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Disturbi alimentari (105266)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 83 volte

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Riccardo 19

I primi disturbi alimentari sono alimentari sono incominciati nell'estate dell'anno scorso.. si era presentata l'occasione di andare al mare coi miei amici e io non volevo che mi vedessero il grasso che avevo.. allora ho incominciato una dieta che non prevedeva particolari rinuncie.. si trattava di mangiare poco e di riuscire a digiunare gradatamente.. a me interessava essere magro in poco tempo e magari avere qualcuno a fianco che mi dicesse che così stavo bene.. il problema è che adesso da quel periodo sono dimagrito di quasi venticinque chili.. peso 62 per 1,83 e il progetto è di perdere ancora almeno dieci chili... il problema è che mentre una parte di me dice di andare avanti per questa strada - e in effetti questa è la parte che domina in me - una parte di me mi dice che se vado avanti così finirò male.. nonostante qualche cedimento fisico io mi sento benissimo e soddisfatto al massimo di quello che sto facendo.. mi sento leggero mi sento libero di tutto quel grasso che avevo prima... di tutta quella carne che mi creava sempre problemi con le ragazze.. e penso che adesso nessuna mi viene a dietro magari se dimagrisco ancora sì.. a volte invece penso ce tutto quello che ho da fare per me non avrei temp di dedicarlo a lei... faccio il liceo classico anche se nelle materie umanistiche prendo risultati discreti e sono più interessato alla matematica dove ho nove senza problemi e in effetti sono un pò insoddisfatto perchè comunque so che quel nove è un sette in un liceo scientifico (i miei compagni di classe dicono di non farmi problemi perchè io sono bravissimo in matematica ma io non li credo) e poi volevo dopo la maturità andare a fare matematica ma non so come ci riuscirò dato che vengo da un classico... indubbiamente la materia mi interessa ma non so cosa mi aspetta.. sono un pò preoccupato per questa maturità ma adesso si è aggiunto questo problema del cibo.. ogni tanto quando non ottengo i voti che voglio mi metto a mangiare perchè mi sento in colpa (se avessi mangiato magari l'interrogazione sarebbe andata meglio!) ma poi mi metto in mano un libro e cammino per tutta la casa continuando a ripetere tutto fino a quando non ce la faccio più a stare in piedi.. vorrei tanto un gatto e un uccellino da tenere in gabbia ma mia mamma non mi lascia prendere niente perchè dice che sarebbe un schiavitù.. dopo la maturità però vado a me lo prendo un bel gatto piuttosto lo tengo in camera mia tutto il giorno ma io ho bisogno di qualcuno che stia con me... non so come affrontare il mio problema... vi prego.. lo so che dovrei andare da un psicanalista ma adesso provate a suggerirmi qualcosa da fare e non ditemi solo che devo farmi analizzare.. grazie

Ok Riccardo, non te lo dico, ma lo penso, e penso soprattutto che ti farebbe un gran bene riuscire a parlare con qualcuno del tuo problema, perchè il primo muro da abbattere in questo tipo di disturbi è appunto quello del segreto e della dimensione nascosta del proprio disagio. Perchè i disturbi alimentari come il tuo, come forse saprai, sono legati al bisogno di riuscire a dimostrare a se stessi di possedere un valore, di essere bravi buoni e intelligenti, a volte c'è chi aspira alla perfezione.... Ma dietro a tutto questo, vale a dire nel proprio intimo (o inconscio), si nasconde spesso una profonda carenza di amore per se stessi e di stima, una difficoltà ad accettarsi per come si è, nella convinzione di non essere abbastanza o di non valere abbastanza. La sfida al cibo, alla fame, il desiderio di essere così leggeri, di vincere sull'istinto... è la forma di controllo su se stessi più potente che ci sia, è, se riesce, una vittoria sulla natura. In questo modo forse si riesce a dimostrarsi di valere veramente, ma il costo di questa vittoria (?) è spesso molto alto, perchè vincere sulla natura significa vincere sulla propria natura, in tutti i sensi, e dunque anche lasciarsi morire. Ma al di là di questo, che è comunque un pericolo reale, vincere sulla propria natura da un punto di vista psicologico significa non voler fare i conti con quello che veramente si è, con le proprie debolezze, le proprie paure, il proprio estremo bisogno di amore proveniente forse da una carenza.... Coprendo tutto questo per dimostrare a se stessi e al mondo la propria forza, si tradisce se stessi e la propria vera natura. Dimenticando che la vera forza non consiste nel nascondere le proprie (umane) debolezze, ma nell'accettarle. Unico modo eventuale anche per superarle, del resto. Insomma Riccardo, questo tuo bisogno estremo di controllo su te stesso è un modo di costringerti a vivere in una gabbia, è un modo per tenere sotto controllo un mondo interno che credi essere sbagliato e non comunicabile, e invece quello che dovresti fare è allentare il controllo, aprire quelle sbarre e cercare di confrontarti con la tua vera realtà e con le tue paure. Ovviamente so che tutto questo non è facile, e che in quella gabbia ci sei cresciuto e ci hai fatto l'abitudine....ed è per questo che avresti bisogno dell'aiuto di qualcuno, perchè non è facile cambiare prospettiva su se stessi da soli. In ogni caso sei una persona curiosa e intelligente, inizia a leggere libri sull'argomento e se hai qualcuno che stimi con cui palare, fallo. Ti invito a riflettere sul fatto che spesso si va cercando la stima, e invece ciò che si desidera è l'affetto, o l'amore. E l'amore non lo si ottiene attraverso quello che si fa, ma per quello che si è. Anzi, l'amore probabilmente non lo si ottiene, e punto. O c'è o non c'è. Difficile conquistarlo. Vorresti un uccellino o un gattino per viverti in modo "sicuro" (senza troppi problemi di relazione e di confronto) i tuoi affetti, che sicuramente sono così compressi da rischiare di scoppiare... Bene, prova a pensare per una volta che quell'uccellino (in gabbia!) sei tu, o sei quel gattino, e come loro hai bisogno di calore e di amore. Prenditi cura di te come vorresti prenderti cura di un animaletto, e impara ad amarti per quello che sei, prima che per quello che vorresti essere.

(risponde La dott.ssa Elisabetta Corberi)

Pubblicato in data 21/07/07

 

 

 

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