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Anoressia e bulimia (52669)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 190 volte

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Jolie 25 anni, 1.10.02

Non so se il mio comportamento è indice di un disturbo in particolare, so solo che da un po' di tempo mi sento molto a disagio, con me stessa e con gli altri. Sono sempre stata una ragazza "cicciottella", e questo ha rappresentato fin da piccola un problema che si è ingigantito con il passare degli anni. Quando avevo 20 anni mi sono rivolta ad un centro di dimagrimento e in poco tempo ho perso molti chili, fino a pesare 49Kg (sono alta 1,60m). Quello per me è stato un periodo molto difficile: i miei genitori si sono separati, ho dovuto abbandonare l'università e il ragazzo con cui stavo da 3 anni mi ha lasciato. Così ho iniziato a "consolarmi" con il cibo: ogni volta che ero triste, arrabbiata, depressa per qualcosa, non importa se fosse un problema più o meno grave, mi rimpinzavo di cibo, senza nemmeno rendermi conto di cosa e quanto stavo mangiando, fino a quando lo stomaco non poteva più contenere nient'altro. Ho provato spesso a procurarmi il vomito, ma non sempre ci sono riuscita. Così in poco più di un mese ho riacquistato i chili persi e ne ho presi degli altri (pesavo 60kg). Le abbuffate avvenivano con frequenza irregolare e anche il mio peso ha subito diverse oscillazioni. Ho fatto spesso ricorso a diete di vario tipo, che non hanno mai portato a risultati duraturi. Forse è stato il mio umore quello che ne ha più risentito: sono spesso triste, a volte non so nemmeno io il perchè, mi guardo allo specchio e sono sempre più insoddisfatta della mia immagine, mi vedo grassa e deforme e passo intere settimane chiusa in casa per evitare di uscire e farmi vedere dalla gente. Non faccio altro che pensare a cosa mangiare: quando smetto di abbuffarmi mi sento una stupida, una fallita e non posso che pensare che questa sofferenza non finirà mai...non sarò mai la persona che vorrei essere. Nel frattempo tutto questo pensare al mio aspetto e al cibo toglie energia e concentrazione allo studio: è ormai da un anno che non do nessun esame e non riesco a trovare le giuste motivazioni per andare avanti. Come se non bastasse, mi trovo spesso a mediare tra i miei genitori, che continuano ad avere problemi tra loro anche dopo la separazione. Sono la maggiore di tre fratelli e mi sento in dovere di prendermi certe responsabilità. Ho da sempre un pessimo rapporto con mia madre e mia sorella (22 anni), mentre vado piuttosto d'accordo con mio padre e mio fratello(7 anni). Vorrei tanto che mi deste un consiglio per riprendere in mano la mia vita: la situazione sta diventando insostenibile e mi sembra di buttare via gli anni più belli della mia vita. Grazie!

Carissima Jolie, credo che faresti bene ad affrontare un lavoro psicoterapeutico: i problemi che hai con il cibo sono in realtà legati a problematiche di identità e di insicurezza. Oltretutto sembra che tu ti assuma responsabilità e "pesi" sulle spalle che probabilmente sono più pesanti di quanto tu stessa possa pensare. Il cibo, l'aspetto esteriore di noi stessi, sono solo mezzi per cercare di trovare quello che veramente siamo. Spesso, come sembrerebbe nel tuo caso, c'è un'immagine ideale di sé che corrisponde poco alla propria natura interiore, troppo "in alto", troppo idealizzata....e questo non fa che alimentare la propria insoddisfazione ed inconsistenza. Bisogna che inizi a confrontarti con quello che sei, prima di cercare di raggiungere un ideale che forse nemmeno ti appartiene. Se non fai i conti con quello che hai, non saprai mai come utilizzare le tue risorse per migliorarti o semplicemente per crescere. Ed il lavoro psicoterapeutico ti aiuta proprio nel confronto con te stessa, con quello che hai dentro e che non vuoi considerare, con la tua ombra, con le tue emozioni e sentimenti taciuti. Non credo che tu stia buttando gli anni più belli della tua vita, perchè in realtà dietro la tua insoddisfazione e dietro i tuoi sintomi c'è una ricerca, anche se faticosa e dolorosa. Devi solo fare qualche passo per rendere questo tuo cercare fruttuoso. Ed il viaggio all'interno di se stessi può esserlo, e tanto; soprattutto per chi, come te, ha già iniziato il percorso da un po'. Non aspettare, dai un senso a quanto ti sta accadendo. Buon lavoro

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