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Bulimia (016730)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 90 volte

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Rosy, 37 anni

Soffro di bulimia da 16 anni. Mi sono ammalata in coincidenza di un articolo letto su un giornale, trattava di una donna bulimica e delle sue pratiche per vomitare il cibo.
Da quel momento finalmente ho capito che potevo mangiare tutto ciò che volevo senza limite e senza ingrassare, era una condizione meravigliosa potevo mangiare all'infinito senza dovere dire a tavola "no grazie", o fare digiuni dopo grandi abbuffate. Mi sarei resa conto solo dopo anni che il cibo non era altro che una droga di cui non si può più fare a meno, una doga come tante, e come i comuni drogati sarei entrata in un tunnel da cui non sarei più uscita.Ho sempre pensato di potere guarire da sola senza psicoterapia ma è 16 anni che provo senza risultati, sono disperata ho paura che rimmarrò per sempre in questa condizione perchè ho troppa vergogna di entrare in analisi, è una cosa che tengo segreta e non voglio rivelarla mai a nessuno!!

Cara Rosy, a molte persone succede di sviluppare un disturbo che era probabilmente in germe leggendo libri sull'argomento, in particolare testimonianze.
Infatti a mio parere le testimonianze soprattutto quelle di carattere alimentare, non sono utili se non all'autore. Prima di tutto perchè sono dei semplici "sfoghi" senza alcun carattere scientifico, poi perchè soddisfano il bisogno continuo di questi malati di attirare costantemente l'attenzione su di sè, infine perchè portano anche ingenti ritorni economici, non solo senza aiutare chi soffre della stessa malattia, ma peggiorandone anche la situazione (non c'è come una descrizione dettagliata di "come si fa a vomitare" per indurre il lettore con un problema alimentare a provarci subito).
Oltre all'effetto non indifferente del "allora non sono sola, lo fa anche lei, lei è più brava, ci riuscirò anch'io" che è il drammatico atteggiamento competitivo che caratterizza i disturbi alimentari (che per definizione nascono su una sfida).
Quindi, Rosy, hai già dato. Sono 16 anni che vomiti la tua anima (letteralmente) nel cesso. Ora basta. Chiedi aiuto, fregatene della vergogna.
Quella persona che ha scritto quel libro non ha avuto vergogna, anzi, ha fatto del suo disturbo una fonte di autocelebrazione. Tu entra nuovamente in competizione con lei, ma questa volta a tuo vantaggio. Non diventerai una scrittrice, ma sputerai in faccia a questa malattia di merda. Non la userai per autocelebrarti (lei non è mica guarita cosa credi?) ma la manderai all'inferno (e poi se te ne liberi che voglia potrai avere di scrivere nei dettagli i tuoi modi di vomitare??? non ne vorrai più sapere niente!!). Vai in ospedale e fissa un appuntamento nel centro di terapia dei DCA in genere presso il reparto di dietologia. Tempo un anno sarai fuori, a vivere.

( risponde la dott.ssa Camilla Ponti)

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