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Disturbo dell'alimentazione (015177)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 84 volte

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Barbara, 32 anni

Il mio e' un problema sorto principalmente con lo smettere di fumare dopo la 2°gravidanza.Ho sempre fame cerco di controllarmi ma non ci riesco.La conseguenza e' che il mio peso aumenta di continuo in 6 mesi ho preso circa 10kg , vivo perennemente sensi di colpa con me stessa.Penso al cibo e al fatto che devo mettermi a dieta da quando mi alzo alla mattina a quando vado a letto alla sera e a volte anche alla notte.
Quello che non capisco e' cosa e' cambiato in me ? Sono una persona forte,purtroppo la vita e' stata abbastanza dura fino ad ora e io sono sempre andata avanti e ho sempre reagito a tutto ,perche' a questo non riesco ?
Perche' mi faccio del male da sola , mettendomi ogni giorno a dieta fino alle 18.00 poi arrivo a casa e la prima cosa che faccio e' aprire il frigo oppure finire tutto cio' che i miei bimbi non mangiano ? Sono al limite della sopportazione quello che piu' mi da fastidio e' che inizio a detestarmi e di questo ne risentono anche le persone che mi sono vicinecompresi i miei figli. Mi rendo conto che la sigaretta era forse molto di piu' di un vizio ,ma rappresentava davvero uno sfogo magari inconsapevole! Però la forza di smettere l'ho avuta allora perche' non riesco anche con il cibo ad essere cosi' determinata ?

Cara Barbara, l'appetito è un'istinto primario, fumare no. Sicuramente l'alimentazione è strettamente correlata con l'affettività (anche a livello celebrale) ed al mondo delle relazioni.
Infatti la fame compulsava è spesso abbinata a cibi ricchi di carboidrati, ovvero cibi che attraggono i bambini. Essi danno un certo senso di soddisfazione psichica grazie al fatto che stimolano sostanze endorfiniche da parte del cervello.
Questa produzione, però, ben presto si lega all'ingestione di questo tipo di cibo che innesca una vera e propria dipendenza.
L'aggravante è dato alla mancanza di relazioni piene e affettivamente soddisfacenti.
E' proprio in quest'ultimo particolare che interviene lo psicoterapeuta.

( risponde il dott. Vincanzo di Marco )

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