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Disturbi alimentari (000926)

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Alessia, 18 anni

Sono una ragazza di 18 anni che si chiede continuamente
>
Si proprio così..! Quattro anni fa è cominciata la mia lotta contro il cibo e contro me stessa. Mi sono messa davanti ad uno specchio ..mi sono guardata ed ho detto > e così per gioco, in continua sfida con me stessa ho cominciato a non mangiare, convincendomi giorno per giorno che in fondo non era poi tanto difficile cambiare!
Sono passati un paio di mesi, mia madre ha cominciato ad accorgersi dei pantaloni che scivolavano, dei pasti saltati, delle frequenti scuse inventate per non rimanere seduta a tavola, mi è venuta vicino e mi ha chiesto > . Ho pianto per giorni, confusa, smarrita senza capire più nulla!
Spinta dalle amorevoli cure di mia madre , pian piano ho ripreso ad assaporare la vita attraverso un piatto di pasta , un gelato!
Tutto questo non è durato molto! Ho ricominciato il mio conflitto con il cibo, questa volta niente diete forzate ma grandi abbuffate. Per una delusione, per paura, incapace di fermarmi, spinta da un profondo senso di angoscia che poi mi invitava cortesemente a gettare tutto via nello scarico del bagno! Ed ecco ricomparire mia madre, di nuovo mi ha guardato e ha detto >. Siamo andate di comune accordo da un dietologo, per cinque mesi o poco più sono riuscita a seguire una dieta , senza ottenere però alcun risultato, neanche un grammo in meno. Intanto dentro me cresceva la delusione per quell'insignificante Alessia dello specchio. Ho ricominciato con i miei attacchi bulimici, questa volta più frequenti...i miei 54 chili sono diventati 68. Nuovamente ho tentato di uscire da questa situazione, mi sono fatta forza e ho chiesto aiuto, conscia dell'impossibilità di farcela da sola. Sono andata da una psicologa che ha tentato di inquadrare la situazione invitandomi a fare di tutto per aumentare la stima in me stessa. Ho così iniziato a diventare sempre più indipendente, ad uscire da sola, andare a fare spese, mi sono iscritta a dei corsi pomeridiani (teatro ecc. ), ho ampliato la mia cerchia di amicizie! Ho fatto tanti passi in avanti e dopo poco più di un anno anche le mie chiacchierate con la psicologa si sono concluse. mi ha detto e ci siamo salutate.
Oggi ho mille impegni, un ragazzo che mi adora e che ha riempito anche il mio bisogno di figure maschili (mio padre è morto quando ero bimba ed in famiglia siamo tutte donne), al liceo ho buoni risultati, a casa ho una famiglia che mi sostiene e mi fa sentire costantemente il suo affetto, anche gli amici sono aumentati e gli inviti ad uscire non mancano mai! Tuttavia la mia insoddisfazione comincia a risvegliarsi, ricomincia pian paino uno strano e malato interesse per il cibo, ricomincia l'angoscia per quei 68 chili che non diminuiscono mai.. ricominciano le diete fallite, i chili persi e immediatamente recuperati e soprattutto ricomincia la paura che tutto quello che è stato possa ritornare.. so che per lei sarà impossibile fare una "diagnosi"o trovare una soluzione, le chiedo solo un consiglio, un parere che possa fare accendere in me una lampadina per trovare finalmente una risposta al mio >.

Cara Alessia, direi che hai fatto veramente dei grandi passi avanti e ritengo che quanto hai fatto sicuramente ti aiuterà anche nel futuro. Si capisce, leggendo la mail, che sei una persona ricca con molto da dare….. ma non pensare che i problemi una volta svaniti lo siano necessariamente per sempre. Di solito i sintomi psicologici si ripresentano ogni tanto, magari con meno frequenza e magari si riesce poi a tenerli a bada…..ma quando ci sono situazioni difficili o anche solo in momenti importanti per la crescita, quelle che sono le nostre tematiche standard o meglio i nostri canali di sfogo principale (es cibo) si ripresentano. Non ti deludere e non pensare che se sono nuovamente presenti possano imposessarsi di te.
Mi sembra che tu abbia dei buoni strumenti per tenergli testa, e se senti invece che non è così, allora puoi pensare di tornare per qualche colloquio dalla psicologa che ti ha già aiutata in passato. O se credi puoi anche cambiare. Ricordandoti che non si tratta sicuramente di una sconfitta, e che ciò non significa che quanto hai fatto finora non sia servito. Al contrario. Può darsi che tu abbia bisogno di fare un altro passo, ulteriore….. e se è così ben venga, si tratta di un passo di crescita o consapevolezza, non di cura di una malattia. Ascoltati bene e vedi se riesci a capire di cosa hai bisogno, e cerca di dartelo.

 

( risponde la dott.ssa Elisabetta Corberi )

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