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Rimettere per brutte notizie (153109 )

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 433 volte

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Anna, 26

 

Gentile Dottore,
ho 26 anni. Sono una ragazza che vive con la madre e la sorella anche se ora vivo la maggior parte della settimana presso una famiglia dove faccio la tata; ho perso mio padre per una malattia all'età di 19 anni.
Ho un problema ogni volta che ricevo brutte notizie mi risale su quello che ho mangiato non credo di essere anoressica perchè pur mangiando poco il resto delle volte mangio normale anche se poco perchè sono magra di costituzione. Comunque la prima comparsa credo ci sia stata alla notizia della gravità della malattia di mio padre; poi mi succede soprattutto nelle relazioni sentimentali con il mio attuale ragazzo ogni volta che si parla dell eventualità di lasciarsi.
Ho paura di spaventarlo con le mie reazioni esagerate; alle brutte notizie perdo subito l'appetito e smetto di mngiare, questo mi spaventa nn voglio diventare anoressica tanto meno morire di fame.
Non oso immaginare quello che potrebbe succedere con un eventuale separazione dal mio ragazzo. Credo sia importante dire che ho sempre avuto difficoltà a relazionarmi con l'altro sesso e che episodi di perdita d'appetito ci sono stati anche prima della morte di mio padre.
Non so quanto possano essere legate le 2 cose... come posso separare le mie emozioni dalla mia alimentazione? O comunque controllare le mie reazioni? grazie

Cara Anna,
da quanto descrivi è evidente un vissuto traumatico in risposta ad un dramma vissuto in famiglia (la morte di tuo padre per malattia), sembra che la sofferenza che attualmente provi sia legata alla paura di sperimentare emozioni negative intense, sembra una vera e propria fobia con sintomi vegetativi come il vomito.
Quello che non è chiaro è se le due cose (trauma e "fobia") siano legate. Se è così quello che ti consiglio di fare è lavorare da una parte all'elaborazione del lutto attraverso i ricordi e dall'altra alla fobia verso le informazioni negative attraverso un'esposizione graduale e desensibilizzazione.
Questi 2 interventi richiedono l'aiuto di un professionista. Ti consiglio un intervento di tipo cognitivo comportamentale con un terapeuta con esperienza anche sul trattamento di traumi.
Saluti, Mirko

 

(Risponde il Dott. Dai Prà Mirko)

Pubblicato in data 23/10/2012

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