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Bulimia nervosa (113463)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 88 volte

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Selene 19

Ho avuto una storia di tre anni con un ragazzo da cui sono uscita distrutta. Era una persona profondamente cattiva, il cui unico modo di rapportarsi a me era umiliandomi, denigrandomi, ricorrendo quasi quotidianamente a violenze psicologiche, fisiche e sessuali. Io avevo 14 anni e non ho avuto la forza di non soccombere a tutto questo, ma alla fine, dopo qualche episodio più grave degli altri, sono riuscita a distaccarmene, per quanto faticosamente. Sono passati due anni, ma indirettamente continuo a stare male. Il mio psichiatra mi ha diagnosticato la sindrome di stoccolma; non riesco a liberarmi del peso delle mie esprienze perchè non riesco a parlarne. Mi vergogno. I primi tempi l'imbarazzo veniva dai sensi di colpa, perchè ero convinta dal mio ragazzo che quello che succedeva avvenisse a causa di miei presunti cattivi comportamenti; con il tempo ho capito che sono stata solo vittima della sua pazzia, ma rimane l'incapacità di perdonarmi il fatto di avergli permesso di fare certe cose. Ho sviluppato una dipendenza psicologica dagli uomini, per quanto tenda a rimanere sempre delusa (mio padre ha sempre avuto relazioni extraconiugali di cui sono stata costantemente messa al corrente). Un anno fa ho cominciato ad avere problemi con il cibo. Avevo la stupida convinzione che questo fosse l'unica cosa su cui potessi avere il controllo, riscattando così la mia debolezza passata. Ho iniziato a mangiare sempre meno. Poi è avvenuto l'opposto: ho iniziato a sentire un vuoto tremendo allo stomaco che non si colmava neppure mangiando. Per di più ho una malformazione al cardias che mi "permette" di vomitare con enorme facilità, anche involontariamente. Mi rendo perfettamente conto di non avere stima di me stessa, per quanto sia obiettivamente una persona intelligente, molto apprezzata dalle persone che ho intorno, sia a livello umano che di aspetto fisico, con molte qualità e interessi. Però generalmente queste cose non le vedo, ma non sopporto più di vedermi gettare via la mia vita senza fare nulla, e senza trovare la forza di cambiare il corso delle cose. Vorrei sapere se esistono pensieri, ragionamenti, o non so, a cui possa far riferimento per bloccare e controllare certi meccanismi. Grazie.

Cara Selene, esistono vere e proprie tecniche per riacquisire il controllo sull'alimentazione e che solitamente di per sè hanno il positivo effetto di migliorare anche il senso di autostima. Certo andrebbe indagata meglio la tua storia personale per capire in che modo si sono poi concatenati i vari elementi. Sinceramente questa cosa della sindrome di Stoccolma dice ben poco... insomma non è una diagnosi clinica come invece può essere quella di bulimia, significa soltanto che anziché odiare il tuo aguzzino (in questo caso il tuo ragazzo) tu lo ami ancora... e dalla tua lettera non riesco neanche a confermare questa cosa, che resta comunque di scarsa rilevanza psicologia. Io ho capito però che tu vorresti fare tutto da sola, magari leggendoti un libro, ma questo te lo sconsiglio vivamente. Non è tanto necessario rivivere questa storia in termini catartici, quanto lavorare sul tuo modo di pensare (per esempio che significa che dipendi dagli uomini? Che cosa credi di fare? Che valore dai a questa credenza?), ma anche sul modo di relazionarti agli altri e sulle tue aspettative. Uno psicologo ad orientamento cognitivo-comportamentale può fare al caso tuo per aiutarti anche in modo abbastanza rapido (la terapia è solitamente breve ed inferiore l’anno!). Dato che spesso nelle mie risposte appaio un po' antipsichiatria, vorrei invece ridimensionare questa impressione che puoi aver avuto anche tu: se stai facendo un percorso con questo dottore ti consiglio di continuarlo, di contattare uno psicologo e di metterli in comunicazione tra loro di modo che ti aiutino senza colludere! Ti faccio i miei più sentiti in bocca al lupo!

(risponde la Dott.ssa Sara Ginanneschi)

 

Pubblicato in data 3/04/08

 

 

 

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