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Mobbing sul lavoro (148318)

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Maria Serena, 48

Gentile Dottore,
ho bisogno di aiuto: ricevo tutti i giorni sia dai colleghi che dalla preside e dal dsga fattore di mobbing dal 1 settembre.
Ora mi ritrovo ad avere vomito, tachicardie, tremori e paura di andare sul posto di lavoro.

Di notte non dormo più e penso come poter fare morire tutta questa gente così smetteranno di farmi del male!
Non so più come fare ho pensato anche di sparire.
Avrei bisogno di un certificato medico per fare capire come questa gente malvagia mi ha ridotto in così poco tempo. Mi vietano di vivere la mia vita.
Su 21 persone sono l'unica che faccio l'orario dalle 11,30 alle17,30 tutti i giorni fino al 30 giugno.
Io ho una figlia che non vedo più e una mamma di 80 anni che vedevo al sabato alle 13,30 quando per fortuna mi avevano dato l'orario 7,30 13,30.
Ora un mio collega, che a rotazione con tutti gli altri al sabato stanno a casa, ha chiesto con la dsga di farmi fare dalle 8 alle 14,00 così non posso più vedere mia mamma.
La preside mi ha detto che se è vero che al sabato all'uscita dal lavoro andavo da mia mamma devo portare un certificato.
Mi obbligano a fare cose che nessuno vuole fare e la preside insiema alla dsga mi aggrediscono, mi insulatano e offendono. Hanno vietato al personale di servizio degli uffici di interagire con me.
Devono parlare solo con i miei colleghi poi loro mi riferiranno le cose. Mi sento come nessuno li dentro; sono distrutta moralmente, psicologicamente e fisicamente. Fanno tutto a mia insaputa e mi pugnalano alle spalle!
Aiuto sono nella disperazione più totale vorrei morire

 

 


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Cara Maria Serena,
pensare di voler morire è indice di una condizione assai profonda, angosciante e intollerabile.
E'sicuramente una condizione pesante, non a caso vive segnali importanti come l'ansia, insonnia, desiderio di morire.
E' triste che lei arrivi a vivere tutto questo, per una situazione lavorativa così stressante.
Si fermi e respiri, si fidi, troverà la soluzione e la tranquillità.
Penso che rispetto a questa situazione vi siano due manovre importanti, una riguarda la comprensione della situazione. Ovvero è importante capire perché si è scatenato questo meccanismo di mobbing, proprio nei suoi confronti e quindi capire come lei può affrontarlo.
Affrontare il mobbing comporta due tipi di risposte, che non si escludono necessariamente a vicenda.
Il primo tipo di intervento riguarda lei, la sua resilienza, la sua capacità di far fronte a questa situazione con altre risposte comportamentali ed emotive, tali da aggirare il problema e trovarvi altra risposta interna. Richiede un passaggio importante, dal subire al reagire emotivamente e non colludere con le manovre di mobbing.
Che poi, immagino che ritrovarsi in questa condizione a 48 anni, deprime ancora di più, quando uno pensa di aver fatto la propria gavetta, di essersi guadagnato il rispetto e quando la vita di chiede anche altre importanti mansioni ed impegni relazionali-emotivi, come la mamma e la figlia.
Non è per nulla facile e forse è oltremodo disorientante.
Proprio per questo è necessario fare il punto della situazione.
Poi può anche pensare ad un intervento diretto e concreto, che può essere la richiesta di trasferimento oppure può rivolgersi ad una di quelle strutture che certificano la condizione di mobbing, che le permette di avere un dato in mano, utilizzabile anche legalmente, se ce ne fosse la necessità.
Per cui, direi che il primo passo importante è rivolgersi direttamente ad uno psicoterapeuta che le permetta di alleviare le tensioni, di ritrovare la lucidità e di andare a comprendere perché lei oggi si trova in questa condizione. Questo intervento, le permetterà di capire cosa succede e di trovare le risorse dentro sé, per far fronte a quanto le sta capitando.
Nel caso la collega può anche aiutare a certificare la condizione, ma in alcune regioni vi sono anche strutture pubbliche, specializzate in questo, con procedure di routine, atte ad individuare l'effettiva presenza di segni derivanti dal mobbing.
Condivida anche il suo vissuto con amici e parenti, questo può esserle di ulteriore aiuto, ritrovarsi da soli in queste situazioni, mostra una strada più in salita di quello che realmente è!
Capisco che adesso tutto le sembra buio, ma non si scoraggi, c'è sempre una via d'uscita, deve crederci e intraprendere la strada giusta. Arriverà un momento in cui tutto sembrerà più chiaro e sereno.
Un grande in bocca al lupo e pensi ad un passo per volta, vedrà che riuscirà ad andare lontano.

 

(Risponde la Dott.ssa Costantini Sabrina)

Pubblicato in data 27/12/2012

 

 


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