendere un lavoro su di te.....Ma mi rendo conto che possa essere una strada di difficile percorribilità, soprattutto se non vuoi mettere al corrente i tuoi genitori della cosa. Ma perchè poi non vuoi parlargliene? Dici di vergognarti, ma perchè? E di cosa? Se fossi in te tenterei la strada del dialogo con loro, e se non è con loro, con amici o persone adulte delle quali senti di fidarti. Nasconderti, far finta di nulla e tenere il segreto sono modalità che incrementano la tua "ossessione" e anche il tuo disagio. Devi cercare di uscire allo scoperto, cosa che peraltro hai già iniziato a fare scrivendo a me, confrontarti e parlarne. Poi, se ce n'è bisogno, potrai intraprendere un percorso terapeutico. Intanto potresti, se la cosa ti incuriosisce, cercare in libreria qualche libro sull'argomento disturbi alimentare, o anoressia e bulimia. Potrebbe aiutarti ad orientarti nella tua psiche.

( risponde la dott.ssa Elisabetta Corberi )

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