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bulimia (42787)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 114 volte

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Vale, 17anni (5.9.2001)

Salve a tutti! Non è per me che mi rivolgo a voi, ma per una mia amica.La conosco da circa due anni e un anno fa ho scoperto da lei che mangia e vomita. Ho subito pensato che facesse ciò per la danza, per dimagrire, anche se grassa non era. Più tardi lo scoprì anche sua madre che immediatamente si rivolse ad una psicologa della U.S.L. del suo paese.
La mia amica fece parecchie sedute e appena tornata da questi inconti mi diceva tutto ciò che aveva detto alla psicologa e che cmq con lei non si sarebbe mai aperta più di tanto. Con me ne parlava con così poco pudore che quasi pensavo fosse un modo di concentrare l'attenzione su se stessa dato che solitamente, a causa del mio carisma, sono sempre io a parlare. Poi la cosa si fa sempre più seria, vomita anche davanti a me. Ogni volta che esco con lei non si da limiti. Mangia tutto ciò che le va... Vuole assaggiare tutto, mangia in orari più impensati e poi mi prega di accompagnarla al bagno. Le ho chiesto con tono piuttosto arrabbiato perchè facesse tutto ciò e lei mi rispose perche le dava fastidio tenersi tutte quelle cose dentro, allora le dissi che se non le voleva non le doveva nemeno mangiare. Non potevo vedere uno spreco di cibo simile solo per fare contenta la sua gola e mi arrabbia seriamente e le dissi che era una persona molto banale se quel cibo lo vomitava per non ingrassare e che con i miei ideali non sono in grado di sopportare una persona che fa ciò per uno stupidissimo concetto estetico.
Da allora non mi disse più quando vomitava finche non tirò fuori nuovamente il discorso e mi disse che anche se non me lo diceva, spesso e volentieri vomitava e che lo faceva perchè per lei è come una liberazione,questa volta cercò di non fare passare il suo gesto come una cosa banale, ma come se lo facesse per scaricare la sua tensione, come una persona per dimenticare i problemi si droga, lei vomita. Io non so più che fare. So per certo che lei si apra così tanto solo con me, ma mi lascia di stucco il fatto che voglia che sua madre la porti da un nutrizionista. Non so di cosa si tratti e non so perchè ancora non ci sia andata. So solo che non posso più sopportare una situazione simile. Dirle di non volitare sarebbe più che inutile, ma dato che tutte le volte che si esce rovina le serate tornando dai bagni dei locali con gli occhi rossi e la sua tipico sguardo liberatorio mi viene solo voglia di mandarla a quel paese.
Dopotutto ho 17 anni e ho avuto la testa di non cadere mai in nessuna dipendenza, perchè devo avvilirmi con un individuo del genere? Vi chiedo solo se secondo voi il mio ruolo sia davvero importante in tutta questa faccenda e se è utile che io continui a seguirla. Grazie dell'ascolto e scusate la lunghezza della mia storia, non vorrei avervi annoiati. Ciao!

Prima di tutto è importante precisare alcuni aspetti. La bulimia non è una vera e propria dipendenza ma è sicuramente un disturbo. Uno degli aspetti della bulimia sono le condotte di eliminazione, cioè il vomito. La sua amica mangia per sedare il proprio disagio, poi, non sopportando il senso di pienezza, il senso di colpa e per eliminare la spiacevole sensazione di sentirsi una nullità, un essere immondo, vomita.
Spesso si tratta di un cicolo vizioso difficile da spezzare. In genere, chi soffre di bulimia, vergognandosi dei propri comportamenti sia di quelli legati ad una grande assunzione di cibo che di quelli legati alle condotte eliminative, vive il proprio disagio in segretezza. La sua amica ha cercato invece di coinvolgerla in modo diretto, quasi a volerla sfidare. Questo come altri aspetti del comportamento della sua amica denotano un profondo disagio di cui propbabilmente lei stessa è inconsapevole.
E' importante che lei sappia, comunque, di non essere costretta ad ascoltare la sua amica o a seguirla nel suo disagio se non se la sente o se non ce la fa.. Lei può rimanere o andarsene senza sentirsi in colpa per questo.

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