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Disturbi alimentari (3764)

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Federica, 22 anni

Gentile psicologo, mi chiamo Federica ed ho 22 anni. Scrivo perchè non so più dove andare, non so più quale sia il mio problema e quindi la strada da intraprendere per risolverlo. Le spiego brevemente il mio excursus. Sono ormai 2 anni e mezzo che soffro di problemi inerenti all'alimentazione. A 20 anni le cose si aggravarono molto e mi fu diagnosticata una depressione dalla quale col sostegno di uno psicologo riuscii ad uscire. Quello che non riuscii a risolvere era però il rapporto conflittuale col cibo. Vivo infatti periodi di dieta drastica cui seguono momenti in cui mi rimpinzo di ogni ben di dio senza però mai compensare con il vomito. Sono stata seguita dallo psicologo cui mi rivolsi nel periodo della depressione fino allo scorso natale. Dopodicchè me ne sono allontanata perchè ormai non credevo più nella terapia. Anche se avevo superato la brutta depressione e piccoli miglioramenti li avevo avuti, ancora mi affliggeva il comportamento alimentare disordinato. Mi sono rivolta allora ad un'altra psicologa che mi ha aiutato per 4 colloqui. Con lei mi sono trovata molto bene ma essendo un servizio gratuito dell'università, non ho potuto usufruire di più di 4 sedute e quindi nonostante i primi miglioramenti , il problema è tornato.
Ciò che mi stupisce e di cui mi domando il perchè è la ciclicità delle mie crisi. Mi spiego meglio, con regolarità quasi mensile la mia vita procede nel seguente modo da ormai un anno: trascorro un periodo tranquillo e sereno che dura più o meno un mesetto e durante il quale studio, faccio esami, faccio la dieta, perdo 7-8 kili, esco con gli amici e sto bene. Puntualmente incontro un ragazzo per cui perdo la testa, trascorsa una settimana il tipo di turno scompare senza farsi più sentire, io mi sento male e ricomincio a mangiare, ingrassare rimettendo i kili persi, non avendo più voglia di fare niente, nè uscire, nè studiare, nè andare all'università.Piango in continuazione. Una volta rimessi tutti i chili persi e stremata dalla mia tristezza decido che è il momen to per riprendermi e mi rimetto a dieta e ricomincio come detto. Questo "ciclo" mi perseguita ormai da un anno e posso quasi meticolosamente prevedere le varie tappe, visto che fino ad ora non è mai cambiata una virgola in questo processo. Sono preoccupata perchè mi rendo conto che questi alti e bassi mi distruggono emotivamente, mi rallentano nello studio e in tutte le attività della mia vita, mi distruggono fisicamente, temo che il mio metabolismo ormai sia a pezzi e avendo gran parte della mia famiglia malata di diabete la preoccupazione aumenta.
Potrei aggiungere che soffro di solitudine in modo assurdo. Pur essendo attorniata da tanti amici che mi adorano a da una famiglia che stravede per me ,sento forte il vuoto dentro. Voglio un amore che disperatamente cerco in ragazzi che mi trattano malissimo e che sono privi di qualsiasi tipo di sensibilità. Puntualmente rimango da sola e soffro. Soffro sempre di più guardandomi intorno , vedendoi tutte le mie amiche felicemente fidanzate con ragazzi che stravedono per loro. Non so più cosa fare nè a chi rivolgermi. A volte credo che sia solo un problema psicologico, altre mi sorge il dubbio che potrebbe essere anche una questione ormonale visto che le crisi mi vengono puntuali ogni mese, e vorrei rivolgermi ad un endocrinologo. Lei cosa mi consiglia. che strada devo intraprendere? La ringrazio infinitamente. Speranzosa nella sua risposta. Arrivederci e un abbraccio a tutti quelli che soffrono!

Cara Federica, da ciò che lei descrive mi sembra di capire che la sua depressione non si è ancora risolta, su questa depressione bifasica (che alterna periodi di umore euforico a periodi di calo) si è poi innescato un disturbo alimentare, che però, a mio avviso, è solo un sintomo secondario.
Quello che le consiglio di fare è di rivolgersi ancora al clinico che l'aveva aiutata a uscire dalla prima depressione, oppure ad un altro, ma che sia uno psichiatra, cioè un medico, che è lo specialista per questo tipo di disturbi, perchè le può prescrivere una terapia psicofarmacologica mirata che, insieme alla psicoterapia, in breve tempo le permetterà di stare meglio. Vedrà che il disturbo alimentare scomparirà gradualmente insieme all'umore disforico (altalenante)! In bocca al lupo.

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