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Bulimia (128058)

on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 81 volte

Barbara 20

Salve, sono una ragazza di 20 anni, da 5 anni soffro di disturbi alimentari. Ho cominciato tutto con il primo amore.. digiunavo per giorni interi, ero ossessionata dal cibo, amavo guardare gli altri mangiare e cucinavo spesso per loro senza pero' assaggiare nemmeno un boccone. Arrivai a pesare 48 kg per 175 cm di altezza, il ciclo era scomparso da 3 mesi, la famiglia cominciava a preoccuparsi, cosi ricominciai a mangiare, ma di nascosto, sempre di fretta, cibi sempre più calorici e quantità sempre maggiori. Altrernavo periodi di digiuni a periodi di abbuffate. A volte, quando mi abbuffavo fino all'esplodere, mi autoinducevo il vomito, e questo capita ancora. Ho una scarsissima considerazione di me, son sempre insicura, ho sempre bisogno di conferme e approvazione da parte degli altri. Dipendo dal partner e non dico mai di no per timore di non essere accettata. Offro agli altri una finta facciata di me, sono quello che mi aspetto gli altri vogliano che io sia, non sono mai me stessa, ma forse la vera me stessa non la conosco nemmeno io. Ho talmente vergogna del mio comportamento che spesso mi sento a disagio tra alla gente. Ho un bel rapporto con i genitori, soprattutto con mia mamma, ma sento che mi è sempre mancato il contatto affettivo da parte di mio padre. Lui è un uomo stimato da tutti, un modello per molti, un bravo padre, attento ai bisogni della famiglia e all'educazione, ma forse è sempre stato un po' troppo rigido, freddo... non ricordo un suo abbraccio, un suo bacio, non una volta che giocassimo insieme quando ero piccola. Ricordo solo le sberle che prendevo quando sbagliavo, quando facevo i capricci, quando non ubbidivo. Questa mancanza mi ha segnata molto, anche nel rapporto col partner, ho continuamente bisogno di conferme, sempre affamata d'amore, sempre in cerca di abbracci, carezze,d a lui come dagli amici,d alle amiche. Al contrario, nella sessualità non riesco a lasciarmi andare come vorrei, son sempre bloccata, è quasi un dovere, più che un piacere. Spero d'essermi spiegata almeno quanto basta per poter essere aiutata. Grazie infinite.

Barbara, da quello che scrivi si direbbe che hai già fatto un po’ di lavoro su di te. Se non è così (nella mail non menzioni psicoterapie o cose simili) allora ti faccio i miei complimenti perché hai già capito una serie di cose importanti di te stessa, dunque dovresti anche essere ad un buon punto per un percorso di cambiamento. Non so come aiutarti, i temi centrali li hai già menzionati da sola: la paura di deludere gli altri, il bisogno estremo di amore e di riconoscimento, l’insicurezza. Hai capito cosa c’è che non va, ma non hai capito ancora chi sei. E su questo non ho nessuna possibilità io da qui, sei tu che devi lavorare su questo piano e sei l’unica ad avere le risposte che cerchi. Un lavoro interiore, una psicoterapia quindi, potrebbe aiutarti parecchio. Oltre alle cose negative, bisognerà che arrivi a scoprire anche i tuoi punti di forza e i piccoli o grandi tesori che si nascondono dentro la tua persona. Spesso per riuscire ad accedere agli aspetti più positivi di noi stessi, bisogna confrontarsi con il lato oscuro, e confrontarsi significa guardarlo bene in faccia, parlarci, entrarci in relazione e affrontarlo anche. Il percorso interiore segue un po’ la trama delle fiabe: c’è sempre un tesoro da scoprire, ma per arrivarci bisogna affrontare mostri, pericoli e percorsi accidentati, e riuscire a farvi fronte. Solo dopo aver fatto tutto questo si arriva al tesoro. Mi raccomando fallo, con l’aiuto di qualcuno o da sola; ma non lasciare che il tesoro resti nascosto o sepolto.

(risponde la Dott.ssa Elisabetta Corberi)

Pubblicato in data 17/11/08

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