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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 140 volte

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Elena, 17anni (10.4.2002)

Salve, sono una ragazza di 17 anni e scrivo prima di tutto per capire se il mio è un problema reale e che necessita di cure oppure no.Sono una studentessa molto impegnata poichè oltre al liceo frequento un conservatorio di musica e questo comporta un notevole impegno extrascolastico.Vivo in un ambiente familiare un pò anomalo:ho perso mia madre da 5 anni, mio padre vive in un altro continente ed è sempre stato assente o quasi nella mia esistenza.Così in casa sto con mia nonna e mio fratello grande col quale non ho un bel rapporto.Negli ultimi 2 anni ed in particolare da un anno a questa parte abuso del cibo in maniera esagerata;talvolta esso diventa l'unico momentaneo piacere delle mie giornate.Ciò non vuol dire che non amo quello che faccio:la musica è per me una cosa bellissima.Eppure negli ultimi mesi non riesco più a trovare piacere in quello che faccio;piango con facilità,esco molto poco e non ho l'energia per mantenere rapporti sociali.Faccio uso di lassativi, talvolta mi provoco il vomito,ho cercato rimedi alla mia fame insaziabile senza riuscire a risolvere la situazione.
Ciò ha comportato un notevole aumento di peso che mi trascino come un handicap, così ogni mattina mi ripropongo di mettermi a dieta;ma essendo il cibo l'unica "consolazione" delle mie giornate vivo come in un circolo vizioso senza fine.Tutto questo peggiora e aumenta il mio stato di tristezza ed è diventato un'idea fissa.Aggiungo infine-non so se sia importanta-che circa un anno fa ho subito una delle più grandi delusioni ed umiliazioni tanto dolorosa quasi quanto la perdita di mia madre.
Per favore aiutatemi,Grazie.

Cara Elena, è probabile che la delusione di un anno fa, alla quale fai riferimento, abbia "scatenato" il tuo comportamento particolare con il cibo, e soprattutto i sentimenti che ne sono alla base; ma no penso che li abbia determinati. Si, credo che il tuo sia un problema reale, per il solo fatto che non sembra farti vivere bene come vorresti. E quando si vive con l'angoscia, allora c'è un problema. Il problema non sta nel cibo, e nella modalità con la quale ti alimenti, perchè questa è solo una conseguenza. Il problema è più profondo, ed è tutto da indagare, nel senso che io posso permettermi di fare qualche ipotesi, ma è tuo dovere andare a cercare quali siano le cause reali della tua insoddisfazione.
Non credo che il problema di un anno fa sia IL problema, ma potrebbe aver riaperto delle ferite non del tutto rimarginate, che possono avere a che fare con la fiducia in te stessa, con il sentirsi amata, con l'abbandono.... L'assunzione smodata di cibo spesso ha a che fare con una profonda svalutazione di se stessi, o con un senso di identità vacillante: quando compare vuole segnalarci qualcosa, sta richiamando la nostra attenzione, ci sta dicendo che dobbiamo occuparci di più di noi stessi e del nostro interno. E credo che sia quello che tu devi fare, potrebbe essere in un certo senso un'occasione, perchè credo che ci sia qualcosa che stai accantonando, o che ti rifiuti di vedere, che riguarda te stessa, i tuoi sentimenti, i tuoi desideri; e penso sia arrivato il momento di andare a vedere di cosa si tratti. Quando si impiegano energie per reprimere qualcosa, non si hanno energie da utilizzare per la propria vita o da investire in senso creativo. Bisogna che cerchi di recuperarle. Rivolgiti ad uno psicoterapeuta, che ti aiuti a fare questo lavoro dentro te stessa. E' un'opportunità di crescita che ti regali. E direi che un regalo te lo potresti proprio concedere. Buon lavoro.

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