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Bulimia (071872)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 160 volte

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Debora 18 anni, 30.04.2004

Salve, sono debora, ho 18 anni e da cinque soffro di disturbi dell'alimentazione.La mia vera storia parte dalla tenera età di sei anni quando mio padre mi ha dato delle attenzioni particolari,sbagliate!
Spero di essermi spiegata perchè in alltro modo non riesco a dirlo!Lo stesso è successo alle mie sorelle!Lui non fa più parte delle nostre vite ma le ferite che ci ha causato sono ancora aperte!
Credo che sia per questo che 5 anni fa ho cominciato quella maledetta dieta...sono dimagrita e anche tanto ma mi ero tolta così tanto cibo che all'improvviso ho sentito il bisogno di rifarmi di tutto quello che mi ero tolta così ho cominciato a mangiare!
Ovviamente non potevo accettare di riprendere peso così ho cominciato a vomitare e a fare uso di lassativi!
Sono stata ricoverata due volte e sono seguita da più di un anno da una psicanalista!Non è la prima volta che sono in terapia;hanno fallito tutte...credo anche questa!Non riesco a studiare,non ho una vita sociale anzi diciamo pure che non ho una vita!
Credo di dover dare qulche altro elemento per far capire quale è la mia situazione attuale:il 29 dicembre scorso io e mia madre abbiamo avuto un incidente molto grave, lei è viva per miracolo e io me la sono cavata abbastanza bene!Inoltre una delle mie sorelle ora è all'ospedale perchè da quanto dicono i medici potrebbe avere un tumore ma la cosa non è ancora sicura e noi ci stiamo logorando nell'attesa!
La mia domanda è:una persona fino a quanto può sopportare? Lo so che probabilmente non risponderete, la mia situazione è un pò troppo complicata ma tentar non nuoce!

Carissima Debora, mi rendo conto delle ferite che ti dolgono e capisco che in situazioni come questa, in cui il contingente ancora una volta ti mette alla prova, tu ti chieda cos’altro ci si aspetti da te….. E’ più che lecito, soprattutto considerando che hai solo diciotto anni.
Perché la vita è vero che di solito riserva sofferenze, ma si impara a sopportarle piano piano, e generalmente aumentano con l’aumentare dell’età.
Più si cresce, più ci si sprofonda in questa vita e più si ha a che fare con il dolore, perché si comprende quanto di brutto esista a questo mondo, perché si scopre la malattia e la perdita anche di persone care.
Ma alla tua età è presto, difficile essere pronti per sopportare tutto questo in un momento della vita in cui naturalmente bisognerebbe pensare ad espandere se stessi, a costruire, a mettersi in gioco, a rischiare, buttandosi a capofitto in un mondo che sembra dare la possibilità di poter realizzare i propri sogni e i propri ideali.
Certo non per tutti è così; certo la tua età è anche un’età di profonde crisi, di riflessione su di se e sul senso dell’esistenza; ma questo non dovrebbe mai sopraffare il bisogno di credere in qualcosa e l’idea di poter creare qualche cosa.
Insomma, è importante che rimanga uno spiraglio di luce da seguire, nonostante tutto e malgrado tutto.
Credo perciò che tu debba metterti nelle condizioni di ritrovare questo faro e di proseguire la tua strada, nonostante il dolore.
E’ tuo destino crescere in fretta evidentemente, e siccome non è possibile oramai cambiare le circostanze che ti hanno causato ferite così profonde, l’unica cosa che puoi e devi fare è cercare di cambiare il tuo modo di gestirle, dando loro dei significati e cercando di affrontarle.
Quando si riesce a fare i conti con le proprie ferite si impara anche a rimarginarle e a trarre da esse una particolare forma di forza. Se hai intrapreso un percorso psicanalitico credo sia la strada migliore per riuscire a fare questo.
Soltanto (ammesso che sia il percorso e il terapeuta giusto per te) devi avere un po’ di pazienza e considerare che ad un certo punto del percorso è piuttosto probabile ritrovarsi nel buio, senza speranze e senza certezze, rovistando nel fondo dei propri meandri inconsci in cerca di un qualcosa che ci aiuti a intraprendere la strada della risalita.
Un anno di lavoro è poco, e se pensi di aver trovato la persona giusta per te, questa volta non mollare. Prova ad andare fino in fondo, te lo devi.
Intanto non posso che sperare che ci possa essere un errore nella diagnosi di tua sorella e che le circostanze esterne possano aiutarti nel difficile lavoro che stai facendo su te stessa.
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