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bulimia (46741)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 151 volte

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Sun, 20anni (26.12.2001)

Sono alta 1 e 70 e peso 64 Kg (circa tre mesi fa ne pesavo 60).Sono circa sei anni che sono bulimica. Ho iniziato a 15 anni a mangiare a dismisura senza vomitare poi i miei hanno sottolineato il fatto che il mio peso stava aumentando con frasi che a volte mi facevano sentire inferiore alle altre ragazze che invece erano molto carine. In casa ho sempre visto, dall'eta di quattro anni, litigi pesanti tra mia mamma e mio padre che non dimentichero mai e mi trovavo sempre a dover mediare tra loro anche se inutilmente.Non mi sono mai data importanza fino al punto di iniziare a vomitare per arrivare ad avere un fisico decente e da li la mia vita non e piu stata la stessa.
Mi abbuffavo anche due volte al giorno con vomito provocato subito dopo e ogni volta che cercavo di smettere era sempre peggio.Oggi le vomitate sono diminuite ma non sparite.Mi sento lo stomaco in fiamme e pieno di sassi e la mia paura di morire si fa sempre piu sentire ed e proprio ora che ho scoperto quanto la vita puo essere stupenda.Ora sto lottando con tutte le mie forze per vincere ma non e' facile.Vi chiedo una mano.Sono due settimane che non vomito ma lo stomaco mi fa sempre male e lo sento chiuso.Vi chiedo una mano per crescere e finalmente ricominciare a vivere anche senza l'affetto e la comprensione dei genitori che sono sempre stati occupati a litigare.La mia paura piu grande e' di avere rovinato il mio stomaco in modo grave, e' possibile?Il mio problema non l'ha mai saputo nessuno a parte il mio ex ragazzo.Lavoro come impiegata, faccio sport e ho molti amici ma VOGLIO VIVERE.Un grazie sincero a tutti quelli che leggeranno queste parole.

Per poterle dare una mano, questo non è certo il mezzo migliore. Come potrei aiutarla realmente, non ci sono formule matematiche da poter applicare. La bulimia è un problema complesso che comporta implicazioni a più livelli. Posso solo suggerirle come primo passo, il più semplice, di comprare un manuale di auto-aiuto e tentare di seguirne il programma: "Alle mie pazienti dico" di Riccardo Dalle Grave ed. Positive Press.Se non ci sono miglioramenti significativi, il passo successivo è di rivolgersi ad uno psicoterapeuta.

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