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stress da lavoro (163088)

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giulio, 55

Gentile Dottoressa,
Sono una guardia giurata da 32 anni, ed ho sempre retto abbastanza bene a tutte le situazioni di stress che questo lavoro crea, ma ultimamente a causa di decisioni non necessariamente inevitabili da parte del rappresentante dell'istituto presso cui lavoro, mi sono ritrovato ad aver a che fare con problemi di salute di una certa entità causati da stress provocato ed evitabilissimo.

In calce la lettera nella quale si espongono i fatti e che ho inviato al datore di lavoro.

- - - - - - - - - - - - - - - - - - "All?attenzione del caposervizio xxxxxx. La centrale operativa, che ho fatto per molti anni, mi aveva portato a diversi problemi di salute, problemi che da un consulto medico risultarono chiari sintomi da stress dovuti a quella tipologia di lavoro (ricordo che un collega di centrale diceva che dieci anni di centrale sono sufficienti a logorare una persona, io l?ho fatta per quasi il doppio, 16 anni), il medico mi consigliò per la mia salute quindi di farmi togliere da li quanto prima. Con educazione lo chiesi molte volte ed alla fine avvenne, ne ebbi un immediato beneficio per la mia salute fisica (e faccio notare che in alternativa non chiesi di essere messo in qualche posto di comodo ma bensì in pattugliamento di zona notturna). Ora questa forzatura a rimettermi in questo posto di servizio (servizio per il quale ripeto ho dato parecchi anni della mia vita, e quindi ritengo di aver fatto la mia parte, e dal quale ne sono voluto uscire per seri motivi di salute) non ha fatto altro che risvegliare immediatamente quei problemi di salute che si sono ripresentati creandomi stress e malessere fisico. Quindi ripeto ancora che la centrale operativa mi causa forte stress e mi fa stare male fisicamente. Chiedo pertanto di essere lasciato in zona, servizio che svolgo in modo più che dignitoso e che non mi crea problemi di stress. Essendo quindi messa a rischio la mia salute farò quanto di diritto per la sacrosanta tutela della stessa."

BENE, VI SALUTO E VI RINGRAZIO PER L'ATTENZIONE E PER IL VS LAVORO, SPERANDO ANCHE IN UN VS CONSULTO.

 

 


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Caro Giulio, purtroppo, per mia incompetenza, non ho potuto leggere una parte del suo scritto, da quanto ho capito, le è stato imposto di tornare a fare un lavoro che le provoca stress, come ha documentato al suo datore di lavoro. Non posso entrare nel merito della cosa, l'unico suggerimento che mi sento di darle è di evitare la scontro frontale, in quanto è un periodo di crisi economica e non solo, nel quale i diritti sono sacrificati a non ben identificate esigenze organizzative ed economiche. Ritengo che, con molta buona volontà, sia possibile trovare una qualche mediazione: faccio esempi, probabilmente non molto pertinenti, ma che possono far immaginare, a chi come lei, conosce a fondo la situazione, altre soluzioni.

Non è possibile ipotizzare che la sua attività alla centrale operativa sia limitata ad alcuni periodi, e sia alternata all'attività di vigilanza notturna? Esistono nell'organizzazione altre attività che lei potrebbe svolgere proficuamente, con vantaggio sia per lei sia per il datore di lavoro? Un'altra cosa che mi chiedo: cambiare organizzazione? Proporsi ad un'azienda concorrente? Lavorare in qualche albergo o azienda? E cercare un supporto psicologico che l'aiuti a diminuire lo stress? So che non è facile, ma se ho capito bene il suo curriculum è adeguato ma il problema potrebbe essere l'età, le aziende evitano di assumere persone di una certa età perché hanno diritto a retribuzioni più elevate. Siccome sulla salute non si possono fare compromessi, è pensabile accettare una retribuzione inferiore? Le mie parole sono solo spunti di riflessione, mi sento di ripeterle la raccomandazione di evitare lo scontro frontale. Qualora volesse ricontattarmi, rimango a sua disposizione e le auguro una felice soluzione del problema. S. Bertini

 

(Risponde la Dott.ssa Susanna Bertini)

Pubblicato in data 02/09/2013

 

 


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