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Disturbi alimentari-consiglio (1450655479378)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 2000 volte

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le risposte dellespertoCarolina, 22

 

D


Buonasera,
scrivo perché ho bisogno di un consiglio. Quando avevo 14/15 anni ho iniziato a sviluppare un disturbo alimentare, causato probabilmente dall'ossessione di mia madre per il fisico e le diete.

Sono stata bulimica fino ai 17, ho trascorso poi un anno all'estero che mi ha fatto smettere di pensare al cibo come un "nemico", ma tornando in Italia ho ricominciato a sfogarmi col cibo (sono alternati periodi di bulimia ad altri di BED, credo si definisca così).

Ora è da più o meno un anno che non mi abbuffo o vomito, ma comunque continuo a non avere un rapporto completamente sereno con il cibo e molto spesso mi ritrovo a mangiare per consolarmi o per noia. Di conseguenza non riesco a seguire una dieta e ho sinceramente anche paura a seguirne una perché non vorrei mai ritrovarmi nel circolo vizioso di un tempo... nonostante ora, a 22 anni, abbia una maturità e consapevolezza diversa.

Per il resto la mia vita è serena, sono una studentessa soddisfatta, ho molti amici, esco spesso e ho un ottimo rapporto coi miei genitori. L'unico aspetto che vorrei risolvere è appunto il rapporto col cibo e di conseguenza il mio aspetto fisico (fisico che per precisare mi piace e che ho imparato ad accettare).

Com'è meglio che io proceda, meglio rivolgersi a un dietologo, a uno psicologo, o a entrambi (o a nessuno dei due) ?

Grazie in anticipo per la disponibilità e la pazienza.

Carolina

 


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R


Gentile Carolina,
grazie per il coraggio dimostrato nel chiedere così apertamente il consiglio per risolvere il suo dilemma.

Il corpo è un involucro che utilizziamo spesso come difesa dal mondo esterno.
È innegabile che l’aspetto fisico è il primo biglietto da visita di una persona, mostra come siamo all’apparenza, questo è il nostro corpo e negli altri che ci osservano provoca una reazione.

Tuttavia il rapporto con il cibo descrive anche una scelta operata dal nostro inconscio rispetto a cosa vogliamo gli altri vedano. Spesso  è una difesa per non essere avvicinati, un rifugio dove sapersi autocommiserare, una coccola che solo chi utilizza può capire, un impulso irrefrenabile con conseguenze devastanti ma autentiche, una dipendenza su cui si ha potere di decidere, spesso è qualcosa di cui non essere mai soddisfatti.

Questi spesso sono i pensieri in cui si riconosce chi nel cibo vede molto più che il solo nutrimento: "…quando mi sveglio il mio primo pensiero è il cibo… la giornata è scandita in base ai pasti, tutto ruota intorno a questo….penso a quanto ne mangerò oggi, come, se riuscirò a fermarmi se potrò o non potrò mangiare una certa cosa…il cibo condiziona il mio modo di essere, di sentirmi, di vedermi……il mio peso è l’essenza del mio essere…..se riesco a non mangiare allora sarò……mi sentirò……"
Troppo magra, troppo grassa, evidente ad ogni costo, o goffa e sgraziata, con un particolare fisico che sembra invalidante, o con il bisogno di volere/avere qualcosa che è dell’ordine del registro dell’altro.

" in quel momento non conta più nulla, devo mangiare tutto.....tutto quello che trovo...tutto quello che ho comprato appositamente per mangiare..non posso pensare a nient'altro, so che dopo starò male ma è impossibile fermare questo ciclo...."
Questo condiziona il modo di vivere di un soggetto alterando la percezione del corpo, il rapporto con il cibo le relazioni con gli altri.

Se l’obiettivo a cui tendo è il cambiamento devo necessariamente abbattere l’idea che il giudizio mi distrugga.  VADO BENE COSì perché INDIPENDENTEMENTE DAL PESO O DAL FISICO POSSO AVERE AMICI, RIDERE, PROVARE TUTTE LE EMOZIONI DEL MONDO ESSERE TRISTE E FELICE, AVERE UN RAPPORTO INTIMO E ARRABBIARMI SE QUALCOSA VA STORTO.

Più il lavoro di accettazione del proprio essere emerge, più non conta quando gli altri giudicano (se poi lo fanno è qualcosa che riguarda loro e non chi riceve la valutazione).

Si cambia per stare bene, non perché così non si va bene, bisogna credere nelle proprie capacità che vanno ben oltre il peso ma hanno una sostanza che si dimostra nell’essere una persona con sentimenti profondi, con vissuti emozionali con desideri e sogni e, quelli, si hanno con qualunque fisico.

Quindi abbia fiducia e si rivolga sia ad uno psicoterapeuta che ad un nutrizionista che potrà aiutarla riguardo un regime alimentare consapevole ed equilibrato.

Un caro saluto

Luisa Bonomi

 

(a cura della Dottoressa Luisa Bonomi)

 

Pubblicato in data 12/01/2016

 


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Tags: disturbi alimentari cibo, accettazione bulimia BED aspetto fisico

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