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psicologia di ragazza bulimica (49702)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 318 volte

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Tony, 29anni (16.4.2002)

 

Frequento da 4 anni una ragazza, prima anoressica poi bulimica, alla quale ho cercato in tutti i modi di mostrare il mio affetto ed il mio amore. ora purtroppo minacciati da una mancanza di fiducia nei mie confronti.

Caratterialmente sono protettivo, coccolone, dolce, apprensivo; caratteristiche scambiate spesso e volentieri per possessività, gelosia, ossessività.

Alle spalle della ragazza ventiaquattrenne, prossima alla laurea in medicina, sono da indicare violenze sessuali e traumatica separazione dei genitori.

Ho difficoltà serie a relazionarmi affettivamente con questa bellissima fanciulla che nasconde la sua fragilità e, magari, paura di amare dietro la maschera di "non ho bisogno di nessuno"....!!

Come posso realmente farle capire che la amo e a conquistare la sua fiducia in questo momento in cui la vedo avversa? Ci vediamo tutti i giornie contribuisco a "saziarla" portandola a mangiare fuori: il fatto che le offri molto cibo è sbagliato? Come posso aiutarla a guarire? Come si deve comportare un ragazzo come me che, innamoratissimo, vede la propria amata sempre più distaccata e consumarsi, immezzo a successi professionali, pian piano come la fiamma di una candela?

Vi prego, datemi qualche ragguaglio..

P.S. Potreste aiutarmi a trovare un libro che racchiude il diario di una ragazza anoressica, libro pubblicato prima in america e poi in italia, probabilmente scritto dalla ragazza in questione?

Non voglio perderla, vi prego datemi dei ragguagli per poter testare in qualche modo quanto effettivamente ci tenga a me e come posso essere visto da lei come punto di riferimento

 

Purtroppo, non ci sono suggerimenti utili in tal senso.

Ciò che può fare è solo aiutare la sua ragazza a capire che il suo modo di relazionarsi con il cibo è una vera e propria malattia che può condurre persino alla morte e che va, dunque, curata come tale. Le premetto che questo è un compito arduo, in quanto una delle caratteristiche di questo disturbo è la sua sintonia con il soggetto che ne soffre.

Cosa significa? Significa che la sua ragazza difficilmente accetterà di sentirsi dire che ha un problema, anzi, asserirà che sta benissimo. Dietro ogni disturbo del comportamento alimentare si nasconde un mondo di sofferenza e di dolore di cui, a volte lo stesso soggetto è inconsapevole. La malattia, per assurdo, rappresenta una sorta di soluzione ai propri disagi ma , se all'inizio sembra funzionare perchè apparentemente gestibile, in seguito la malattia diventa una vera e propria schiavitù cui è difficile sottrarsi. L'unica cosa importante diventa come gestire l'alimentazione e il proprio peso da cui si è ossessionati. Anche un etto in più può essere fonte di una seria preoccupazione. Tutta la vita del soggetto, ben presto, si focalizza solo su questo tema e ogni altra cosa perde importanza, anche l'amore.

L'unico vero aiuto, anche se ripeto molto difficile , è cercare di portare la sua amica a capire che ha bisogno di aiuto, intendo con questo di rivolgersi ad uno psicoterapeuta.Le suggerisco due testi, uno di Fabiola De Clercq, fondatrice dell'ABA (associazione per l'anoressia e la bulimia) che ha sofferto di anoressia "Fame d'Amore Ed Rizzoli; l'altro, un manuale di auto-aiuto del Dott. Dalle Grave esperto di disturbi del comportamento alimentare "Alle mie Pazienti Dico" Ed. Positive Press.
Auguri.

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