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Anoressia e bulimia (009105)

on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 61 volte

Silvì,30 anni

Ormai soffro di disturbi del comportamento alimentare da molti, troppi anni. Sono diventati la mia"coperta di linus".Questo trascinarmi dietro la mia malattia è diventato ormai l'unico modo che ho per non vivere pur vivendo.
E'come rimanere in stand by : aspettando cosa ? Forse qualcosa o qualcuno che mi "riaccenda ", che riattivi le mie energie vitali (forse le poche rimaste ) ? Mangiare per riempire quel vuoto incolmabile che sento dentro. Mangiare /divorare cibo quasi come ad ingoiare la vita intera tutta d un fiato ,senza assaporarla . Poi rigurgitare tutto ,perche tutto era troppo .
Troppo per essere digerito, troppo per essere assimilato ,troppo per essere vissuto. Oppure non mangiare nulla , per non gioire e per non soffrire , per non concedermi nessuna possibilità di vivere veramente (come se ne fossi indegna ) . Questo è quello che si prova .... Non so perchè è successo proprio a me ,o forse lo so ma vorrei tanto dimenticarlo.E la vita mai permette di dimenticare ! Ormai ho 30 anni : che dire ! Ho iniziato con l'anoressia a 16 . Sono stata seguita per un po da una psicologa insieme ai miei genitori .Poi una psichiatra mi ha riempito di farmaci ed allora è stato il proff. Franzoni (F.A.N.E.P ) che mi ha aiutata. Per qualche anno sono stata bene, pensavo di esserne uscita o meglio ero uscita dalla prima fase ,quella anoressica.
Non pensavo assolutamente che da li a poco avrei fatto i conti con il mio incubo lasciato in sospeso .
L'incubo era tornato e ora si chiamava : bulimia! Ripensandoci ,ho sempre saputo dentro di me( anche quando tutti pensavano ne fossi uscita ) che non era tutto a posto. Cosa non andava ? Cosa non va ? La mia voglia di vivere e di vedere un futuro . Forse è questo l'errore che ho sempre fatto : il mio vivere per....o il mio vivere per non .... Forse dovrei vivere e basta .
Vivere ridendo o piangendo, rincorrendo o fuggendo, vivere assaporando le emozioni belle e brutte , vivere lasciandosi anche attraversare dal dolore senza averne paura , vivere senza maschera a viso scoperto , vivere senza vergogna di cio che sono . Vivere vedendomi tutta intera con i miei pregi ed i mie difetti e magari facendo proprio di questi ultimi il mio punto di forza. Vivere come se fosse l'ultimo giorno ma nello stesso tempo come fosse il primo : con l'entusiasmo e la curiosità di chi ha ancora tutto da scoprire ma con la serenità di chi il dolore l'ha attraversato e sa che ,dove c'è "energia vitale" le ferite si rimarginano sempre ,in un modo o nell'altro .Lasceranno solo cicatrici qua e la come prova di una vita vissuta. Scusate per questo mio sfogo... Ora la mia domanda è : chi mi può aiutare veramente ? Chi mi può aiutare a vedere dove sono scomparsa (qual'è il luogo dentro me in cui mi sono rifugiata , qual'è il labirinto in cui mi sono persa ) ?, e chi mi può insegnare ad utilizzare quelle energie che ti spingono a vivere la vita con passione . Perchè quando mi capita di guardare avanti mi vedo vivere e non sopravvivere.E so bene che forse non guarirò mai completamente ,questo è come un cancro dell'anima .
Posso solo pensare al presente e dire che ora sto male e voglio guarire (ora nel presente ). Nel futuro anche chi pensa di essere guarito dovrà tenersi monitorato spesso perchè come per il cancro la malattia è sempre in agguato ( pronta a colpire nei momenti in cui siamo più deboli ). Vorrei trovare un buon terapeuta (oppure un centro), qualcuno di serio e competente, qualcuno con cui nasca quel rapporto di empatia e fiducia fondamentale (per me ) . Visto mie spiacevoli esperienze passate ora sono un po prevenuta. Però da sola non ce la posso fare .Mi serve uno specchio (per il mio corpo e per la mia anima ), ma non il mio. Grazie per l'ascolto .....Silvi
P.S. confido in una vostra cortese risposta , anche minima.

Carissima Silvi, dalla sua lettera si legge con forza la sua enorme sofferenza ma anche la sua voglia di uscirne, di vivere. Sicuramente è una persona che ha grandi potenzialità, ha ben chiaro quello che la tormenta ma sicuramente c'è di più. Quello che lei con tanta lucidità da detto di "non voler vedere", probabilmente è proprio con quello che deve fare i conti. Sicuramente la sua decisione di farsi aiutare da uno psicoterapeuta è molto saggia, troverà certamente lo specchio che tanto le serve per "guardarsi dentro". Le darà la fiducia per scoprirsi, per guardare i suoi difetti ed i suoi problemi senza farglieli sentire come insormontabili. Riuscirà a guardare il mondo con occhi nuovi, come quelli di una bambina che scopre la vita.
Chieda anche al suo medico curante se conosce uno psicoterapeuta valido, l'importante è non aver vergona di farsi aiutare, di chiedere aiuto. Un consiglio che posso darle, quando avrà trovato lo psicoterapeuta, gli dia fiducia, non si faccia condizionare dalle precedenti cattive esperienze, viva la situazione attuale come differente e perchè no migliore.
Con affetto

 

( risponde la dott.ssa Anna Maria Casale )

 

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