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Dipendenze alimentari e stima di sè (8888)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 80 volte

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Laura, 34 anni

Buongiorno!
Vado subito al dunque... Ho sofferto di problemi alimentari per circa 10 anni (anoressia e bulimia), da tre-quattro anni credo di esserne uscita (la bulimia ormai è un triste ricordo, ma penso che da tali malattie non si guarisce mai).
Ora, ne sto pagando le conseguenze sul lato comportamentale. Mi spiego meglio. Mi ritrovo ad avere nei rapporti con gli altri - specie di coppia - e nella vita di tutti i giorni gli stessi comportamenti ossessivi... Le mie relazioni, più che rapporti affettivi, sono basati sull'ossessione. Ho avuto un pò di storie, e tirando le somme, ho ritrovato sempre gli stessi schemi...
Più che di relazioni, si tratta di rapporti di dipendenza, e ovviamente, più il "lui" di turno scappa, più diventa il mio pensiero fisso. E ovviamente, più mi tratta male, più ne sono gratificata.
Ricordo un ragazzo in particolare, ha conosciuto un'altra persona, e io in maniera più o meno consapevole, ho iniziato ad imitarla, negli interessi, nel taglio di capelli, nel modo di compor
tarmi... La verità è che non credo di avere un briciolo di personalità.
Mi guardo allo specchio, e mi trovo insignificante, se non sgradevole. Quando lui mi ha lasciato, invece di avere una "sana" reazione di rabbia, di orgoglio ferito, ho pensato che tutto sommato anche io nelle sue condizioni avrei fatto lo stesso, in quanto non ho niente da offrire come persona, come donna.
Anche il sesso è solo un modo per non farlo scappare, come se non avessi niente altro da offrirgli. Ma io non lo vivo serenamente, anzi ho sempre la sensazione di sentirmi "sporca", inadatta. E naturalmente, le altre sono migliori.
L'unica cosa che mi riesce bene credo sia lamentarmi e piangermi addosso: ricordo ore ed ora passate al telefono con il mio ex a parlargli dei miei problemi, delle mie crisi..
Poi succede che mi rendo conto che sono troppo pesante, e mi riprometto di cambiare... Gli stessi schemi li ritrovo nella mia vita professionale: gli altri sono sempre migliori, non riesco a dire di no per un continuo senso di inadeguatezza, di colpa, non solo con il capo (cosa che sarebbe anche abbastanza giustificata), ma anche verso i miei colleghi. E' come se non avessi niente da offrire, anche lì, tutti sono migliori. O forse come se fosse sempre colpa mia, sono io che sbaglio, ...
Non so come spegarlo, ma ritrovo nei miei comportamenti le stesse dinamiche della bulimia: ossessione, disperazione, senso di vuoto, di schifo, voglia di sparire,,, ma passate un pò di ore, come se niente fosse, si torna all'attacco, per poi ricadere di nuovo nella disperazione totale...
Da un anno vado da uno psicologo, so che ci vuole molto tempo, e sto solo all'inizio, ma sono stanca di questa situazione.
Vorrei cominciare a sentirmi migliore, ad avere più fiducia in me, a imparare a dire di no quando è necessario... Imparare ad avere una vita normale.


Cara Laura, non mi sembra che tu non abbia personalità, piuttosto è l'autostima che è molto bassa. Perchè nel sesso ti senti sporca e inadatta? Perchè le altre donne e gli altri colleghi sono sempre migliori? Svaluti a tal punto il tuo modo di essere, il tuo carattere, la tua personalità, che tu stessa poi riconosci di non attrarre gli altri..
Mi viene in mente la dinamica dell'abbuffata: il cibo che cerchi disperatamente nei negozi, quello che poi ti servirà per riempire la pancia e poi vomitare, è cibo dozzinale, di poco prezzo, fatto di ingredienti scadenti, costa poco, perchè l'importante è che sia facile da trovare, in grande quantità. Sicuramente non cerchi un filetto al pepe verde o una tagliata di pesce spada, o un'aragosta, quando hai gli attacchi di fame ossessiva.
Bene, ti invito a riflettere su questo paragone: scegliere il cibo di cui nutrirsi, non per vomitare, è qualcosa che si fa con amore, con attenzione, verso noi stessi, per farci bene. La stessa cura e attenzione la utilizziamo (dovrebbe essere così) nel scegliere le persone che desideriamo avere accanto, gli amici, i fidanzati..
Hai ragione nel dire che la dinamica delle tue relazioni è la stessa della bulimia alimentare, ma questo che tu acutamente riconosci è un atteggiamento tipico di chi si è maltrattato per anni con la malattia. Non preoccuparti, la tua lucidità e il tuo chiaro desiderio di modificare questi circoli viziosi, con l'aiuto della terapia, ti porteranno a riuscire molto presto a dire quei famosi "NO" che sono così importanti nella vita. Dire "no non lo voglio" significa rifiutare una relazione sbagliata come buttare un cibo avariato. Volersi bene, amarsi, significa partire da se stessi per scegliere ciò che va bene, non dagli altri. Non ci vorrà così tanto tempo...

( risponde la dott.ssa Camilla Ponti )

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