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Depressione bulimia rabbia (017270)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 302 volte

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Tina, 29 anni

Sono una persona fondamentalmente allegra, solare, ma ogni volta che c'è qualcosa che non va, anche non grave, molto spesso irrilevante, reagisco in due modi diversi: o con violentissimi attacchi d' ira, difficilissimi da controllare, oppure, molto più spesso, mangio di tutto, voracemente.
Premetto che, ad oggi, non ho avuto vita facile, ho perso mio padre all'età di 13 anni, mia madre è stata (lo è tutt'ora) una madre padrona: ha, spesso, alzato le mani, quando qualcosa non le stava bene, volava di tutto per la casa, poi si rannicchiava in un angolo e piangeva.
Non ricordo quasi niente della mia infanzia, ma ricordo che a 13 anni sono stata molesteta sessualmente, non l'ho mai raccontato a nessuno, solo a mia cugina, subito dopo. Anni dopo ho conosciuto il mio attuale marito, mi sono trasferita in un altro posto ed ho avuto due bimbe, ma non sono felice. Non sono mai andata d'accordo con i suoi, al punto che ho interrotto tutti i rapporti con loro, ed ho fatto anche una cura anti depressiva per questo.Mio marito non c'è mai, io oltre a fare la "casalinga" ecresco le ie bimbe e mi occupo del lato economico: bollette, finanziamenti, pagamenti in generale ecc.
L'ho fatto per ben otto anni e adesso sono stanca. Sono sempre giù di molare, faccio fatica a fare amicizia, infatti non ho amici, ed ultimamente mi succede una cosa strana, quando qualcuno mi parla, io ascolto, ma nello stesso tempo dimentico tutto.
se qualcuno mi chiede qualcosa io automaticamente la dimentico e sono costretta a farmela ripetere anche tre volte.
poi soffro di attacchi di fame nervosa che non riesco a controllare, e non mi capisco più, non sò più chi sono non riesco a coccolare le mie foglie sono diventata gelida, fredda, non penso più non dormo più e non mi capisco più.
che mi sta succedendo?

Cara Tina, i due tipi di reazioni che descrivi (l'ira e il mangiare compulsivo) di fronte alle avversità anche piccole, in realtà sono un unico modo di reagire. Sia l'ira che il mangiare in questo modo sono per te in quei momenti un canale per sfogare la rabbia. Il problema è che entrambi poi generano a ritorsione un fortissimo senso di colpa che ti fa sentire addirittura estranea a te stessa (tanto è intollerabile). Il problema qui mi sembra quello di comprendere le emozioni che stanno alla base di tali reazioni, e una volta comprese imparare a esprimerle in maniera adeguata, in modo che poi non si ritorcano contro di te. Un esempio banale è: quando succede qualcosa che ti fa molto arrabbiare, conti fino a 50 prima di reagire, respirando profondamente, fermandoti. Quindi cerchi di capire quale emozione oltre alla rabbia la cosa ti ha suscitato (tristezza, delusione, senso di impotenza). A questo punto (all'inizio ci vorrà un pò di esercizio per riuscire a fermarsi e pensare ma poi verrà più semplicemente, come un esercizio fisico, si deve allenare il muscolo), dopo aver compreso cosa è successo dentro di te, non fuori, dovrai dirti: "vale ancora la pena di attaccare?". Se la risposta è si, allora sarà sicuramente più facile farlo DOPO questo momento di riflessione, sarebbe addirittura meglio rispondere il giorno dopo, a freddo (la vendetta va consumata fredda!) perchè a caldo hai meno controllo di ciò che dici e fai, quindi poi ti senti in colpa, mentre a freddo puoi decidere esattamente cosa dire e soprattutto COME dirlo.
Queste sono tecniche assertive, si possono imparare in terapia psicologica cognitivo-comportamentale (corso sull'assertività). Potresti informarti per seguirne uno, e magari cogliere l'occasione per analizzare anche gli attacchi di fame e il senso di estraneità, oltre alla freddezza verso le tue figlie.
Intanto potresti comprarti un libro sull'assertività (nelle librerie specializzate in materie psicologiche ce ne sono alcuni di facile lettura tipo "Autostima, assertività e atteggiamento positivo" edizioni ecomind appena uscito). Un in bocca al lupo da parte mia.

( risponde la dott.ssa Camilla Ponti)

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