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Confusione e stress (1553303959980)

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on . Postato in Relazioni, Coppia, Famiglia | Letto 492 volte

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le risposte dellesperto

Elena, 22

domanda

 

 

Buonasera, cercherò di spiegare al meglio la mia situazione. Ho 22 anni e sono fidanzata con R. da quasi 8 anni e ho una bambina di 2 anni.

Viviamo separati, io dai miei, lui dai suoi ed abitiamo a circa 30 km di distanza. Inizialmente il rapporto tra noi era bellissimo anche perchè io avevo 14 anni, lui 17 (fase adolescenziale). Le crisi del nostro rapporto sono iniziate nel 2015 quando io vengo a sapere di un tradimento da parte sua.

Ho perso circa 15kg in un mese e stavo cadendo in depressione e in quel periodo mi ha sfiorato anche il pensiero del suicidio, ma fortunatamente ero priva di coraggio per fare un gesto simile. Ho perso del tutto la fiducia in lui, ma nonostante ciò ho deciso di perdonarlo. Nel 2016 lui decide di voler avere un bambino per "dimostrarmi" che mi amava.

Lui ha lavorato poco e niente nei suoi 25 anni e ancora oggi, nonostante abbiamo una figlia, non prende la via per andare a lavorare infatti non abbiamo una casa. Lui è molto geloso, lo definirei anche possessivo e ossessivo nei miei confronti nonostante io non abbia amici e non esca mai da casa (come ad esempio essere geloso del mio fidanzatino A. di quando avevo 12 anni che vive nel mio viale).

Parla spesso della sua gelosia nei confronti di questo ragazzo e nella mia testa non so cosa succede. In questo periodo sto pensando molto ad A., fa parte anche dei miei sogni e non riesco a capire se è solo il condizionamento dei discorsi di R. oppure è qualcos'altro. Il problema è che io mi sento stressata e depressa perchè non sono piu' felice con lui e non so se lo amo ancora, sono diventata pelle e ossa e ho sofferto anche di alopecia da stress.

Ho cercato di lasciarlo spiegandogli a cuore aperto come mi sento, ma lui fa finta di niente. Mi sento quasi costretta a starci insieme. Molte volte continua a sfiorarmi il pensiero del suicidio, ma poi penso a mia figlia e mi faccio passare tutto, mentre rido poi mi viene da piangere oppure solo se penso a lui piango. Sono disperata e credo che andro' da uno psicologo per spiegare meglio la soluzione ma nel frattempo spero in una vostra risposta. Cordiali saluti.

 

 


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risposta

 

 

Cara Elena, sento molta sofferenza nelle sue parole. Sembra che su molti aspetti della sua vita lei percepisca di non avere un controllo o un potere. Mi colpisce ciò che dice riguardo al suo tentativo di lasciare il suo compagno: ci ha provato ma lui ha fatto finta di niente.

Mi pare di capire che la comunicazione tra voi sia spesso improntata a modalità profondamente squalificanti nei suoi confronti, tuttavia la decisione di lasciare un partner non ha necessariamente bisogno di essere accettata e condivisa da entrambe le parti. Se uno dei due sente che questa è la scelta giusta e importante per uscire da una condizione di malessere, non ha bisogno dell'autorizzazione di nessuno per compierla.

Anche il dimagrimento e l'alopecia di cui mi parla, non sono altro che messaggi da parte del suo corpo, che grida ciò che la sua voce non riesce ad esprimere. Li accolga, e provi a dar loro parole, narrazione, senso, di fronte a se stessa e a qualcun altro.

Capisco che lei è molto giovane, e già si confronta con sfide non molto comuni alla sua età, come quella di essere madre, e questo può farla sentire disorientata e titubante, ma proprio in virtù del fatto che ha un'intera vita davanti a sé, a maggior ragione non merita di rimanere sin d'ora in una situazione che la rende infelice e disperata al punto da pensare di togliersi la vita.

Deve essere davvero faticoso, da donna e da mamma, restare con un uomo del quale, l'ha detto lei stessa, ha perso ogni fiducia. L'idea di intraprendere un percorso continuativo con uno psicologo mi sembra luminosa, la incoraggio a metterla in pratica e auspico che possa sostenerla e darle forza in un percorso di cambiamento interiore ed esteriore.

Inoltre, non so in che modi si esprimano e quanto intensi siano i comportamenti controllanti e possessivi del suo compagno, ma se dovesse accaderle di non sentirsi sicura a causa di questi comportamenti, potrebbe eventualmente chiedere aiuto ad un'associazione del suo territorio che si occupi di donne e mamme in situazioni relazionali difficili o violente, o anche alle forze dell'ordine.

Lei non è sola, e non lo sarebbe in nessun caso.

 

 

Pubblicato il 27/03/2019

 

 

A cura della Dottoressa Elisabetta Ranghino

 

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