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anoressia bulimia (46978)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 115 volte

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Cinzia, 19anni (4.1.2002)

Soffro da circa 1 anno di bulimia e tra una settimana avro'il primo colloquio con uno psichiatra; ma oltre ai problemi con l'alimentazione soffro di ansia da prestazione e un generale senso di angoscia e abulia.Razionalmente mi accorgo del fatto che ingigantisco i miei ostacoli(sono una studentessa universitaria e sono al primo anno) ma e' come se non possa ammettere che ho dei limiti,non che studi allo stremo,anzi ci provo ma non riesco a concentrarmi sono irrequieta e terrorizzata.Mi sento stressata,vulnerabile.So che son patologicamente perfezionista e questo mi fa perdere la salute ma e'qualcosa che non riesco a controllare.Il senso del dovere mi soffoca e non riesco a godermi il presente sempre spaventata dal futuro.Nella mia famiglia mia madre sta curando una lieve depressione e ho una sorella che ha il mio stesso problema col cibo.Per me il cibo e' un nemico,ogni cosa che mangio mi spaventa perche' ho paura di non alimentarmi bene o di non riuscire a bruciare cio' che assumo.Poi volontariamente mi abbuffo e mi provoco il vomito e a volte piu' volte in un giorno.Son passata da una fase in cui mangiavo rigorosissimamente a questa in cui regna una totale anarchia

Cara Cinzia, ci sono degli elementi che mi preoccupano nella sua lettera. Lei parla del non riconoscimento dei suoi "limiti", del "perfezionismo" e "del senso del dovere" che la stritolano impedendole una vita piacevole.Inoltre lei fa riferimento al "provocarsi il vomito" anche "più volte in un giorno". Si tratta di una pratica che Fabiola De Clercq, la fondatrice dell'ABA ed autrice del libro "Tutto il pane del mondo" (che può leggere), paragona spesso al buco di eroina. Questa pratica tende ad instaurare un meccanismo che porta a ripetere l'alternarsi di abbuffate e vomito.Le consiglio decisamente di affrontare questi problemi con il cibo in un percorso psicoanalitico che è quello più utile in situazioni come la sua. Lei è in grado di trarne molto giovamento grazie anche alle sue risorse intellettive e culturali.
Se si è trovata bene con lo psichiatra con cui ha avuto il 1° colloquio e se questi è anche psicoanalista potrebbe intraprendere un'analisi con lui. Altrimenti mi faccia sapere al più presto. Mi mancano molte informazioni; ad esempio, come si collega la bulimia con i problemi con il cibo di sua sorella? E con la depressione di sua madre?La bulimia è sorta 1 anno fa. C'è qualche nesso con gli Esami di Maturità?

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