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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 83 volte

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Francesca 26

Non sono mai stata magra, ma nemmeno grassa come ora. E' cominciato tutto dopo la bocciatura agli esami di maturità al liceo, pesavo circa 60 chili per 1 metro e 65 di altezza e anche se in carne non mi dispiacevo. Da quel giorno non sono più stata la stessa, mi è stato imposto dai miei di non uscire per tutta estate, mi hanno impedito di andare in vacanza con le amiche e tutti i giorni dovevo sorbirmi i rimproveri di genitori e parenti che sembravano si vergognassero più loro di me per la bocciatura. Chiusa in casa come una carcerata, ho cominciato a prendere peso, qualche chilo, anche se non mangiavo in modo smodato, mi concedevo solo qualcosa in più. Ripresa la scuola in un'altra sede, con 5 chili in più, mi sono ritrovata in un mondo tutto nuovo, nel quale non mi riconoscevo e dal quale non mi sentivo accettata e in più l'obbligo di non uscire di casa per non ripetere l'esperienza dell'anno precedente. Scoprii per caso il piacere e la bella sensazione che si provava a raggiungere il fondo di una scatola di gelato, di biscotti, di patatine nel più breve tempo possibile; non so perchè ma mi sentivo meglio e i chili hanno cominciato a lievitare e con loro anche i rimpoveri di mio padre che noni risparmiava in ogni occasione, davanti a parenti e conoscenti, il fatto di essermi ridotta così. Dopo l'esame di maturità pesavo 80 chili e venni di corsa portata da un dietologo, perchè non poteva la mia famiglia avere una figlia così grassa. Il peso si è stabilizzato per un po', non dimagrivo, nonostante la dieta, perchè continuavo ogni tanto e di nascosto ad abbuffarmi, perchè era l'unica cosa che riusciva a farmi stare un po' meglio. Nel frattempo avevo trovato lavoro, ma il mio rapporto con la famiglia e col mondo in generale non era cambiato, sempre rimproveri, frustazioni e l'idea che tutti guardassero e guardino tutt'ora qualsiasi cosa che faccia, che dica o anche che pensi. Ho abbandonato la dieta fregandomene di tutto e di tutti e ho ripreso a fare tutto quello che facevo prima. Non mancava mai, sul lavoro, in camera mia, sulla macchina il cibo, ho smesso di mangiare di nascosto e ho cominciato a farlo alla luce del sole, ignorando i commenti di tutti riguardo al mio corpo. Non so quanto peso adesso, forse 120, o forse 130, mi peserò forse tra qualche giorno, vorrei smettere di mangiare così, perchè il male lo sto facendo a me e non agli altri, ma non ce la faccio, in fondo quando mangio sto bene

Cara Francesca, dalla tua lettera capisco che non è vero che "in fondo quando mangi stai bene". Non stai bene e te ne rendi conto benissimo, ma scrivere questa lettera di sfogo è il primo passo per smettere di farti del male. Non è certo facile abbandonare abitudini che rassicurano, cambiare i comportamenti è la cosa in assoluto più difficile (pensa a chi desidera smettere di fumare!!). Ma si può. Il suggerimento è però quello di non cercare di fare tutto da sola, in molti ambiti si può, pur con grande fatica, ma in questo no. Non perchè non si riesca a rieducarsi nell'alimentazione anche da soli, ma perchè questo non è semplicemente un modo sbagliato di alimentarsi, è un disturbo importante che coinvolge molti altri aspetti della vita della persona che ne soffre. Il modo di mangiare è solo la manifestazione esterna del disagio profondo. Per questa ragione, Francesca, fatti seguire da un terapeuta e da un dietologo che lavorino insieme. E' la sola strada che conduce alla guarigione, quella vera. Un bacio

(risponde La dott.ssa Camilla Ponti)

Pubblicato in data 27/08/07

 

 

 

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