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Anoressia? (000717)

on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 140 volte

Sarah, 30 anni

Buongiorno... non so da che parte incominciare... da anni cerco informazioni su internet...ma non riesco a trovare nessuna relazione riguardo quello che tutti intorno a me giudicano come il mio problema... ho avuto, come tanti, un' infanzia e un adolescenza molto difficile: avevo due anni quando i miei genitori si sono separati, a sette è arrivato il nuovo marito di mia madre..sgarbato e manesco, poi il fratellino (a cui voglio bene ma non vedo mai perchè abito lontano), a otto anni ho subito una violenza sessuale dal medico che preparava mia madre al parto, a dodici un' altra violenza da parte di un amico di famiglia di una mia amichetta... potrei andare avanti all' infinito...ma sono cose che ho superato con gli anni e sopratutto dopo un esaurimento nervoso per il quale mi sono fatta ricoverare un mese a causa di continui attacchi di panico.
Adesso ho 30 anni, non sono depressa, anzi, sono una persona molto solare, ma continuo a fare una vita molto sregolata a causa del mio lavoro e del mio fidanzato e della mia incapacità di decidere cosa è giusto per me invece di seguire gli altri... Tutti dicono che sono anoressica a causa del mio peso...ma io non credo di esserlo in quanto non mi induco il vomito dopo aver mangiato... Il mio problema è che io non mangio. Odio il cibo e arrivo ad odiare anche chi ne parla. Solo a parlarne mi rende nervosa. Il mio peso ideale sarebbe sui 54 Kg in quanto sono alta 1.70, ora peso 43Kg. Ho bisogno di un aiuto perchè non riesco più a guardarmi allo specchio... Sono stata da tre medici e la loro risposta è stata : "Mangiati una bella bistecca"...
No comment... Non so a chi rivolgermi... abito a Meda in provincia di Milano... vi ringrazio per il vostro tempo
Sarah

Cara Sarah, come avrà avuto modo di leggere navigando su internet, i problemi relativi all’alimentazione hanno sempre ( a meno di disturbi organici accertati) una profonda componente psicologica che il più delle volte li determina. Non mi dilungherò nemmeno a parlare del significato simbolico che ha e ha sempre avuto il cibo nella storia dell’umanità, perché immagino che sappia che un rifiuto ad alimentarsi è un rifiuto a far entrare il nuovo, è un rifiuto al cambiamento a volte, un rifiuto al sentire e sentirsi….. Non è vero che per una diagnosi di anoressia sia necessario ricorrere al vomito indotto, ma comunque la diagnosi non ha importanza. Ha invece importanza il fatto che odiare il cibo è come odiare qualcosa che ha a che fare con la natura, la nostra natura, e in particolare potrebbe riguardare il mondo degli istinti…..
Insomma Sarah, ci sarebbero molte cose da indagare su un piano psichico per capire cosa ci sia dietro il suo rifiuto, cosa che la invito caldamente a fare. Non si rivolga a medici, e nemmeno a cure che invece di indurre una comprensione e quindi una risoluzione, rimandano semplicemente il problema. Lei mi sembra una persona curiosa ed evoluta, penso che un lavoro psicoterapeutico le piacerebbe, oltre che aiutarla a risolvere i suoi rifiuti. Francamente non conosco colleghi a Meda o Milano, ma se guarda sul sito “psicologi italiani” non avrà difficoltà a trovarne. Mi raccomando, si permetta di scegliere una persona che le piace, concedendosi magari più di un colloquio preliminare.

( risponde la dott.ssa Elisabetta Corberi )

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