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L'immagine di me (111153)

on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 69 volte

Lulù 26

Salve. Credo di avere un problema - forse - e vorrei un consiglio su come affrontarlo. Ho sempre avuto un pessimo rapporto col cibo e col mio corpo, cosa che mi ha sempre portata ad ingrassare in maniera disastrosa o dimagrire all'improvviso nel modo più sbagliato che potesse esserci (ovvero non mangiando). Anni fa, iniziai pure una terapia da un dietologo, che andò abbastanza bene fino a quando non la abbandonai per questioni di tempo. Risultato: una volta "sola", tornai a pesare ben 93 kg per 1,60 m di altezza... Adesso, invece, è cambiato tutto. Da quasi 2 anni, ho ripreso quei suoi suggerimenti alimentari per conto mio, abbinandoli a tanto esercizio fisico. Nessuna cavolata del tipo non mangiare o rimettere ogni cosa. Mi sono detta "se voglio, con la calma, la pazienza, la costanza e soprattutto l'intelligenza, io posso"...e ci sono riuscita. E' una cosa che mi rende orgogliosa, perchè sono riuscita a perdere oltre 35 kg non solo in maniera corretta, ma anche costruendomi un certo tono muscolare. Il problema, però, ora come ora è un altro: la mia immagine allo specchio. Attualmente peso 54 kg per 1,60 m di altezza. Secondo statistiche e quant'altro, ho un rapporto peso/altezza in pratica perfetto o quasi perfetto. E mi rendo conto da sola di aver fatto un ottimo lavoro, ma quello che vedo allo specchio non cambia! Non mi vedo obesa come un tempo, questo no. Ma ogni volta che indosso qualcosa, mi vedo ancora "col fisico inadatto, coi fianchi troppo larghi, per niente bella" etc.etc. E continuo a non riuscire a farmi fotografare, ad evitare gli obiettivi. Non riesco a rendermi conto di come sono adesso, forse perchè mi sono "vista" ogni giorno, e non ci faccio caso al cambiamento se non quando noto un paio di jeans vecchi che adesso vanno larghissimi. Qualche giorno fa, ho guardato una foto che mi hanno scattato con delle amiche all'inizio di settembre senza che me ne rendessi conto, e sono rimasta allibita: c'era una ragazza "magra" tra di loro, ed ero io!!! E non mi riconoscevo! Quello che vedevo lì sopra era completamente diverso da ciò che continuo a vedere in ogni santo specchio che mi ritrovo d'avanti! La cosa assurda è che, a volte, mi rendo conto della diminuzione solo da pochi elementi, tipo dal viso scavato, o quando mi accorgo che adesso vedo le costole, ecc... ma, per farla breve, comunque non mi vedo magra nè normale, ma piuttosto cicciottella! E mi spaventa questo, mi spaventa perchè fin troppe persone mi stanno dicendo che sono dimagrita troppo, che sono un'altra, che adesso devo fermarmi, ma io mi dico "ok, un altro kg e poi stop", ma continuo con la "dieta", sempre in modo corretto, certo, ma pur sempre dieta che mi porta a perdere peso, di certo non ad iniziare a mantenerlo. Ho provato ad interromperla, a dirmi basta, anzi, ogni domenica mi concedo anche un'infinità di dolci, ma me ne pento e mi porto avanti il pentimento e la dieta per tutta la settimana successiva, non per un solo giorno per equilibrare le cose come sarebbe normale fare. E questa cosa comincia un po' a spaventarmi sinceramente. Perchè non mi riconosco nella foto? Perchè mi vedo diversa se mi specchio? Perchè, soprattutto, mi vedo ancora brutta e con dei kg di troppo? Ho paura, paura che se continuo così rischio di ammalarmi sul serio, questa volta di qualcosa tipo anoressia o bulimia. Di una specie di bulimia ho sofferto in passato, ma ho fatto tanta fatica in un anno e mezzo per non ricascarci, ho lottato duramente contro la mia testa per non sbagliare più, per fare le cose in modo giusto. Non voglio buttare tutto questo lavoro all'aria, non è giusto. Ma ho più terrore degli specchi e delle foto di quello che avevo quando pesavo 93 kg, perchè l'immagine mentale che ho di me non cambia. Quando ingrassavo troppo, me ne accorgevo poco quanto niente. Adesso che sono dimagrita, me ne rendo conto poco quanto niente. Perchè? E cosa posso fare per evitare di cascare in qualche nuovo stupido errore?

Cara Lulù, ho letto con molta attenzione la tua lettera ed ho notato come ci sia in te molta confusione relativamente ai disturbi alimentari. L’anoressia non è “non mangiare”, così come la bulimia non è “rimettere dopo un’abbuffata”! I disturbi alimentari si definiscono con altri aspetti importantissimi ed imprescindibili come l’eccessiva attenzione per il peso e le forme corporee, o i livelli di autostima che seguono a ruota i cambiamenti di peso o di queste forme. Altra caratteristica fondamentale è la necessità quasi ossessiva di esercitare sul proprio corpo un controllo diretto e, per quanto tu insista col dire che sei dimagrita in modo corretto… la tua attenzione non ha mollato un attimo e, perdere 35 Kg da sola, senza un dietista che ti seguisse almeno una volta al mese non è stata una buona idea. Il tuo obiettivo è stato perdere peso, ma quello che non hai modificato sono i tuoi pensieri che a volte non si trovano del tutto coerenti con la realtà. Infatti, il tuo corpo cambia, ma tu non riesci a percepirlo direttamente e questo è un punto fondamentale che è necessario tu affronti con uno psicologo; l’immagine che è nella tua testa non è stata rielaborata per niente, un dimagrimento eccessivamente rapido ed il non sapere cosa guardare quando ti osservi allo specchio stanno facendo il resto! Altro meccanismo di pensiero che può essere pericoloso è il concedersi i dolci nel fine settimana e sentirsi in colpa e porre rimedio subito dopo!! Tutti questi vizi del pensiero devono essere rielaborati con una persona che ti guidi con calma. Hai potuto constatare dalle foto che adesso non sei grassa, anzi, che potresti essere più magra di quanto desiderassi, quindi, fermo restando che il peso non dovrebbe preoccuparti, affidati ad una persona esperta che può aiutarti a guardarti allo specchio ed a vedere la realtà!! Ti consiglio una terapia cognitivo-comportamentale che ti risulterà utile per modificare con calma il tuo modo di percepire, interpretare e agire nel mondo ed eventualmente a prenderti cura di te in modo meno “ossessionato”. Fallo subito, non aspettare!

(risponde la Dott.ssa Sara Ginanneschi)

Pubblicato in data 13/02/08

 

 

 

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