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Disturbi dell'assunzione del cibo (061309)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 300 volte

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Fama 21 anni, 18.01.2003

Gradirei un parere sul disturbo che mi afflige ormai da più di un anno, ma con il quale ho imparato a conviverci a malincuore. Si tratta di un disturbo riguardo l'assunzione del cibo, di cui non ricordo il nome.
Ho un blocco psicologico nel mangiare, sono sicura che non è anoressia, rendo solo problematico (ragionandoci su) un meccanismo che dovrebbe essere spontaneo, quello dell'ingoiare.
C'è da aggiungere che questo disturbo è accentuato nel periodo pre-mestruale, e credo sia importante che Voi sappiate ( anche se lo immaginate ) che sono una persona ansiosa e ogni tanto ho attacchi di panico, ma anche con questi ho imparato a convivere!!! il quadro sembra clinico ma sono una persona con una vita sociale intensa e sfido chiunque mi conosce poco a pensare che sotto sotto soffro di queste psicosi, ma per le quali sicuramente non vivo bene.
Vi ringrazio anticipatamente attendo una Vostra opinione a riguardo fama

Cara Fama, il tuo potrebbe essere definito un “bolo isterico”, che non è una forma di anoressia in effetti, ma il disagio che vi si nasconde dietro non è tanto dissimile da quello che riguarda le persone che soffrono di una anoressia.
Si, indubbiamente è un disturbo che appartiene alle persone ansiose e spesso è accompagnato ad attacchi di panico, vale a dire a delle paure profonde.
Generalmente appartiene anche a persone che mostrano di se stesse sempre e soltanto una parte, nascondendo ciò che di se stesse reputano inaccettabile (sporco, debole, infantile, oscuro …).
E’ come se non si riuscisse a ”mandar giù” un boccone troppo amaro, un rifiuto ad accettare il confronto con aspetti di sé che, a buon diritto, reclamerebbero di essere invece presi in considerazione e fatti … entrare.
Spesso è più facile, in questo tipo di persone, occuparsi degli altri piuttosto che di se stesse; e spesso sono anzi molto attente all’immagine che di se stesse ricavano dall’esterno, da cui diventano, ovviamente, dipendenti in qualche modo.
Insomma, in parole molto semplici dietro questo tipo di rifiuto, c’è spesso una problematica di identità personale e di insicurezza e paura, e un gran controllo esercitato su se stessi e/o sugli altri. Oppure, a volte, un trauma passato non risolto.
Ti consiglio, cara Fama, di rivolgerti ad uno psicoterapeuta per scoprire le cause del tuo disagio psicologico e dunque porre fine al tuo disturbo alimentare.
E’ un lavoro che non solo ti aiuterà a risolvere le tue difficoltà, ma che ti affascinerà anche. Le persone sensibili quando scoprono i “misteri” della psiche in genere sanno apprezzarli. Buon lavoro.
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