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Anoressia (152995 )

on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 165 volte


Stefano , 26

 

Gentile Dottore,
Non so veramente come fare, per questo sto cominciando a girare siti di psicologia e dietologia per saperne di più su questa maledetta malattia.
Sono insieme ad una ragazza a me coetanea da quasi tre mesi, ma la conosco da parecchi anni. E' una storia a distanza, ci siamo sempre sentiti e tenuti in contatto e ultimamente è sbocciato qualcosa di più.
Sto veramente molto bene, e in poco tempo ci siamo molto aperti l'uno con l'altro.
Già da quando l'ho conosciuta 7 anni fa, i suoi atteggiamenti alimentari non erano normali. Mangiava solo alcuni tipi di alimenti, cucinava per gli altri senza mangiare nulla. Ora che l'ho rincontrata, ho notato che è molto dimagrita, ma comunque di poco sottopeso (1,70 per 47 Kg).
Mi ha raccontato di sè , del suo passato...ho notato reazioni non normali riguardo il cibo. Quando si parla di cibo si arrabbia e devia il discorso, ha mangiato con me della carne e subito dopo è scoppiata a piangere, mangiava solo latticini quali yogurt e latte, e poco altro a livello di frutta.
E' continuamente ossessionata dal fisico. Dice che si fa schifo, anche se sa che è magra, vuole dimagrire di più.
Sono veramente preoccupato. E' una storia che va avanti da 7 anni buoni. Ultimamente ha cominciato a dire che vuole dimagrire ancora e ha cominciato il digiuno da un paio di giorni, associato a attività fisica pesante, roba di step, addominali e corsa.
Le ho provato a parlare e lei, consapevole della cosa, ne parla con me. Mi dice che compra cose da mangiare, ma poi non le cucina, che ci prova ma non ci riesce. Che si è documentata e sa che cosa ha, ma non riesce nè vuole guarire perchè si vede brutta.
Il massimo è stato quando le ho fatto vedere la foto di una ragazza anoressica terminale e le ho chiesto: "è così che vuoi diventare?". Lei mi ha risposto si.
Vogliamo stare assieme, voglio risolvere questo problema con lei, a volte è lei stessa che mi dice "se tu mangi un po' più di frutta divento vegana!" ma poi niente.
Non so che fare... e non vorrei peggiorare la situazione.
Per ora non mi azzardo a parlare con i suoi, che credo siano consapevoli dei problemi alimentari della figlia, ma che vedendola comunque reggersi ancora sulle proprie gambe facciano finta di non vedere.

Caro Stefano,
la domanda che mi fa rispetto alla sua ragazza è un dubbio che attanaglia molti dei familiari delle persone con disturbo alimentare.
Non posso consigliarle cosa fare per aiutare la ragazza o meglio ci sono alcune strategie da utilizzare ma non le assicuro che siano adeguate perchè non funzionano con tutti. Inoltre mi scrive che il disturbo va avanti da 7 anni quindi è cronico.
Per fare un po' di ordine quello che dobbiamo capire è che anche se la sua compagna uscirà dal sottopeso mai uscirà al 100% dal disturbo.
Mi spiego meglio: per le persone che hanno come valore principale la forma fisica ci saranno sempre pensieri rivolti a questo aspetto anche quando avranno una dieta normale. I protocolli di cura per i disturbi alimentari come quello che lei mi descrive prevedono che ad un certo punto i pazienti vedano i pensieri come pensieri e che non li seguano, questo è il decentramento e l'accettazione. Ciò significa che i pensieri ci sono ma non diventano determinanti e non guidano i comportamenti.
Detto ciò, quello che lei può provare come partner è cercare di far notare l'assurdità di alcuni pensieri automatici della sua compagna, per esempio uno dei pensieri può essere "voglio non sentire la fame" a questo lei potrà obbiettare che la fame è un istinto e che il corpo direttamente lo richiede quindi non può controllare questo come non può controllare il battito cardiaco.
A livello relazionale cerchi di fare in modo che la sua compagna non si chiuda in casa, cerchi di farle frequentare luoghi dove si socializza.
Infine le dico, per onestà, che è molto difficile uscire dal disturbo senza l'aiuto di un centro specializzato quindi sicuramente quello che lei e i genitori della sua compagna potete fare di più sensato è accomagnare la ragazza in un centro per i disturbi alimentari.
Saluti, Mirko Dai Prà

 

(Risponde il Dott. Dai Prà Mirko)

Pubblicato in data 10/10/2012

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