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Disturbi alimentari-depressione (05062004)

on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 151 volte

Vera 17 anni, 5.06.2004

Buonasera..non so davvero cosa mi abbia spinto a scrivere, ad aprirmi.forse la mia incredibile voglia di essere aiutata, la mia paura di non farcela da sola. perché io ho paura, davvero paura di quello che mi sta intorno, ma ho ancora più paura di non riuscire a farre quello che gli altri si aspettano da me.
Sono così confusa, sempre.

Credo di essere stata una bambina felice, amata, coccolata.poi,quando avevo nove anni, mio padre è morto.
mi fa male, scriverlo.ha lasciato me,mia madre, mia sorella di cinque anni più grandedi me.
Io ho cercato di farmi forza, e forse ci sono riuscita, ma da qualche anno il mondo mi sta crollando addosso, come se tutto il dolore che ho tenuto nascosto esplodesse, in me, ferendo solo me stessa. ho provato a farla finita, almeno un paio di volte.
Ma poi nn ce l'ho fatta e i sensi di colpa verso mia madre,che però continua a non capirmi, si sono fatti sempre più grandi.mia sorella...
Lei ora vive lontano.lei è la mia bella copia.io la ammiro, forse la invidio,ma quando torna a casa non fa altro che ripetermi quanto sono fortunata, che sono bella, intelligente, che diventerò una musicista apprezzata. ho cercato di rifugiarmi nella musica,ma a volte mi fa male ascoltarmi, perché so che nonostante i miei sforzi non combinerò mai nulla, di buono, nella mia vita.
E allora ecco le mie manie di perfezione che si scontrano con la mia pigrizia, la mia insoddisfazione, il mio disordine, la mia imbranataggine. e mangio, e il cibo mi consola, riempie il vuoto che c'è dentro di me, mi coccola.ma lo odio, odio sentirmi gonfia, vedermi brutta, grassa,e allora abbraccio il water, e dalla gola vedo uscire la mia consolazione.lo scorso in verno ho perso sette chili in 3 settimane.naturalmente li ho ripresi tutti.
Ora peso 56 kg per 1,58 metri.il mio corpo mi odia, e io odio il mio corpo.la mia pelle si ribella,e si riempie di brufoli. Sono un mostro.
L'amore forse non so nemmeno cos'è, l'amore per me è semplicemente un disastro.
L'ultimo ragazzo, tre settimane, poi è scomparso, come gli altri anche lui mi ha soltanto usata, sfruttata, presa n giro, perchè non sono bella, perché non ho niente da offrire agli altri. e quando parlo con gli altri le parole si deformano, e alla fine finisco col dire tutto il contrario di ciò che pensavo, e naturalmente perdo amici, mi lascio fraintendere.
Ho paura di rimanere così per sempre, ho paura di non essere nemmeno in grado di chiedere aiuto, ho paura di continuare a vivere a mangiarre a amare gli altri, a odiare me stessa.

Carissima Vera, è probabile che la rabbia e il dolore relativi alla morte di tuo padre siano emersi solo recentemente e con essi i sensi di colpa, che sembrano non darti tregua.
Il fatto che tu a nove anni abbia “nascosto” il dolore di questo lutto può aver provocato, appunto, questo “scoppio ritardato” delle emozioni legate a quell’evento.
Vorrei ricordarti che la morte di un genitore generalmente viene vissuta da un bambino (perché eri ancora una bambina) con molta rabbia, che è una reazione del tutto normale ad una perdita, e spesso con molti sensi di colpa, perché nella fantasia dei bambini, che sono egocentrici per natura, spesso si forma la convinzione di aver causato, in qualche modo, questa morte, o di avere delle responsabilità.
Non sto a spiegarti perché questo avvenga, ma cerco solo di farti capire che si tratta di reazioni normali della nostra psiche.
Solo che se una persona si vergogna di queste reazioni di rabbia e anche di accusa nei confronti della persona scomparsa, tanto da inibirle, la rabbia finisce col cambiare direzione ed essere rivolta contro se stessi….che è un po’ quello che sta accadendo a te, a quanto pare.
Sei in un momento critico della vita, in un momento in cui probabilmente avresti molto bisogno della figura paterna al tuo fianco, e proprio in questo momento probabilmente stai rivivendo parte del lutto subito.
E’ un momento particolare perché in questa età si inizia a cercare se stessi, ci si confronta con la propria identità che sta diventando adulta, si affrontano le prime sfide della vita e si testa la propria autonomia.
Tutto questo non è indolore, e dove ci siano dei problemi antecedenti, il confronto con se stessi diviene particolarmente duro e doloroso.
Ma è una battaglia per la crescita, e vale la pena affrontarla.
E crescere significa cercare di accontentare se stessi, prima ancora delle altre persone, e per accontentare se stessi bisogna riuscire a starci con se stessi, bisogna permettersi di conoscersi e anche di scoprire che cosa ci distingua dagli altri.
In questo lavoro è facile che emergano, in prima battuta, gli aspetti che di se stessi non si tollerano, che non si apprezzano, ma con i quali inevitabilmente bisogna fare i conti per riuscire ad accettarli e digerirli.
Cercare di “vomitarli” fuori da sé ha poco senso, perché purtroppo così non li si eliminano.
Vanno, al contrario, assaggiati, conosciuti e assimilati, per trasformarli in qualcosa di utile a noi stessi.
Hai la fortuna di vivere nel mondo della musica, e se posso darti un consiglio, usala per te, almeno al momento, e non per gli altri. Usala per esprimere le emozioni che dentro di te stanno emergendo e dirompendo, e non come qualcosa per dimostrare agli altri o a te stessa il tuo valore o la tua bravura.
La musica è espressione di emozioni, ed è un modo meraviglioso per esprimerle e trasmetterle, altamente terapeutico per la psiche.
E non indugiare, se la tua crisi dovesse ristagnare, a rivolgerti ad uno psicoterapeuta che ti dia un’aiuto a procedere nel difficile cammino della scoperta di te stessa.
Hai delle ottime carte in mano per fare questo, una grande sensibilità e una particolare capacità di capire i problemi e la psicologia… si vede che sei dovuta crescere in fretta, forse troppo per alcuni aspetti.
Fatti dare una mano, ora, se ne senti il bisogno. Non si può sempre fare tutto da soli. Mi raccomando.

 

 

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