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Bulimia (120765)

on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 121 volte

Chiara 15

Non riesco a controllarmi. Quando sono agitata mi riempio di cibo, fino a scoppiare. Se ci sono torte, confezioni di biscotti, formaggio, carne in scatola, qualsiasi cosa, finisce nella mia bocca, le mischio anche, non mi interessa niente del sapore. Apro qualunque cosa e la finisco, oppure nella testa mi ripeto, se ne mangio un pezzo non se ne accorgeranno, e continuo, di pezzo in pezzo fino a che non ne rimane uno solo e lo avanzo pensando che basti. Mangio, mangio, mangio. Ma quando non sono a casa da sola non è possibile, quindi sfrutto i momenti in cui non mi guardano per riempirmi di ansiolitici (Xanax) di mia madre. Questo però mi causa colpi di sonno pazzeschi che mi costringono a letto per interi pomeriggi. Non mi provoco il vomito e non prendo lassativi perchè mi fa un po' paura, però, appena finito di ingozzarmi, mi sento depressa, arrabbiata con la mia famiglia che me lo lascia fare o non se ne accorge, mi sento grassa e brutta. Anche quando prendo gli ansiolitici poi cado in depressione perchè penso: "ecco, adesso ho dormito per tutto il pomeriggio e non ho smaltito la colazione". Cosa devo fare? Io non posso più andare avanti così, perchè è un circolo vizioso e io non riesco a fermarmi, assolutamente. Ci provo, credo. Quando mi abbuffo poi cerco di digiunare per quel giorno, ma non cambia nulla, io ingrasso e le abbuffate non finiscono. Aiutatemi, anche se non so come. Boh. Scusate.

 Cara Chiara, penso tu abbia inquadrato bene il problema quando dici che si è innescato un circolo vizioso nel tuo comportamento, che provoca in te tanta sofferenza. Vorrei invitarti a riflettere su quello che provi: cosa provi prima di mangiare in maniera irrefrenabile e dopo? Potresti iniziare con l'annotare su un diario ciò che provi, di giorno in giorno in questi due momenti, prima e dopo, forse potresti renderti conto che i sentimenti sono: rabbia, tristezza, senso di vuoto, etc. e che essi si ripetono in rapporto a come ti senti e ti valuti in determinati momenti. Cerca di non assumere farmaci senza prescrizione, tu non sai esattamente a cosa essi servono, e il loro utilizzo, lo sai già, non elimina il problema. Parla intanto ai tuoi genitori, loro ignorano il tuo problema, ma dalla tua lettera capisco che fai fiducia in loro e nel loro aiuto: assieme potreste valutare di rivolgervi ad un consultorio o ad uno specialista nel privato per il tuo problema; lì potresti cominciare un percorso per esplorare i tuoi stati emotivi, capire quali sono le tue paure e cercare di modulare i tuoi comportamenti impulsivi. Col tempo, con questo percorso e grazie alla tua volontà, potrai così cominciare a vivere pienamente la tua vita! Un abbraccio!

(risponde la Dott.ssa Maria Rosaria Infante)

Pubblicato in data 23/07/08

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