Pubblicità

Consulenza gratuita online

consulenza psicologica

Le Newsletter gratuite

logo psiconline news
testata2bis

I Test Psicologici

test psicologici

Bulimia e maternità (144414)

on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 167 volte

Angela 36

Salve, sono una donna di 36 anni, sposata da 6 e mamma di due bellissime bimbe, di 5 anni e di 3 mesi. All'età di 14 anni ho manifestato per la prima volta i sintomi di un problema di anoressia, che a quell'epoca mi portò a perdere le mestruazioni per un anno e che si "risolse" virando verso una bulimia nervosa. Dopo alcuni mesi, ancora una volta, ripresi a dimagrire, questa volta in maniera più grave, fino a raggiungere i 36 KG di peso per 1,65 cm di altezza. Poi, ancora, subentrarono le abbuffate e ricominciai ad ingrassare. Da subito affrontai il problema rivolgendomi ad un terapeuta, e da allora posso dire di aver fatto un vero e proprio "doctor shopping" di psicologi e psichiatri. Due i trattamenti più importanti: uno iniziato ell'età di 17 anni e poi tramutatosi in una relazione con il terapeuta, che mi ha lasciato strascichi emotivi fino ad oggi; ed un altro, che cominciai a 28 anni e conclusi circa due anni fa. Nonostante il grande influsso che questo tipo di percorso ha avuto su di me, non posso dire di essere diventata una persona serena, nè di aver fino in fondo appreso una via per accedere ad un maggiore equilibrio. Sono in costante lotta con me stessa, in preda ad un profondo senso di inadeguatezza e scarsa autostima. Con l'ultima gravidanza il mio disturbo alimentare, che rimaneva dietro le quinte senza mai accennare a risolversi del tutto, è riaffiorato, ed ho ripreso le abbuffate insieme alle condotte di eliminazione (vomito). Fino ad oggi, a tre mesi dalla nascita della piccola, continuo a ricorrere al cibo come calmante, come strumento di autosoddisfazione, ingurgitando di tanto in tanto grandi quantità di alimenti "proibiti", per poi cercare di disfarmene, sperando che la bimba non si svegli e mi reclami impedendomi questa "purificazione". Vivo molto male il rapporto con il mio corpo, con la sessualità e con gli altri. Inoltre, visto che la maternità non è bastata a "guarire" il mio dolore, mi percepisco anche come una cattiva madre, insufficiente e puerile, schiava di condotte infantili ed incapace di un amore e di una dedizione maturi. Comprendo che in un sito internet non si possa trovare risposta a domande tanto complesse, ma forse vi ho scritto per cercare di squarciare un po' della solitudine in cui questa patologia mi ha finito per gettare. Grazie dell'eventuale risposta. Cordiali saluti.  

Cara Angela, della sua bellissima lettera mi colpisce la profondità di consapevolezza e la lucidità con la quale si descrive. Un aspetto in particolare mi colpisce, questa “relazione” con il terapeuta che le ha lasciato inevitabili (a parer mio) strascichi emotivi. Mi chiedevo, perché non portare a termine il lavoro e magari concludere finalmente la terapia in modo “sano” liberandosi da questo senso di inadeguatezza? (non il suo ma quello del terapeuta..) Io mi occupo di disturbi dell’alimentazione da diversi anni, lavoro a Milano sia privatamente che collaborando con un centro ospedaliero presso l’ospedale Sacco che tratta DCA. Se volesse contattarmi le potrei dare indicazioni magari utili, anche in una città diversa da Milano, facendo qualche ricerca. Un saluto.

(Risponde la Dott.ssa Ponti Camilla)

Pubblicato in data 15/06/2010
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta che lavora nella tua città o nella tua regione? Cercalo subito su Psicologi Italiani

Pubblicità
Vuoi conoscere i libri che parlano di Anoressia/Bulimia per saperne di più?
Cercali su Psiconline® Professional Store

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Quanto sei soddisfatto del tuo lavoro?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

manie e compulsioni (151195457…

Carolina, 50     Buongiorno, mio marito soffre di depressione per cui prende già dei farmaci ma soffre secondo me anche di ossessioni. ...

Aiuto consiglio (1512841413383…

Francesco, 30     Salve. Non questa estate appena passata ma la scorsa sono stato ricoverato in psichiatria con la forza senza il mio consenso. ...

Ansia e derealizzazione (1511…

LukasV, 25     Salve, sto passando un periodo difficile in cui c'è di mezzo una sentenza (tra pochi giorni) per il futuro dell'affidamento di mio...

Area Professionale

Il consenso informato

Il consenso informato rappresenta un termine etico e legale definito come il consenso da parte di un cliente ad una proposta di procedura inerente la salute men...

La diagnosi in psicologia

In Psicologia per processo diagnostico si intende “l’iter che il paziente percorre insieme al clinico allo scopo di rilevare l’ampiezza e l’entità del/dei distu...

La psicologia incontra l'arte …

Ancora una volta la psicologia scende fra la gente e si preoccupa del benessere e della bellezza. Ancora una volta gli psicologi dimostrano una grande capacità ...

Le parole della Psicologia

dipendenza da shopping

La sindrome da acquisto compulsivo è un disturbo del controllo degli impulsi che indica il bisogno incoercebile di fare compere, anche senza necessità, ed è anc...

Personalità

“Esistono bisogni emotivi primitivi, esistono bisogni di evitare la punizione e di conservare il favore del gruppo sociale, esistono bisogni di mantenere l’armo...

Violenza domestica

La violenza domestica è il comportamento abusante di uno o entrambi i compagni in una relazione intima di coppia, quali il matrimonio e la coabitazione. Second...

News Letters