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Bulimia (147148)

on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 171 volte

India 18

Salve, mi sono rivolta a questo sito perchè non ho il coraggio di parlare con nessuno dei miei problemi; non riesco a farlo con i miei amici più intimi figuriamoci con i miei genitori con cui ho un rapporto un pò difficile. Un'amica mi aveva consigliato un ottimo psicologo che aveva curato sua madre, ma purtroppo , credendo di aver risolto i miei problemi, ho lasciato perdere. Pensavo che andasse tutto bene, ma ovviamente mi sbagliavo e stasera ho finalmente capito che non posso più andare avanti così. io temo di avere due grandi problemi, forse connessi tra loro, ma che mi stanno davvero rovianando gli anni migliori della mia vita.
Sono sempre stata una ragazza timida e chiusa, fin quando non ho conosciuto dei nuovi amici al paese di mio padre, vicino roma, grazie a mia cugina che mi ha aiutato ad integrarmi; loro erano così diversi dalle persone che frequentavo abitualmente, così indipendenti, ribelli, completamente incuranti del giudizio degli altri. Una volta tornata ho iniziato pian piano ad essere meno introversa, ad imparare a scherzare anche con chi non conoscevo benissimo, a dare agli altri una possibilità di conoscermi. Nonstante nel corso degli anni le mie amicizie femminili siano rimaste sempre le stesse, mentre quelle maschili siano cambiate parecchie volte, e abbia avuto esperienze di vario tipo, tipiche dell'adolescenza, quali litigi, pettegolezzi, fidanzamenti , non mi sono mai sentita così, anzi penso che proprio le amicizie vecchie e nuove mi abbiano aiutato a cambiare. Da sempre, però, ho un'insicurezza di fondo che non mi permette di fare sempre tutto ciò che voglio, e soprattutto fatico ad avere fiducia in me stessa; la danza è la mia grande passione da quando ero bambina e proprio questa mia insicurezza e il fatto che gli altri mi abbiano spesso sottovalutato e preso in giro non mi hanno permesso di migliorare molto. Solo un'intervento, seppur banale, mi ha fatto capire quanto amassi la danza, e quanto questa mi avrebbè aiutato a non soccombere. Purtroppo però, non solo non sono migliorata, ma a maggio dello scorso anno ho deciso di dimagrire per migliorare; sono sempre stata una ragazzina cicciottella, e avevo deciso che le cose dovevano cambiare. La pardita di peso è stata molto veloce, fino ad arrivare da 65 a 52 kili a novembre del 2009. Poi ci sono state le vacanze di natale, in cui ho mangiato un pò di più, ma rapidamente ho perso i kili di troppo, fino a pasqua 2010, in cui non riuscivo a sopportarli quei kili in più. Pesavo 50 kili e non volevo pesare di più. Avevo un'amica che stava diventando anoressica, quindi pensando di essere più saggia, ogni volta che mangiavo un pò di più mi infilavo due dita nella gola e vomitavo. Solo dopo una gita a londra, e una settimana di quasi digiuno perchè non mi piaceva il cibo mi sono accorta davvero di avere dei problemi. Col tempo mi sono accorta che conoscevo le calorie di tutto ciò che mangiavo, che ero terrorizzata dall'aumento di peso, che non mangiavo nulla di calorico. Pensavo che tutto si fosse risolto ma non è così, visto che nonostante sia ingrassata un pò per problemi di salute (svenimenti e scomparsa del ciclo mestruale per 4 mesi), ancora oggi sono terrozzata dall'aumento di peso, ed ogni qual volta mi viene fame e mangio senza controllarmi, non riesco a resistere alla tentazione di vomitare. Inoltre, vedendo un telefilm ho iniziato a notare che la protagonista, affetta da bipolarismo, aveva dei comortamenti molto simili ai miei: notti insonni senza un minimo di stanchezza, continui sbalzi d'umore, euforia, parlare a raffica, fare moltissime cose senza mai sentire stanchezza, e poi periodi di depressione, pianti continui, tristezza, solitudine, allontanamento dagli altri. Una volta ho parlato di entrambe le cose con un'assistente sociale a scuola, ma il nostro colloquio non poteva durare più di dieci minuti; lei mi ha consigliato di approfondire il discorso con uno psicologo (ma non ne ho mai avuto il coraggio), e di controllare ciò che facevo perchè vomitare forzatamente comporta dei danni fisici, e il mio presunto bipolarismo, se non curato in tempo può arrivare ad una fase maniacale. Scusate se sono stata prolissa, ma vi prego di aiutarmi, ho un disperato bisogno di parlare con qualcuno senza essere giudicata, ma solo per essere aiutata.

  Carissima India, noi non giudichiamo anzi ti capiamo, siamo qui proprio per ascoltarti e capire quello che ti è accaduto... so bene in quale brutta situazione ti senti, quanto sola e incompresa... lo psicologo, come l'assistente sociale, ti sa ascoltare e sa capire ciò che gli altri (amici, genitori...) forse non potrebbero comprendere o aiutarti nel modo in cui hai bisogno. La situazione che stai vivendo capita anche ad altre persone e come ha detto l'assistente sociale è urgente intervenire subito, perchè l'induzione del vomito crea dei danni fisici non solo per il dimagrimento ma anche all'esofago, in quanto gli acidi che si trovano nello stomaco vengono tirati fuori e bruciano tutto lungo il loro percorso uscendo poi dalla bocca. Indurre il vomito è quindi molto pericoloso! Capisco che ti sembra l'unica soluzione per mantenere il peso sotto controllo ma ci sono altri modi che lo psicologo ti saprà indicare per superare questo modo di pensare e tutte le brutte sensazioni (senso di colpa, vergogna...) associate alla tua problematica. Difficile da queste poche informazioni dirti se sei bulimica o bipolare...capita che i disturbi alimentari portino con sè anche sbalzi di umore, perciò il mio consiglio è sicuramente rivolgerti allo psicologo, magari facendoti consigliare dall'assistente sociale della scuola o dal tuo medico di famiglia o dall'amica di cui hai parlato, è molto importante per te prima di tutto capire quale sia l'origine principale del tuo malessere. Non ti preoccupare che nessuno ti giudicherà, anzi saremo ben contenti di ascoltare la tua storia, capirla e aiutarti a superare questo brutto momento della tua vita! Ti auguro di trovare la persona che ti possa guidare e aiutare a uscire da questa solitudine. 

(Risponde la Dott.ssa Diana Baggieri)

Pubblicato in data 15/03/2011
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