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Bulimia (001300)

on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 140 volte

Ester, 28 anni

Non sono io la diretta interessata, ma una mia amica che è consapevole del problema che ha ( bulimia ) in maniera lucidissima, ma se prima aveva iniziato ad affrontare il problema andando da un psicoterapeuta ,ora dice che si è stancata e non vuole più saperne. Parla del suo problema con noi, amiche ed amici indicando come maggiori responsabili il padre perchè non la lascia libera di fare niente, alza la voce quando esce di casa, quando telefona, quando mangia ecc. in più dice che ha avuto sempre un pessimo rapporto in quanto non ha mai ricevuto quell'affetto di cui aveva bisogno sin da bambina.
Altro responsabile, dice , l'ex ragazzo. In lui vedeva il clone di suo padre, nei comportamenti e nell'affetto. E' molto contradittoria, dice che non si piace, mentre poi si vanta di avere ragazzi che le stanno dietro perchè lei è una gran bella ragazza, magari critica una persona amica quando non c'è dicendone di tutti i colori, poi appena la vede si dimostra come fosse la più grande amica/o, isomma cose di questo genere.
Il problema poi è diventato anche con noi, amici, perchè è come se strumentalizzasse la sua malattia per avere tutte le attenzioni possibili, quasi ricattandoci per stare sempre al centro dell'attenzione, rigirando discorsi, dicendo magari a distanza di poco, prima di avere bisogno di noi ,che sta bene con noi e si sente coccolata, poi improvvisamente che vuole stare da sola, che non ci dobbiamo preoccupare, alza la voce a volte anche insultando chi stà di fronte. Gli abbiamo provato a dire che deve cercare qualche dottore ma è come se lei avesse paura di curarsi, perchè magari guarendo dovrebbe rinunciare al potere sugli altri, aquisito con questa malattia. Da amici volevamo in qualche maniera fare qualcosa, aiutarla, ma non sappiamo più come comportarci, vi prego dateci qualche consiglio voi. Veramente grazie, grazie di cuore.

Cara ester, mi sembra che l'analisi da lei fatta sia molto corretta, questo disturbo dà molto potere alla persona che ne soffre. E la strada giusta per aiutare la sua amica a uscirne è proprio il non riconoscere più questo potere. Provare a trattarla come una persona normale, parlarle in modo diretto e anche duro, la compassione e l'eccessiva comprensione sono esattamente il contrario di ciò che le serve. Provate magari a parlarne con lei con calma ma con fermezza: per uscire da questa malattia bisogna chiedere aiuto, e un aiuto competente, la strada è lunga e faticosa, ma ne vale la pena, perchè se ne esce davvero. Continuare a fare la vittima non porta da nessuna parte, la vostra opinione di amici affettuosi può essere determinante, ma una cosa dovete ricordare bene: da soli non si guarisce, bisogna farsi aiutare da uno psicoterapeuta, o da un centro specializzato in DCA (disturbi del comportamento alimentare) presso un ospedale, quindi quasi gratuito. Forza e coraggio! I miei migliori auguri.
P.S.su questo sito, tra gli articoli sui disturbi alimentari, ce n'è uno sulle alterazioni biologiche nei DCA, che ho avuto dal centro per la cura dei disturbi alimentari dell'ospedale Sacco di Milano. E' interessante.

( risponde la dott.ssa Camilla Ponti )

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