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Bulimia (016702)

on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 63 volte

Anna, 19 anni

Salve! Sono tristemente consapevole di avere un problema alimentare che ho scoperto essere la bulimia. Ho sempre elargito consigli, dispensato conforto a chi mi parlava di problemi alimentari e ora sono io a soffrirne, silenziosamente. Sarei davvero disposta a farmi aiutare se fossi a casa ma purtroppo ora sono a Dublino, da 5mesi..e da 5mesi sono afflitta da questo susseguirsi di abbuffate vomito e sofferenza..Non ho grandi amicizie qui e gli unici punti fermi sono la famiglia irlandese nella quale lavoro. Purtroppo con loro non posso parlarne, non conosco la loro reazione e non penso la prenderebbero bene. Tra 2 mesi torno a casa, sono certa che tutto migliorerà e tornero al mio peso forma, alla mia dinamicita e al mio stile alimentare completo. Niente dolci, niente eccessi ma per il semplice fatto che i miei genitori per supportarmi da 2 anni a questa parte non l'hanno mai fatto, non mi hanno mai comprato dolci o alimenti troppo calorici. Resta comunque il fatto che questi 2mesi mi affliggono, ormai e un problema quotidiano e mi sento svuotata dentro, il rapporto con il cibo si riflette sulla mia inerzia e la mia paura ad aprirmi ad altre persone. A casa ho tanti amici ma qui purtroppo passo molto tempo in casa, per lavoro, di conseguenza ho pochi contatti sociali. Non soffro per questo, cercavo soprattutto la solitudine venendo qui. Ma questo e correlato con le mie abbuffate, con il desiderio di immergermi nel cibo senza contegno, senza freni, in solitudine. E solo una questione di buona volonta? oppure c'e un rimedio? Se fossi a casa ne parlerei liberamente e andrei, se necessario, a rivolgermi dal mio medico. Ma qui non mi e possibile e questo sito, forse questa consulenza potrebbe darmi lo spunto per uscirne e magari proprio per ritrovare me stessa. Vi ringrazio, indipendentemente dalla risposta.

Anna carissima, ma che cosa ci fai a Dublino? Hai forse voluto scappare o sfidare le tue paure? Perchè mi sembra piuttosto evidente che il tuo sintomo coincide esattamente con il tuo cambiamento di nazione.....e allora viene da pensare che questa separazione da casa ti stia costando un po' tanto.
Parli di paura di aprirti alle altre persone, di insicurezze, e tutto questo credo che si stia riflettendo sul tuo rapporto con il cibo. No, non si tratta di volontà, ma di problematiche interiori, più o meno inconscie, che bisogna risolvere. E non si tratta di un problema medico, almeno fintanto che i disturbi non sono così gravi, ma di un problema psicologico, legato appunto all'identità, ad una difficoltà ad amarsi, ad essere autonome e di conseguenza a difficoltà nelle relazioni sociali. Queste sono di solito le tematiche che si annidano dietro un disturbo di tipo alimentare, a volte anche un particolare rapporto con la propria madre o con i genitori in generale. Ed è su questo, sulla psicologia e i sentimenti che devi lavorare se vuoi uscirne fuori. Ti consiglio di intraprendere una psicoterapia quando rientri in Italia, ma nel frattempo ti consiglio di leggerti qualcosa sull'argomento, indagando dentro di te quali siano le cause delle tue insoddisfazioni. Anche sul sito di psiconline trovi qualcosa di interessante. Ricordati che non è una malattia nel senso canonicao del termine: la bulimia non è un virus che purtroppo abbiamo preso nell'aria e che dobbiamo combattere. E' un disturbo di origini psicologiche, e nella psiche ha la sua soluzione.

( risponde la dott.ssa Elisabetta Corberi)

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