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Iperfagia o mangiare esasperato (078030)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 139 volte

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Annalisa, 23 anni

Salve, sono una ragazza di 23 anni di Bologna che vive da quasi 4 anni all'estero studiando fuori maggiormente in Gran Bretagna e ora in Spagna e Germania. Il mio problema è il mangiare senza controllo come appagamento emotivo, ma che ora è diventato più un'abitudine e non mi da più soddisfazione.. Sono alta 1,73 cm e peso 80kg e vedo che peggioro sempre. I dolci e gli snack salati sono prevalenti, ma non mi appagano piú ma sono diventati come una droga e non so più farne a meno. Mi sento spesso sola, sono single, mi manca l'affetto di un ragazzo, la mia famiglia mi è vicina, anche se io sono sempre via.
Ho orari sballati di alimentarmi e stando via devo affrontare problemi quotidiani di convivenza con altri, organizzativi, di clima, mentalitá diverse, tempo, e altro... Non mi piaccio per niente cosi´, la mia autostima non è mai stata molto alta e non pratico tanto sport, ma sono cosciente del problema e vorrei provare ad uscirne. Non ci sarebbe qualche consiglio che mi possiate dare, oltre a una dieta dove si contano le calorie che non ha funzionato.

Cara Annalisa, ovviamente il consiglio che può darti uno psicoterapeuta non può che riguardare una questione psicologica, e se tu scrivi a questo sito piuttosto che rivolgerti ad un dietologo o ad un alimentarista, significa che sai già, almeno da una qualche parte di te stessa, che è sul versante psicologico che devi intervenire per aiutarti. In particolare credo che tu abbia colto bene, e da sola, quali siano gli ambiti della tua vita che non ti soddisfano e che si trasformano, come accade spesso, in un modo di alimentarsi compulsivo o comunque sbagliato.
L’autostima (o meglio la mancanza di autostima), Annalisa, è di solito il motore che “alimenta” certe modalità di assunzione di cibo; e l’appagamento emotivo (o affettivo) ne è un corollario. Non piacersi, non amarsi abbastanza o stimarsi sono condizioni che stanno alla base (e non sono conseguenze) di un mangiare disordinato, o se vuoi, dell’utilizzo del cibo come “sedativo”. Sono anche alla base delle relazioni affettive, perché ovviamente una persona che non si considera bella e amabile troverà difficoltà a farsi amare dagli altri e a vivere, in generale, relazioni soddisfacenti. Credo quindi Annalisa che non sia il caso di rivolgersi ancora alle diete per cambiare, ma che sia arrivato il momento di affrontare il problema alla sua radice, ricercando i motivi che hanno determinato questa tua interna disistima e che ti costringono a scontrarti quotidianamente (attraverso il cibo) con essa. Credo che una psicoterapia potrebbe essere un’ottima strada da prendere in considerazione per uscire da questo problema che sembra autoalimentarsi. Mi rendo conto che forse non sei nella condizione migliore per intraprendere questo tipo di lavoro, che richiede costanza e frequenza.
Se così dovesse essere, perché intanto non provi ad informarti attraverso i libri di psicologia (innumerevoli sull’argomento Disturbi Alimentari) sulle cause interne che generalmente portano a perdere il controllo del cibo? Non dico che possano essere risolutivi o curativi, ma possono darti alcuni spunti di riflessione interessanti e forse anche degli strumenti nuovi per affrontare te stessa e la tua condizione. Quando capiti in Italia, potresti fare un salto in una libreria con un fornito reparto di psicologia, e farti attirare dai libri che più senti riguardarti.

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