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Fobia ansia generalizzata (148063)

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on . Postato in Ossessioni e Fobie | Letto 373 volte

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Giovanna , 44

Buongiorno,
da 6 mesi sto lottando con la fobia di uscire fuori casa non guido quasi più stati di agitazione insomma sono bloccata daquando ho deciso di far tornare mio marito a casa son precipitata nel blocco totale.ho provato a prendere psicofarmaci per breve tempo stavo peggio ora prendo lextan 5 al mattino 5 la sera devo affrontare una terapia di coppia ma non credo servi a molto.mi son stancata del mio lavoro.il punto è questo vorrei venire di persona ma come faccio se non ce la faccio ad uscire e guidare'?non ho nessuno che possa accompagnarmi.andavo da un psicologo che mi ha bombardato di farmaci fortunatamente li ho presi per 4 settimane mi bloccavo ancora di più.perchè mi si chiude la gola non riesco a respirare e son diventata un'isterica'?ho bisogno di riprendermi la mia vita e son disperata come ne esco?
Grazie spero che mi rispondete al più presto.
Giovanna

Gentile Giovanna,
i sintomi che evidenzia sono molto fastidiosi per chi li prova, capisco che tutto diventa insormontabile e che anche fare un semplice passo è un'esperienza simile alla "scalata di una montagna". In questa situazione risulta impossibile uscire fuori dal "guscio". Per tutta risposta in famiglia, e spesso nel mondo medico, ci sentiamo dire che non siamo malati o peggio ancora che la nostra malattia è organica. Vengono prescritti degli ansiolitici come nel suo caso (lexotan) e i medici si lavano le mani. Nel frattempo le sue cognizioni peggiorano in quanto non trovando giovamento si convince di avere qualcosa di molto grave ed il suo pensiero diventa simile a questo: "se non si risolve nemmeno con i farmaci!". Quello che viene trascurato è che i farmaci da soli non riescono a risolvere la situazione. Se per esempio soffro di agorafobia e non riesco ad uscire da casa avrò sicuramente necessità di un supporto per modificare i brutti pensieri che mi impediscono di uscire da casa (la risposta a questo può essere un farmaco?, NO!!!!). Mi scuso per la digressione, torniamo a lei: racconta che a seguito del ritorno a casa di suo marito si è verificato l'episodio fobico, sarebbe interessante capire cosa di questo evento ha creato lo scompenso ed approfondire quali sono i meccanismi cognitivi che determinano il suo modo di agire. Per questo dovrebbe avere dei contatti con un terapeuta. Se non ha supporti fin dal principio è possibile richiedere una visita domiciliare da parte di un terapeuta disposto, solo dopo alcuni incontri, primo obiettivo potrebbe essere uscire di casa ed andare in ambulatorio da sola. Non so da dove scrive ma credo che nella sua città ci saranno sicuramente dei terapeuti disposti a venire a domicilio. Mi raccomando, per il suo problema scelga un terapeuta ad indirizzo Cognitivo- Comportamentale. Spero di esserle stato utile.
Saluti

(Risponde il Dott. Dai Prà Mirko)

Pubblicato in data 04/06/2012

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