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Chiara 33

Salve, da circa 5 mesi lavoro in un ufficio di scansione documenti. L'ufficio è nuovo, ed io e le mie colleghe abbiamo iniziato a lavorare tutte lo stesso giorno. I nostri responsabili sono in un'altra città e possono "controllarci" solo telefonicamente, non vivendo, purtroppo, quello che accade quotidianamente in ufficio, così che, l'iter lavorativo è interamente gestito da noi.

Siamo persone adulte con caratteri molto differenti e si è creato un branco al quale io non riesco a sopravvivere. Inizialmente si trattava solo di qualche risatina o qualche rimprovero, perchè magari avevo sbagliato qualcosa, adesso è divenuto per me un incubo. Il mio errore è stato quello di non fermare questo "gioco al massacro" dall'inizio, restavo zitta e mi sentivo una cretina impotente. Dopo un paio di mesi, invece, ho iniziato a reagire, ma nella misura sbagliata, ovvero, rispondendo senza mai offendere ma realmente irritata. Ma, purtroppo, mentre la mia autostima è scesa sotto i piedi e mi sento in colpa per tutto, ed inoltre, anche incapace di lavorare, loro, le mie colleghe, hanno una scusa in più per isolarmi e farmi stare davvero male. Non sò come comportarmi, non posso perdere il lavoro, perchè ho problemi con i miei genitori, e sarei, inoltre, io a dovere aiutare loro, e ho un affitto da pagare tutti i mesi. Da giorni e giorni, non dormo più, ho sempre gli incubi, e penso al suicidio. Mi vergogno tanto di non essere stata capace di "difendermi senza sembrare matta, forse lo sono davvero, e comunque sono troppo sensibile.
Non sò a chi chiedere aiuto e ho paura, sto tanto male perchè non vedo via di uscita. In teoria dovremmo dividerci i documenti da lavorare per poi riportare le nostre statistiche giornaliere ai responsabili, ma io non riesco a lavorare, se prendo dei documenti da fare sento i loro occhi addosso, che non vogliono, allora faccio di meno per non essere ulteriormente attaccata. Sono di Firenze, se conoscete qualcuno che può aiutarmi ve ne sarei grata.

 

 


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Si comprende bene il disagio che puoi provare in questa situazione perchè, credo, quello che ti risulta più pesante è proprio essere isolata dal gruppo, non avere nessuna collaborazione o appoggio da parte di qualcuno. Chiaramente, nella tua condizione le emozioni diventano molto pesanti, anche perchè sono sempre più profonde e pervasive. Per cominciare a mettere un freno, è necessario parlare con qualcuno del gruppo, aprirti con chi ti dimostra più fiducia, entrare maggiormente in confidenza o complicità, per avere maggiore "peso" dentro al gruppo.

Inizialmente, per entrare in rapporto, puoi fare qualche battuta simpatica per attirare l'attenzione e sdrammatizzare la tensione intorno a te. Per non restare isolata e ai margini, c'è da conquistarsi uno "spazio", in cui puoi sertirti sicura e soddisfatta del lavoro che stai svolgendo. Puoi anche, per superare l'impotenza e la tensione che avverti, chiedere aiuto a qualcuno della tua zona (se consulti il sito dell'Ordine degli Psicologi della Toscana, avrai un lungo elenco di Psicologi e Psicoterapeuti).

Quando si  parla dei problemi personali con qualcuno che sa ascoltare, tutto si ridimensiona perchè si comincia a vedere le cose secondo un ordine differente, meno esasperato, e così si può trovare qualche soluzione idonea.

 

(Risponde il Dott. Vignati Renato)

Pubblicato in data 12/10/09

 

 

 


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