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fedeltà (42515)

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on . Postato in Relazioni, Coppia, Famiglia | Letto 244 volte

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Ginestra, 31anni (29.8.2001)

Un anno e mezzo fa, in un momento buio della mia vita, ho sentito che avevo sbagliato tutto nella mia esistenza...lo studio, il matrimonio, le amicizie...ecc. e sentivo la forte volontà di mandare all'aria tutto ed ho iniziato un gioco di autodistruzione...ho detto a mio marito che non avrei voluto più privarmi di sensazioni anche sessuali cui avevo rinunciato da sempre (è stato l'unico uomo della mia vita conosciuto a 15 anni e mezzo)..convinta di dover e voler distruggere tutto gli ho detto che lo avrei tradito...lui ha capito che stavo male ma si è fatto trasportare nel baratro da me..io gli proposi pure uno scambio di coppia e lui contattò su chat una coppia che poi conoscemmo..quando ci incontrammo io e la lei amoreggiammo (io nonn credo di essere bisex ma allora volevo trasgredire a tutti i costi) poi in quattro sul letto lei iniziò a fare sesso con mio marito e si fece penetrare mentre io e l'altro rimanemmo a guardare e facemmo sesso senza invece mai giungere alla penetrazione...
Piano piano io e mio marito, forse perchè il nostro amore era veramente grande o non so perchè, siamo ritornati al nostro menage,( abbiamo una figlia bellissima di 4 anni)..abbiamo rimesso la fedeltà e i valori di sempre al centro della nostra vita.. ma resta questo fantasma-ombra ..io solo al ricordo ,che riemerge spesso anzi sempre mentre facciamo sesso, di lui e l'altra, sento il voltastomaco e piango ma sinceramente come a voler espiare e volergliela far pagare mi accorgo che ricerco quel pensiero piuttosto che allontanarlo...che fare????
Grazie ginestra

La trasgressione, indipendentemente dai suoi contenuti, racchiude spesso l'elemento della colpa per il "delitto" commesso. Infatti, semplificando, potremmo dire che il vissuto da lei descritto, essendo il risultato di un'esperienza che non rientra affatto nei suoi abituali comportamenti sessuali, si scontra con un'immagine di sé legata invece a valori per così dire tradizionali.
Ora, lei dovrebbe, a mio parere, guardare avanti e considerare questa esperienza come uno stimolo alla riflessione, con l'obiettivo di ricostruire insieme a suo marito una maggiore coesione ed intimità. Mi sembra però che la comunicazione fra di voi non sia molto fluida e questo è un fattore di rischio da non sottovalutare.
Pertanto, anche in considerazione della vostra giovane età, suggerirei l'intervento di uno psicoterapeuta che vi possa aiutare sia a superare questo disagio attuale, sia a comprendere alcuni aspetti della vostra realtà individuale e familiare.

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