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Disordini alimentari (120582)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 115 volte

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Angelica 44

Gentili dottori, faccio un po' fatica a spiegare il mio problema non perchè sia complicato, ma perchè a 44 anni mi sento molto sciocca a raccontare che non riesco a controllare il cibo, forse erroneamente penso che le problematiche legate al cibo siano tipiche degli adolescenti, forse sono io che nonostante l'età sono rimasta piccola dentro, non so. La mia vita pur non essendo un disastro è stata, fino a qualche anno fa, piuttosto dura: ci sono stati anni in cui pensavo che sarei rimasta schiacciata sotto il peso di tanti eventi negativi, poi grazie alla mia volontà e all'aiuto di uno psicoterapeuta sono riuscita a riemergere. Mi sono sposata con un uomo veramente in gamba, ho una bambina che è la mia ragione di vita, nella mia famiglia di origine tante cose si sono risolte, insomma, dovrei essere serena ed appagata, invece sono sempre scontenta, pronta ad arrabbiarmi, c'è sempre qualcosa che non mi va bene. Devo dire che sono una persona precisa e rigorosa ma sento che a volte lo sono troppo. Mi sforzo di modificare questa durezza di carattere che è presente nella mia vita privata; tra gli amici e conoscenti sono stimata e anche cercata, sono ritenuta una buona amica ed una persona amabile. Io invece mi sento uno schifo, mi sento sempre inadeguata, goffa e fuori posto, sono grassoccia e questo mi fa stare malissimo, tanto male da influenzare negativamente la mia vita sociale: anche fare la spesa mi crea problemi perchè ho l'impressione che tutti mi guardino e ridano di me, non parliamo poi di fare una passeggiata o altre cose banali come andare in spiaggia. Mi sento malissimo e mi rifugio nel cibo pur sapendo che ingrasserò uleriormente, non mangio molto ma in maniera disordinata senza nemmeno sentire il gusto di ciò che mando giù. Spesso voi parlate di psicoterapia cognitivo comportamentale, in cosa consiste? Potrebbe servire nel mio caso? Sono stanca di sentirmi così, ho superato momenti davvero difficili e credo di essere fondamentalmente una persona con buone capacità, allora perchè proprio adesso che ho tutto per essere contenta mi sento così male? Più mi sento giù e più divento dura con me stessa e con i miei familiari. Spero di avere una vostra risposta, auguro a tutti buon lavoro.

 Cara Angelica, non deve sentirsi sciocca perché ha difficoltà a gestire il suo rapporto col cibo. La sua difficoltà traduce un problema più profondo legato alla visione che lei ha di se stessa. La nostra autostima, cioè la valutazione che noi abbiamo di noi stessi, è composta da due componenti: il concetto che noi ci formuliamo di noi stessi, nel corso del tempo e, ciò che ci viene dall'ambiente esterno. Lei mi scrive che è approvata dai suoi amici, che la cercano ed hanno di lei un buon concetto, ma  nonostante tutto lei è scontenta di se stessa ed è sempre molto esigente: forse ciò che insegue e ciò a cui aspira è un modello troppo alto. Se lei si rapportasse ad un modello più umano, meno difficile da raggiungere, forse sarebbe più serena. Provi ad abbandonare, a piccoli passi, il suo rigore, la sua precisione, forse senza tutti questi limiti che lei si impone, potrebbe maggiormente entrare in contatto con se stessa! Quello che si è innescato in lei è una sorta di circuito, che si attiva in automatico e che la fa soffrire, rifugiandosi nel cibo. La terapia cognitivo-comportamentale si propone di aiutare tramite l'apprendimento di metodi e tecniche che servono a correggere o ridurre aspetti inadeguati o sintomatici del funzionamento personale o ad incrementare le abilità e le competenze personali del soggetto. Io non so lei in passato, nel percorso che ha intrapreso con lo psicoterapeuta, che tipo di trattamento ha svolto, ma penso che il trattamento cognitivo-comportamentale potrebbe essere adatto a lei. Può cercare uno specialista nelle pagine gialle della sua città. Un abbraccio.

(risponde la Dott.ssa Maria Rosaria Infante)

Pubblicato in data 15/07/08

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