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Disturbo alimentare (132762)

on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 100 volte

Antonio 25

Salve egregi professori, sono un ragazzo di 25 anni, mi chiamo Antonio e vi scrivo per sapere se posso essere affetto da bulimia o qualche disturbo alimentare. Bene vi premetto che sono sempre stato una persona dinamica sia dal punto di vista fisico sia psichico, non riesco ad immaginarmi passivo e vuoto nel corso della mia vita soprattutto ora che sono ancora piuttosto giovane. Ma ultimamente essendo al momento disoccupato (essendo tempi duri per una sistemazione definitiva professionale) ed essendomi infortunato ad un polso ho tralasciato l'attività fisica e mi sono un pò lasciato andare. Vi premetto senza entrare nel merito che sto attraversando anche un periodo difficile e delicato dal punto di vista affettivo quali legami di amicizia ecc., per cui vivo un po' così senza schemi in un mondo precario e occasionale. Ebbene tutto questo mi ha portato progressivamente ad aumentare di circa 7 kg di peso nel giro di 2 mesi circa. Ho frequenti sbalzi frequenti di umore che mi portano ha cercare piacere nel cibo in modo disordinato ed incontrollato come se il cibo fosse una certezza di piacere che posso permettermi di soddisfare facilmente ad ogni occasione. Quindi sono preso da attimi di gola nel momento in cui magari vedo un dolce o una pietanza particolare che mi appetisce. questi episodi si verificano circa due tre o addirittura quattro volte la settimana, mentre i restanti giorni fortunatamente riesco ad impormi un regime più dietetico e contrallato, ma basta un niente purtroppo per cedere alle tentazioni di gola. Con questo concludo spero di essere stato abbastanza chiaro ed esaustivo. Attendo al con ansia una vostra risposta grazie. Distinti saluti.

Caro Antonio, non mi sembra il caso di dire che sei affetto da un qualche disturbo di tipo alimentare, sebbene certamente la dinamica della tua assunzione di cibo sia di tipo bulimico; non mi sembra il caso perché una diagnosi di bulimia la si può fare quando la modalità è costante e perdura nel tempo. Nel tuo caso potrebbe trattarsi di un disturbo momentaneo, legato, come tu stesso giustamente dici, ad un momento di particolare frustrazione (lavoro, affetti, ecc.) che compensi attraverso il cibo. Generalmente questo tipo di modalità di assunzione di cibo è legato alla svalutazione di se stessi, alla mancanza di fiducia e di amor proprio e anche a rabbia inespressa (o meglio, espressa contro se stessi attraverso il cibo). Dunque, Antonio, senza diagnosticare nulla e senza volersi rinchiudere all’interno di una cornice psicopatologia, c’è comunque qualcosa che è bene che cerchi di affrontare, all’interno di te stesso, che riguarda come ti vedi e come ti valuti, poi certamente anche gli eventi esterni hanno il loro peso, ma spesso anche quelli, soprattutto quelli affettivi, dipendono comunque in qualche misura da noi stessi. Non ti preoccupare troppo, ma non sottovalutare comunque la questione: c’è qualcosa che ti rende fortemente insoddisfatto e mina la tua salute psicologica; cerca di capire chi sei veramente e cosa c’è che non va, se è una cosa veramente attuale o se non fosse presente anche nel passato, magari messa a tacere da molto dinamismo e attività. Capita frequentemente che persone particolarmente attive vadano in crisi nel momento in cui sono costrette, per un qualche motivo, a fermarsi. In questi casi la “crisi” è già presente, la paura di affrontare il vuoto interiore viene mascherata e combattuta attraverso il movimento, ma ciò non significa che non ci sia. Per questo alle volte l’essere costretti a fermarsi, e anche i momenti di profonda crisi che ne derivano, sono però importanti per capire cose di se stessi e per ripartire con maggiori consapevolezze e sicurezze. Fai in modo che questo tuo momento possa portarti a nuove acquisizioni, che saranno poi anche un ottimo lasciapassare per la vita in generale, non solo per quella interiore.

(Risponde la Dott.ssa Elisabetta Corberi)

Pubblicato in data 26/05/09
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