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Problemi di dialogo con altri bambini (145218)

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Tommaso, 3

Gentile dottore,
le scrivo perchè io e mia moglie abbiamo un bimbo di 3 anni,il problema è che in casa è vivacissimo, molto agitato, insomma un bimbo normale. Invece fuori con gli altri bimbi (ce ne sono 6 della stessa età più o meno) e lui vuole stare sempre da solo.
Rispetto all'anno scorso mi sembra anche peggio, dice che gli fanno paura, però la cosa strana è che quando andiamo via dice "perchè non gli hai detto niente agli altri bimbi?" e ride.
Come bimbo è intelligentissimo, dice tutto, è come parlare con una persona adulta.
Però a questo problema ed io e mia moglie non sappiamo come fare (se dobbiamo brontolarlo o fare finta di niente).
Sembra di essere emarginati da tutti gli altri.
Ora stiamo soffrendo davvero tanto io e mia moglie, speravamo che quest'anno fosse migliorato.
A settembre andrà alla materna, provammo l'anno scorso a mandarlo all'asilo nido, ma dopo 2 giorni ci siamo arresi.
Sicuramente gliela abbiamo data vinta troppo alla svelta.
Grazie.
Un saluto,

Riccardo

Gentile Riccardo,
spesso i genitori sperano che con il tempo le difficoltà dei propri piccoli passino, e invece purtroppo altrettanto spesso si ingigantiscono. Siamo bravissimi a intervenire se un bambino ha la tosse o qualche decimo di febbre: sappiamo che un colpo di tosse non deve allarmarci, ma al terzo giorno in genere avvisiamo il pediatra. Però occuparsi delle difficoltà emotive, sociali, psichiche dei bambini è più complicato. Il risultato è che ne soffrite tutti: mamma e papà, perché non capiscono e magari pensano di sbagliare sempre tutto, e i piccoli perché non sono sereni di giocare con i propri amichetti, in questo caso.
La vita sociale per un bambino di 3 anni è molto importante ed è meglio non sottovalutare le difficoltà di socializzazione di un bambino, come state facendo giustamente voi.
Vi siete accorti di una difficoltà di vostro figlio (ognuno di noi ne ha, anche da adulti), avete provate a cercare delle soluzioni e adesso avete deciso di contattare un esperto.
Sono certa che rivolgervi alla psicologa del consultorio vicino alla vostra abitazione o ad un privato di vostra fiducia potrebbe aiutare voi genitori a comprendere meglio il vostro bambino, a condividere tutte le vostre preoccupazioni e a sentirvi sostenuti come genitori. Se sarà necessario, il/la collega dopo una valutazione adeguata potrà anche prendere in carico vostro figlio, qualora lo ritenga buono per lui, con dei colloqui psicologici o una psicoterapia.
Purtroppo non esiste una ricetta né un manuale per insegnare ad essere genitori, certo è che il ruolo dell'adulto è quello di facilitare la crescita e lo sviluppo del bambino e se ci sono difficoltà è bene assumersene le responsabilità.
Anche le vitamine-psi sono importanti!

Un saluto.

(Risponde la Dott.ssa Di Febbo Maria Vittoria)

Pubblicato in data 23/05/2012

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