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Anoressia 050506

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 183 volte

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Giglio, 30 anni 04.06.02

Buongiorno, non so se la mia valutazione sia giusta, ma fin'ora l'idea di rivolgermi ad un medico mi ha sempre infastidita. Andando indietro con la mente mi rendo conto che non so da quando effettivamente ho iniziato ad avere problemi con il cibo, ma sono sicura che non dipenda da un fattore di "chili di troppo" (sono sempre stata magra di costituzione ed ho fatto molto sport, inoltre nella mia famiglia la magrezza è ereditaria), forse dallo stress. In breve, quando mi trovo in un periodo caratterizzato da emozioni sia positive che negative, ho il classico "stomaco chiuso" e sono capace di non mangiare per settimane pur stando bene. Il problema è che poi, quando il periodo passa e le emozioni si attutiscono, ricomincio a sentire lo stimolo della fame e a quel punto ogni cosa io ingerisca è come se me la stessi conficcando con forza nello stomaco e vado in preda a forti attacchi di conati di vomito. Cerco di non farlo, e nella maggior parte dei casi ci riesco, ma è capitato un paio di volte che non ce l'abbia fatta e che abbia dovuto cedere al vomito. In questi casi anche una fetta di pane può provocarmi il fastidio. La cosa che maggiormente mi preoccupa è che purtroppo questa situazione ultimamente si sta aggravando e se prima accadeva qualche volta, ora è diventata una costante. Mi sveglio la notte in preda ad attacchi di fame per il fatto che non ho cenato, non mi abbuffo ma mangio parecchio soprattutto cioccolata e bevo molto succo di frutta. Ormai sono tre mesi che continua senza stacchi ed è iniziata dopo un periodo di alternanza durato quasi un anno. I miei mi vedono dimagrire ed io quando non mangio molto a tavola dico di averlo fatto fuori. Ultima cosa: quando ho gli attacchi di non fame ho paura di mangiare per i conati di vomito. Odio vomitare, ma devo pur nutrirmi. Spero che mi diciate che è tutto normale e che rientro nella fascia delle persone ipocondriache che non hanno niente altro da fare tutto il giorno. Giglio

Purtroppo devo deluderla. Mi sembra una situazione da non sottovalutare e, proprio per questo, le consiglio di parlare con il suo medico di famiglia per esporre la situazione e sottoporsi ad eventuali esami. Il passo successivo, se non dovesse risultare alcunchè, sarebbe quello di consultare uno psicoterapeuta. Non credo, comunque, si tratti di disturbi del comportamento alimentare in senso stretto. Le semi abbuffate notturne sono la logica conseguenza del digiuno che, da quanto lei dice non sembra essere collegato alla volontà di perdere peso. Una delle principali caratteristiche patologiche dei disturbi del comportamento alimentare (anoressia/bulimia) è relativa ad una eccessiva preoccupazione per il peso e le forme corporee che nel suo caso sembra essere assente.

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