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Obesità (105049)

on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 69 volte

Francesca 26

Non sono mai stata magra, ma nemmeno grassa come ora. E' cominciato tutto dopo la bocciatura agli esami di maturità al liceo, pesavo circa 60 chili per 1 metro e 65 di altezza e anche se in carne non mi dispiacevo. Da quel giorno non sono più stata la stessa, mi è stato imposto dai miei di non uscire per tutta estate, mi hanno impedito di andare in vacanza con le amiche e tutti i giorni dovevo sorbirmi i rimproveri di genitori e parenti che sembravano si vergognassero più loro di me per la bocciatura. Chiusa in casa come una carcerata, ho cominciato a prendere peso, qualche chilo, anche se non mangiavo in modo smodato, mi concedevo solo qualcosa in più. Ripresa la scuola in un'altra sede, con 5 chili in più, mi sono ritrovata in un mondo tutto nuovo, nel quale non mi riconoscevo e dal quale non mi sentivo accettata e in più l'obbligo di non uscire di casa per non ripetere l'esperienza dell'anno precedente. Scoprii per caso il piacere e la bella sensazione che si provava a raggiungere il fondo di una scatola di gelato, di biscotti, di patatine nel più breve tempo possibile; non so perchè ma mi sentivo meglio e i chili hanno cominciato a lievitare e con loro anche i rimpoveri di mio padre che noni risparmiava in ogni occasione, davanti a parenti e conoscenti, il fatto di essermi ridotta così. Dopo l'esame di maturità pesavo 80 chili e venni di corsa portata da un dietologo, perchè non poteva la mia famiglia avere una figlia così grassa. Il peso si è stabilizzato per un po', non dimagrivo, nonostante la dieta, perchè continuavo ogni tanto e di nascosto ad abbuffarmi, perchè era l'unica cosa che riusciva a farmi stare un po' meglio. Nel frattempo avevo trovato lavoro, ma il mio rapporto con la famiglia e col mondo in generale non era cambiato, sempre rimproveri, frustazioni e l'idea che tutti guardassero e guardino tutt'ora qualsiasi cosa che faccia, che dica o anche che pensi. Ho abbandonato la dieta fregandomene di tutto e di tutti e ho ripreso a fare tutto quello che facevo prima. Non mancava mai, sul lavoro, in camera mia, sulla macchina il cibo, ho smesso di mangiare di nascosto e ho cominciato a farlo alla luce del sole, ignorando i commenti di tutti riguardo al mio corpo. Non so quanto peso adesso, forse 120, o forse 130, mi peserò forse tra qualche giorno, vorrei smettere di mangiare così, perchè il male lo sto facendo a me e non agli altri, ma non ce la faccio, in fondo quando mangio sto bene

Cara Francesca, dalla tua lettera capisco che non è vero che "in fondo quando mangi stai bene". Non stai bene e te ne rendi conto benissimo, ma scrivere questa lettera di sfogo è il primo passo per smettere di farti del male. Non è certo facile abbandonare abitudini che rassicurano, cambiare i comportamenti è la cosa in assoluto più difficile (pensa a chi desidera smettere di fumare!!). Ma si può. Il suggerimento è però quello di non cercare di fare tutto da sola, in molti ambiti si può, pur con grande fatica, ma in questo no. Non perchè non si riesca a rieducarsi nell'alimentazione anche da soli, ma perchè questo non è semplicemente un modo sbagliato di alimentarsi, è un disturbo importante che coinvolge molti altri aspetti della vita della persona che ne soffre. Il modo di mangiare è solo la manifestazione esterna del disagio profondo. Per questa ragione, Francesca, fatti seguire da un terapeuta e da un dietologo che lavorino insieme. E' la sola strada che conduce alla guarigione, quella vera. Un bacio

(risponde La dott.ssa Camilla Ponti)

Pubblicato in data 27/08/07

 

 

 

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