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autostima e problemi di coppia (42064)

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on . Postato in Relazioni, Coppia, Famiglia | Letto 304 volte

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Geena, 36anni (16.8.2001)

Saluti a tutti voi, che dire é un gran guazzabuglio!!!!Dunque tutto è iniziato dopo la nascita della mia splendida bimba, il mio compagno è andato in crisi.Si è rinchiuso e ha iniziato a non andargli più bene nulla. Questo stato è durato 3 anni: una parabola discendente. Ovvio che abbia cercato di valicare il suo muro...inutilmente. Mi ha offesa più volte, ad es. quando sono rimasta incinta la 2° volta ha sostenuto che il figlio non era suo(per inciso non aveva alcun motivo di dubbio) così oggi mia figlia non ha fratelli né sorelle. Mi ha chiesto la separazione, per poi dirmi che era una provocazione e subito dopo invece era una vera richiesta..ecc. Insomma dopo 3 anni vado in crisi io, cosa valgo per lui?

Non riesco più ad avere fiducia in lui, non riesco più ad avere contatti fisici con lui neanche per un bacio! Io sono convinta che lui non mi ami ma abbia solo paura di perdere tutto! Ho letto qualche libro e mi ha colpita quello della Norwood "Donne che amano troppo", mi ci sono vista! Il mio passato è piuttosto burrascoso, sotto il profilo psicologico, genitori separati quando avevo 7 anni, un padre sparito dalla circolazione, ricomparso quando ero un'adolescente e, creduto di comprendere il personaggio, l'ho allontanato.

Cresciuta con una madre provata dall'esperienza che vedeva in me solo il riflesso di mio padre e pertanto venivo tenuta a distanza, insultata e affetto zero! Ribelle fin da ragazzina sono cresciuta da sola, incluso un anno di collegio dalle suore, sola sempre senza visite.Ritengo di essere fortunata se sono qui oggi ma mi sento completamente vuota, non ho più cuore, né stomaco...niente di niente!Mi sento divisa fra il desiderio di separarmi e il bene che porto al mio compagno. E' che non sono più sicura di amarlo! Che fare??? Poi c'é la bimba a cui non vorrei togliere un padre, anche se ritengo siano meglio due genitori sereni e separati piuttosto che indifferenti ma insieme. Gli ho chiesto una separazione temporanea...lui non sa dove andare. Io so stare da sola ma mi domando se tutta questa indecisione derivi dalla paura di perdere quel poco di affetto che sono riuscita a conquistare, io vorrei essere amata per ciò che sono e non per ciò che riesco e posso fare. Non ho fiducia in me come persona, é questo?

Devo uscire da questo 'mbuto per me, la mia vita e soprattutto per mia figlia, voglio che abbia le basi giuste per poter essere felice e fare le sue scelte nel corso della sua vita che le auguro splendida con tutto il cuore. Non ho i mezzi per potere iniziare un'analisi e ovviamente credo nel cavarsela da soli o con l'aiuto di amici o di testi. Questo in sintesi.

Geena

Cara Geena, è una situazione di coppia molto difficile! Ma volendoVi bene, come Lei dice potreste attivare le Vs. risorse psichiche e darVi l'aiuto psicologico necessario, inoltre motivazioni forti attivano, come si sà, anche risorse economiche. Sul piano psicologico emerge con forza il dato che alla nascita della bambina, suo marito ha vissuto sentimenti di profonda esclusione e ne esprime ancora tutta la delusione e la collera. Forse Geena non è stata abbastanza attenta o più probabilmente ha agito inconsciamente tutta la Sua conflittualità e ambivalenza nei confronti degli uomini.Lei crede, come dice, nel cavarsela da sola o con l'aiuto di amici o di testi, poi però si rivolge a noi! Non Le sembra curioso tutto questo? Penso sarebbe interessante se Lei potesse iniziare guardando la Sua bivalenza!

Buona Fortuna!

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