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bulimia, depressione (48833)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 212 volte

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Caterina, 18anni (22.2.2002)

Gentili psicologi, ho 18 anni e da agosto vivo negli stati uniti per unanno di studio. quando sono arrivata in agosto pesavo 58 kg, nel primo mese avevo una paura enorme di ingrassare cosi non mangiai nulla e persi circa 4 k,ma non mi sentivo fisicamente bene, perdevo migliaia di capelli al giorno e la mattina soffrivo di svenimenti (associati al gran caldo). cosi ho iniziato a mangiare, e ingrassare. Ora come ora peso 68kg, decisamente troppo. sin da quando ero bambina ho sempre avuto problemi di peso, non conto piu' il numero di dite fatte,anche sotto indicazione del dietologo. tempo fa la mia dietolga mi disse che il mio peso ideale e' intorno ai 56- 57kg (sono alta 1.65m) quindi si capisce che ora sono veramente troppo grassa. il problema e' che qui negli usa non e' facile stare a dieta, la loro alimentazione abituale fa schifo e nella casa in cui vivo si vive a cioccolato patatine fritte e schifezze. la situazione mi e' sfuggita di mano da novembre almeno, ogni giorno mi alzo la mattina e penso "da oggi basta si cambia" e invece ogni giorno e' uguale, abbuffate e poi penose ore a vomitare e poi a sentirsi un o schifo. come si fa a capire quando si e' bulimici? il vomitare e' ormai una cosa giornaliera ma non mi riesce di considerarmi una bulimica. lo sono? é depressione? cosa si intende? molte persone mi hanno chiesto se sono depressa, si sono spesso stanca, demotivata e mi sto rovinando la vita da solo, ho perso l'amore per me stessa che avevo (ero molto piu' magra e carina un anno fa) e non riesco a rispettare le regole che io stessa mi impongo?
cosa dovrei fare? ho bisogno di qualche buon consiglio,
grazie in anticipo
Caterina

I criteri diagnostici descritti dal DSM-IV per capire se trattasi di bulimia sono i seguenti: Mangiare in un definito periodo di tempo(2h) una quantità di cibo nettamente superiore a quella che mangierebbe la maggior parte delle persone nello stesso periodo di tempo e nelle stesse circostanze; ricorrenti episodi di abbuffate; sensazione di perdere il controllo durante l'atto del mangiare(sensazione di non poter smettere di mangiare e di non controllare quanto e cosa si sta mangiando); condotte di eliminazione come il vomito autoindotto o uso indiscriminato di lassativi e diuretici; 2 episodi la settimana per un periodo di tre mesi per quanto riguarda abbuffate e condotte di eliminazione; estrema importanza del peso e delle forme corporee nella valutazione di sè.La bulimia è, inoltre, molto frequentemente associata alla depressione che, non necessariamente, è una condizione precedente il disturbo.Lei chiede consigli ma non credo bastino.Intanto la informo che non è in sovrappeso ma al limite superiore del range del normopeso avendo un BMI di 24,9 (18,5-24,9 normopeso; 25-29,9 sovrappeso; 30-39,9 obesità classe I etc.) Il peso ideale non è una condizione salutare in quanto è ben al di sotto di quello che può tranquillamente essere mantenuto, infatti 56/57 chili sono al limite inferiore del range del normopeso. Il giusto peso è per ognuno quello che si mantiene senza fare particolari diete. Certamente, in questo periodo lei sta conducendo una vita poco salutare, per lo meno per quanto riguarda il regime alimentare. Non mangia in modo sano. Cominci ad eliminare tutti i cibi grassi e i fritti nonchè le bevande gassate e riduca i dolci. Pensi inoltre alla funzione che hanno le sue abbuffate e se è possibile soddisfare e nutrire il suo sè in modi più salutari e benefici.
Il cibo, certo, è il mezzo più facile per ottenere una soddisfazione immediata ma, nel lungo periodo produce, come lei stessa sperimenta, effetti opposti a quelli desiderati. L'abbuffata, inoltre può anche avere la funzione di allontanare emozioni negative, è un modo, in sostanza di non pensare e riflettere sul vero problema e sulle vere difficoltà. Una eccessiva preoccupazione per il peso e le forme corporee e una scarsa autostima rappresentano 2 degli elementi che facilitano il mantenimento del disturbo.
A questo punto l'unico consiglio utile che posso darle è di rivolgersi ad uno psicoterapeuta.

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