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bulimia (46515)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 176 volte

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Arianna, 25anni (16.12.2001)

Credo di svolgere una vita apparentemente tranquilla, laureata da poco più di un anno sono inserita in un ambiente di lavoro che mi appassiona molto,non fosse per la mancanza di corrispettivo (praticante legale). Alle spalle ho una famiglia "alla vecchia maniera",affettuosa, sempre presente, molto solida, forse troppo, difatti mi è sempre mancata la libertà che volevo, ragione per cui in occasione degli studi ho abbandonato la mia città per trasferirmi e per non ritornarci in seguito. ..non sono mai riuscita ad avere delle relazioni stabili sentimentalmente, in genere sono parecchie e durano solo qualche settimana: ho sempre avuto idea di me del classico "uccel di bosco" troppo presa dalla mia vita per pensare a quella di qualcun altro. forse ora mi manca però sapere di poter contare su qualcuno...
Da anni credo di essere bulimica, anche se preferirei essere anoressica, invidiando quelle che riescono a non mangiare. in genere dopo le abbuffate non vomito,(solo perchè non mi riesce) ma consegue a queste una fase una in cui ho il totale rifiuto per qualsiasi cosa, non mangio per tutto il giorno o anche per di più, non voglio uscire perchè convinta che si possa "vedere quello che ho fatto" insomma una fase in cui sento che potrei uccidermi per quello che faccio, anche se non ho mai pensato di mettere in pratica questi pensieri destinati poi a svanire quando mi riprendo. ..chiaramente non ho mai pensato di dire a nessuno di questo mio problema, forse perchè sembro apparentemente perfetta (carina, bel fisico a parere degli altri, intelligente da poter riuscire in quello che faccio, circondata da persone care...)e non potrei sopportare l'idea che qualcuno sapesse di questa mia immensa debolezza. per questo vi chiedo se ho qualche possibilità di guarire da sola, se posso fare qualcosa per uscire da questo vuoto che mi sta uccidendo o se sono destinata a vivere così per sempre.

Cara Arianna, certamente puoi fare qualcosa per migliorare la tua situazione e se decidi di farlo non sarai sicuramente destinata a vivere "così per sempre". E "fare qualcosa" significa andare a vedere cosa ci sia in questo tuo immenso vuoto ...che vuoto non è ... perchè ha un'anima, ed è un'anima vorace, che chiede avidamente di essere riempita; è un vuoto che nasconde una richiesta, forte. E che invece non vorrebbe chiedere, mai! ..E allora poi rifiuta ciò di cui in realtà ha tanto, troppo bisogno. E non si tratta del cibo, non soltanto, ma di qualcosa che forse ha proprio a che fare con i legami, che dici di fuggire e che però pensi potrebbero riempire questo tuo vuoto interno. Sembra essere questa la tua più grande debolezza, quella che rifiuti di vedere e di cui tanto ti vergogni, che temi venga vista dall'esterno: si tratta di un profondo bisogno che forse ha a che fare con i legami.
Sembra che tu viva una battaglia tra la sensazione di vuoto interno ed il desiderio di riempirla con qualcosa o qualcuno al di fuori di te. E sembra anche che tu sappia già che quel qualcosa o qualcuno non potrebbero riusciere a restituirti la sensazione di pienezza che vai cercando, perchè la mancanza che provi non ha a che fare con la relazione con gli altri o con altro fuori da te, ma ha a che fare con la relazione tra te e te. Penso anch'io che non riusciresti ad occuparti della vita di qualcun altro in questo momento, perchè hai troppo bisogno di occuparti di te stessa, di cercare dentro di te quel legame, quella traccia, quel "filo" che ti può portare nei luoghi più interni ma anche più veri di te stessa, che continuamente cerchi e continuamente fuggi. E' nel rapporto con te stessa che devi investire le tue energie, con quello che sei, con quello che cerchi di dimostrare, con le tue paure e i tuoi sentimenti.
Questo può iniziare a darti una sensazione di "pienezza" inesauribile ... Continuare a vivere "in superficie", nel mondo del dover essere, del fare, della realizzazione professionale, non sembra darti quello che stai cercando. Allora devi cogliere le indicazioni che da sola ti stai fornendo, attraverso la tua sintomatologia, e seguire la strada che ti indicano, che va all'interno di te stessa, dei tuoi bisogni negati e delle tue paure. Da sola puoi farcela, certamente. Ma potrebbe facilitarti molto l'aiuto di uno psicoterapeuta ... sempre se riesci a vincere la tua paura di chiedere quando senti di aver bisogno. Un caro augurio per il Nuovo Anno.

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